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Stangata sulla assicurazione auto (+3,5%)da parte della Giunta SaliniProtestano sindacati, cittadinie autotrasportatori

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Rc-auto, aumenti in vista: più 3,5% per l’imposta provinciale decisa dalla Giunta Salini. Perché rincarano ancora le assicurazioni auto? E’ presto detto: il decreto sul federalismo fiscale (il numero 68/2011, articolo 17, comma 2) stabilisce che a partire dal 2012 l’imposta sulla Rc-auto costituisce un «tributo proprio derivato» delle Province. I soldi in pratica andranno in corso Vittorio Emanuele, sede della Provincia,, che ha avuto anche la facoltà di aumentare la quota per un massimo di 3,5 punti: dal 12,5% al 16%. Una autentica stangata che sta suscitando molte proteste. Dai sindacati confederali alle categorie dei trasportatori. Il consigliere provinciale del Pd Cesare Mainardi ha già preannunciato battaglia in Consiglio. Finora sono state una decina, oltre Cremona,  le Province che in Italia hanno deciso il via libera all’aumento della Rc-auto (Alessandria, Benevento, Bologna, Chieti, Ferrara, Forlì-Cesena, La Spezia, L’Aquila, Pescara, Vibo Valentia). Altre però sono pronte a farlo nei prossimi giorni.

Ma la contrarietà alla decisione si allarga. Protestano i tre sindacali confederali della nostra provincia con un documento siglato dai tre segretari Palmieri-Demaria-Grossi. “Aumento inopportuno e non accettabile in questa situazione di difficoltà economica delle famiglie”. Bollano così Cgil-Cisl-Uil di Cremona la decisione della Provincia di aumentare di quasi quattro punti percentuali l’aliquota Rc auto. “Una decisione che non può essere giustificata con la scusa del federalismo fiscale. Il decreto sul fisco regionale, demanda alle Provincie la possibilità di aumentare le imposte sulle polizze auto dal 12,5% al 16%, con un aumento secco del 3,5%.Si tratta di un nuovo balzello che va a colpire tutti  i cittadini automobilisti  indiscriminatamente, e che risulta particolarmente iniquo perché sarà particolarmente pesante per quanti devono usare la macchina per lavoro o che, sono costretti ad usare più di un veicolo per famiglia, moltiplicando così l’effetto tassazione.. Si è sempre affermato che il federalismo non può essere pagato dal cittadino con l’aumento delle tasse locali”.

“Il tempismo di questa scelta, va associata, all’aumento delle addizionali comunali  che già diversi comuni della nostra provincia hanno già deliberato grazie all’opportunità del Federalismo Municipale. – affermano ancora le segreterie sindacali provinciali – Spiace constatare come i pesanti tagli lineari messi in atto dalla scorsa manovra estiva(2010), si ripercuotano sui cittadini attraverso un amento di tassazione e di tariffe. Risulta evidente attribuire questo incredibile nuovo balzello proprio all’avvento del federalismo, al contrario di chi ha continuato a spiegare che con il federalismo le imposte sarebbero calate. Siamo consapevoli che l’aumento della tassazione sarà effettuato direttamente alle compagnie assicurative, ma la speranza del Presidente Salini che le assicurazioni non si rivalgano sui cittadini,in un momento dove l’Antitrust sta indagando sugli aumenti  precedenti dei premi assicurativi  è evidentemente una pia illusione”

Rincara la dose il consigliere provinciale Pd Cesare Mainardi: «Si tenta, ogni giorno, di ammannire agli italiani la favola secondo la quale le scelte economiche del governo Berlusconi Bossi Scilipoti e la maggioranza che lo sostiene non aumentano le tasse cioè non mettono le mani in tasca agli italiani. La decisione della maggioranza che governa la Provincia di aumentare dal 12,5% al 16% l’aliquota sulla Rc. auto è l’ulteriore dimostrazione della falsità delle affermazioni propagandistiche governative. Anche in questa come in altre occasioni le mani in tasca ai cittadini si mettono: eccome! Il governo più centralista della storia repubblicana del nostro paese fa scelte che riducono l’autonomia degli enti locali e con i tagli ai trasferimenti e la tagliola del patto di stabilità mette in difficoltà i servizi ai cittadini nei comuni e nelle provincie. Vuol costringere i Sindaci e i Presidenti delle Provincie a fare i gabellieri. La maggioranza che governa la Provincia non ha manifestato e manifesta obiezioni contrarie alla politica tremontiana anzi la condivide. Accetta supinamente le decisioni governative e della Regione Lombardia e sceglie, per non disturbare il manovratore, la strada più facile: l’aumento della tassazione. Strada che non può essere condivisa e che come in altri casi (pendolino, finanziamenti del Po e paullese) insieme alla riduzione delle risorse necessarie al territorio ne impedisce lo sviluppo e aumenta le difficoltà economiche dei cittadini cremonesi».

 

La CNA Fita di Cremona:

“Non è il momento di tassare ulteriormente gli autotrasportatori”

Apprendiamo che la provincia di Cremona intende aumentare le aliquote della RC auto dal 12,5 al 16% . Come CNA Fita Cremona, l’associazione dell’autotrasporto Cremonese più rappresentativa, non vogliamo entrare nel merito su come fare cassa per risolvere alcuni problemi riguardanti il finanziamento delle opere in carico alla provincia di Cremona. Desideriamo però far notare che non è proprio il momento giusto per tartassare ulteriormente una categoria che, tra le più indebitate del paese, è in grave sofferenza a causa della concorrenza sleale, gli scarsi controlli sulle imprese irregolari e soprattutto per il non riconoscimento da parte della committenza dei semplici costi sostenuti”. Afferma la Cna Fita, Federazione dei trasportatori della provincia di Cremona.

«Se a tutto ciò aggiungiamo – afferma Adriano Bruneri responsabile della CNA Fita di Cremona – anche l’aumento dell’aliquota provinciale sulle RCA le nostre aziende, già penalizzate dai continui aumenti del gasolio, del bollo, delle polizze assicurative, delle autostrade ecc ..al danno si aggiunge la beffa, tanto che siamo pronti a scommettere che nei prossimi giorni vedremo ancora sulla stampa che “i prezzi dei beni di consumo risentiranno degli aumenti a causa dell’incidenza dei costi del trasporto.” »

Sono 114.000 le aziende del settore, 750 in provincia di Cremona con oltre 2200 veicoli, aziende che hanno raggiunto il limite di assorbimento dei costi.

«Il rischio e la responsabilità – conclude Bruneri – di condurre un settore intero ad essere sempre più dominato da illegalità noi non ce lo vogliamo prendere. I cittadini devono sapere che aumenti ulteriori di costi comportano sempre meno risorse da destinare alla sicurezza. Il recentissimo rapporto del Ministero dell’interno parla di leggero aumento dell’incidentalità che vede coinvolti i veicoli pesanti; a parte la constatazione del dato vogliamo domandarci “il perché”? Come CNA Fita ci sentiamo di invitare i rappresentanti eletti in Provincia a ritornare sui propri passi perché anche su loro ricade la responsabilità di garantire maggiore sicurezza per i cittadini sulle strade».

 

LE TASSE. Quella dell’imposta provinciale infine è solo una delle «accise» che gravano sulle polizze automobilistiche. Sul premio assicurativo di auto e moto grava anche un’imposta del 10,5% che serve a finanziare il Servizio sanitario nazionale e un ulteriore 2,5% che serve a costituire il Fondo di garanzia per le vittime della strada. In totale si arriva ad oggi al 25,5% che per gli automobilisti cremonesi salirà al 29% a partire dal primo agosto 2011.

 

 

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