Un commento

Gli Amici della Grande Querciacontro il Terzo Pontefanno ricorso al Tar del Lazio

http://www.youtube.com/watch?v=0YRPoRgYJ8s

Continua la battaglia degli Amici della Grande Quercia, associazione ambientalista spontanea che si batte contro il progetto del Terzo Ponte voluto da Centropadane Spa per collegare il casello piacentino dell’A21 alla zona industriale di Cremona. La nuova mossa è un ricorso al Tar del Lazio, avviato nel febbraio scorso per bloccare il progetto. La pratica è portata avanti dagli avvocati Rota di Milano e Tumbiolo di Como e fornisce una serie di documenti specifici, come i dati aggiornato sui flussi di traffico della Regione Emilia Romagna (non presenti nel progetto) e uno studio interdisciplinare redatto da 18 esperi e docenti. Un lavoro che boccia senza appello il Terzo Ponte, definendolo «inutile, eccessivamente impattante, troppo costoso, basato su dati reali non aggiornati. «L’ultimo dei quattro progetti di Centropadane – spiegano gli Amici della Grande Quercia – risale a marzo 2010, ma riporta delle stime sui flussi di traffico datati anno 2001».

Ricorso a parte, la pratica del Terzo Ponte è attualmente ferma. A distanza di sette mesi dall’incontro conclusivo della Conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto, che si è tenuto a Roma il 2 dicembre scorso, mancano ancora le firme del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dei Beni Culturali. «Questo – continua il gruppo – pesa come un macigno sulla realizzazione dell’opera. Anche perché anche l’Europa è intervenuta e vuole vederci chiaro sulla questione». Le zone attraversate dal Ponte, l’Isola del Deserto e gli “spiaggioni” di Spinadesco, sono tutelate dall’Europa. Ciò, vuol dire che non possono essere toccate se non “per migliorare la salute dell’uomo o la sicurezza pubblica”. Nel 2010 502 cittadini hanno firmato un esposto indirizzato proprio alla Commissione Europea, che segnalava la violazione della Direttiva Europea Habitat. L’Ue ha chiesto spiegazioni all’Italia e, avendo ricevuto risposte insoddisfacenti, ha deciso di approfondire l’intero progetto. In più, sempre l’anno scorso, due deputati europei, De Magistris dell’Italia dei Valori (attuale sindaco di Napoli) e il verde spagnolo Raul Romeva i Rueda,  hanno presentato ben due interrogazioni, rammentando alcuni passaggi – a loro giudizio molto controversi – della procedura di Valutazione Impatto Ambientale. Altro passaggio importante, la procedura avviata per il riconoscimento della Grande Quercia come albero monumentale. Sono state raccolte 3500 firme e la Regione Emilia Romagna ha confermato l’avvio dell’iter per la tutela della quercia secolare.

La notizia del ricorso è stata data nel corso di una suggestiva conferenza stampa, organizzata sulla motonave “Cicogna” che ha percorso il fiume dal ponte in ferro all’Isola del Deserto. Ospiti speciali, il cantante Omar Pedrini e lo scienziato prof. Riccardo Groppali. Sulla barca, anche, Franco dei Modena City Ramblers e Serafino degli Archimia. Davanti all’Isola, un momento simbolico: la consegna ai pescatori del Team Monster Fish di un germoglio di quercia da piantare ad ottobre. Poi, il rinfresco a base di prodotti tipici sotto la chioma della Grande Quercia a Castelvetro Piacentino, albero che verrebbe minato dalla costruzione del Terzo Ponte, simbolo della battaglia contro il progetto.

I prossimi appuntamenti sono in musica o al telescopio. Fino al 22 luglio, data dell’atteso acoustic live di Omar Pedrini sotto la Grande Quercia. In fondo la fotogallery.

VENERDI 8 LUGLIO, ore 21
Celtica e Franco dei Modena City Ramblers
Un viaggio attraverso i celti e la cultura irlandese

SABATO 16 LUGLIO, ore 15,30 e 22
Tra sole, luna e stelle
Incontri sul sole e sulla luna tenuti dal gruppo astrofili

VENERDI 29 LUGLIO, ore 21
Archimia
Esibizione del noto quartetto d’archi

VENERDI 22 LUGLIO, ore 21,30
Omar Pedrini
Concerto per la natura e il Grande Fiume

Tutti gli eventi sono gratuiti e si svolgono sotto la Grande Quercia di Castelvetro Piacentino.


 

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Commenti
  • antonio ferrari

    non molliamo ho visto il mincio da le grazie di curtatone oasi naturalistica con aironi cenerini e rossi, garze, fior di loto, anatre, germani. roba da monet e le ninfee. senza il parco protetto l’avrebbero senz’altro distrutta. bisogna organizzare gite piu’ frequenti per amare i po e insegnare ai nostri giovani la salvaguardia dell’ambiente. forse ci va bene che non abbiano soldi… non tutti i mali vengono per nuocere….