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Sul progetto Tencara, tutte le forze politiche si muovano congiuntamente

Caro Direttore,

la recente assemblea della Confindustria Cremonese mi induce a cogliere la profonda distanza esistente tra una politica europea che mette in campo mezzi e risorse a sostegno dell’industria a partire dalla ricerca e l’innovazione, ed una politica industriale del nostro paese che, non solo è incapace di utilizzare le risorse europee, ma anzi deprime la ricerca l’innovazione, lo sviluppo e la competitività.La prova viene dalla manovra finanziaria varata dal governo, che giustamente persegue gli obiettivi di stabilità per poter continuare ad esistere nel contesto europeo, ma lo fa solo attraverso tagli lineari che rischiano ancor più di deprimere una già debole economia. Non vi è una sola misura orientata allo sviluppo, a rilanciare l’economia reale, si risparmia impoverendo ulteriormente i poveri e si mettono gli enti locali nelle condizioni di non poter erogare servizi se non a fronte di aumenti dell’imposizione fiscale (e questo alla faccia del federalismo) e di aumenti del costo dei servizi, come è il caso del 20% del costo dei trasporti (per lo meno i pendolari trascorrono molto più tempo sui treni !).Si dimentica totalmente che il primo ossigeno per l’economia viene dalle opere pubbliche degli enti locali che invece vedranno ulteriormente tagliati i trasferimenti statali. In questo contesto pensare a quale potrà essere il futuro del progetto Tencara lanciato dal Presidente Caldonazzo mi fa veramente paura. Un progetto illuminato, moderno, che può rappresentare veramente una svolta per il nostro territorio, in linea con gli obiettivi europei, dove nuove tecnologie, innovazione, attrattività, rappresentano la chiave di successo. Un progetto che si scontra con l’assenza di politica industriale nel nostro paese, con la incapacità cronica di fare sistema, con la incapacità di sostenere dei progetti industriali che necessitano di adeguati interventi infrastrutturali, con la scarsa lungimiranza e l’individualismo di chi vorrebbe fare il proprio pezzetto a casa sua, perdendo di vista la visione globale.In un contesto globalmente difficile è indispensabile che tutte le forze politiche si muovano congiuntamente, ciascuno nelle sedi di propria competenza, nell’interesse esclusivo del territorio e non della propria parte politica: Ciò vale per i Parlamentari, in particolare quelli che, per il momento, fanno parte della maggioranza di governo, per chi è in Regione ma anche per chi è nelle amministrazioni locali, affinchè smetta di inseguire micro progetti zonali e si concentri su un unico e forte progetto di territorio.

Angelo Zanibelli

Capogruppo UDC Comune di Cremona

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