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Torchio: “Ben venga Salini tra chiè contrario alla discaricama non si fidi della Regione»

giuseppetorchio080708

Sul cambio di rotta della linea del presidente della Provincia Massimiliano Salini sul tema della discarica di amianto, interviene l’onorevole Giuseppe Torchio.

Da qualche tempo i gruppi di minoranza si trovano congiuntamente per assumere un orientamento comune sulla questione amianto, come su altri problemi. I nostri scambi di vedute ed aggiornamenti sono ormai quotidiani e ci vedremo ancora domani ed alla vigilia del consiglio di martedì per assumere una linea precisa. Nel frattempo opera da mesi una task force con base operativa al Centro “Marcora” di Cremona che ha raccolto un esauriente dossier su tutta la vicenda con la piena collaborazione con gli organi preposti ad indagini e controlli riservati.

Venendo all’oggi il presidente Salini tra disciplina di partito e volontà del territorio sembrerebbe finalmente preferire la seconda. Capita, talvolta, a chi amministra di non rispettare gli ordini di scuderia e di preferire la governabilità. Mi auguro di cuore che sia così.

In definitiva chi lo obbliga di fare la fine della giunta di Crema e di ascoltare il medico Borghetti ed i suoi ispiratori? (favorevoli alla discarica di amianto a Retorto che “fa bene alla salute!” (sic! ndr). Salini forse avrà pensato, senza poterlo dire, al vecchio adagio: “medico cura te stesso!”

È nota la distanza abissale che mi separa da Salini così come i rapporti da “guerra fredda” tra di noi ma se terrà la tinta, su questa come su altre questioni cruciali, dall’energia idroelettrica – altro che centrale a carbone alla Tencara – con la bacinizzazione del Po proposta da 3 anni da E-On a costo zero e tuttora senza risposta, alle priorità del Patto dello Sviluppo,  che – sbagliando di grosso – qualcuno gli ha suggerito di cancellare, gliene renderò merito. Non solo ma se uscirà dallo stato di solitudine o di abbandono in cui si trova il presidente di un Ente in crisi di identità e che molti vorrebbero sopprimere e vorrà guardare avanti, con iniziative per il territorio, gli rinnovo la disponibilità a dargli una mano come gli dissi al passaggio delle consegne, purtroppo senza seguito concreto forse per colpa di cattivi consiglieri. Con la serenità di chi alla sua età era già nel Parlamento Nazionale (1987, 36 anni) gli auguro di sapersi riscattare  dagli orpelli di chi da troppi anni gestisce dall’alto il nostro territorio e di avere il coraggio delle proprie azioni. Se Salini lo farà gli darò una mano, con la maturità di chi è al tramonto rispetto ad un giovane agli albori della sua esperienza politica. Se invece vorrà andare avanti da solo e a testa bassa ho l’impressione che non solo Lameri o gli industriali o gli agricoltori o la stessa Lega o l’anima laica del Pdl o gli amministratori dei comuni della zona, a prescindere dalle appartenenze politiche, ma la gente, la stampa, che ha combattuto una grande battaglia di trasparenza e di coerenza orientando  l’opinione pubblica con la sua grande forza, non glielo lasceranno fare.

“En attendant Godot”… se son rose fioriranno.. ma nel frattempo perchè Salini, invece di respingerlo come una boutade, non considera seriamente il processo di “inertizzazione” che il mondo scientifico oltre a comitati ed amministratori, soresinesi e non, anche della sua area politica hanno messo sul tappeto tra circa tre anni? Come fa a dire che questi non si sono fatti avanti se sono emerse concrete proposte di gestione anche da parte di aziende per i servizi pubblici operanti nella zona?

Ed inoltre perchè non privilegiare un pluralismo delle iniziative voltando le spalle ad un’iniqua legge lombarda che consegna il territorio nelle mani dei cavatori che, soli, possono presentare domanda di utilizzo delle cave per rifiuti speciali, a prescindere dalle volontà del territorio, con diritti esclusivi di imporre, in clima di monopolio, le tariffe che ritengono più opportune e senza limiti e confini territoriali per i materiali conferiti.

Rispetto al tutt’uno tra le sigle “Seraco”, “Testa”, “Cavenord” ed alle molteplici iniziative presenti in provincia di Cremona, da Retorto a Infonteno di Soncino, a Bagnolo Cremasco ed altre, autorizzate in periodi pregressi al mio mandato ed a quello di Salini, deve emergere ancor più chiaramente e definitivamente – ed io ne sono convinto – ogni estraneità da quella ridda di illazioni, alimentate da intercettazioni ed indagini tuttora in corso della Direzione Nazionale Antimafia e da quella Distrettuale in relazione alle infiltrazioni della criminalità e della “ndrangheta” nel nostro territorio.

Dov’è il federalismo lombardo? Tutte chiacchiere vuote che dovrebbero essere cancellate da una nuova legge per i rifiuti speciali e per le cave di prestito che riporti la potestà decisionale ai territori. Solo così si potrà contare su una condivisione matura e responsabile, in luogo dell’attuale imposizione.

Un’ultima osservazione legata all’esperienza: prima di dare l’ok alla realizzazione di una discarica di amianto limitatamente alle sole esigenze di smaltimento della provincia di Cremona dobbiamo guardare a quanto avvenuto on passato ed indossare i panni dello scetticismo. Non abbiamo alcuna garanzia che sarà così, Malagnino docet. A seguito di “riprofilature”, ampliamenti, decreti regionali vari ed altre vicende, è arrivato di tutto da tutte le parti della regione e non. Occhio quindi a non farsi fregare ancora una volta da queste affermazioni perchè, all’occorrenza basta un decreto regionale e noi saremo ko!

Giuseppe Torchio

Consigliere Lista Civica provinciale

 

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