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Né depressione né problemi di lavoro Oscure le motivazioni dell’omicidio-suicidio di Crema

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Ci sono ancora tanti elementi da chiarire attorno al drammatico gesto di Claudia Ornesi, la donna che si è tolta la vita nella sua abitazione di Crema utilizzando il gas di quattro bombole da campeggio lasciate aperte in camera da letto. Avrebbe assunto dei sedativi prima del suicidio, come sembrano dimostrare le confezioni di medicinali vuote trovate nell’appartamento, non lontano dai corpi della 42enne e della figlia di due anni, anche lei deceduta, probabilmente nella notte tra mercoledì e giovedì, per il soffocamento provocato dal gas che ha avvolto la casa.

Si attende ora l’esito dell’autopsia, che stabilirà con certezza l’ora e la causa della morte di Claudia Ornesi e della piccola, nata da una relazione, finita da tempo, con un primario dell’ospedale maggiore di Crema. Gli investigatori della polizia non hanno trovato alcun messaggio di addio nell’appartamento. Dense ombre si assestano sul gesto: nessuno sembra al momento in grado di spiegare perché Claudia abbia deciso di aprire quelle bombole.

Problemi economici pare non ce ne fossero. La donna lavorava tre giorni a settimana all’Acli. In prima battuta si è parlato anche di depressione. Ma se davvero ci fosse questo male alla base del gesto, si tratterebbe allora di una patologia ben nascosti alle altre persone da Claudia. Amici e familiari delle vittime, comunque, sono poco convinti circa quest’ipotesi. La domanda è ancora senza risposta: perché due morti così improvvise e inaspettate?

 

 

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