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Luciano Pizzetti: «A Cappella Cantonela battaglia continua nulla è perduto»

All’indomani della pubblicazione dell’ordinanza del Tar, l’onorevole Luciano Pizzetti  ha sottolineato la sua contrarietà al progetto ed ha assicurato che la battaglia del “no” continuerà ancora.
«Contro la realizzazione della megadiscarica di amianto a Cappella Cantone, imposta da scelte private in contrasto con l’interesse pubblico, grazie ad una legge regionale compiacente, la battaglia continua perché nulla è perduto. La pronuncia del TAR non è affatto avversa alle ragioni di chi si oppone alla megadiscarica. Definendo la questione in termini giuridici, nella sostanza il TAR fa proprie le preoccupazioni dei Comuni e, soprattutto, dell’impresa Lameri. La “sostenibilità sociale” è esattamente la sopportabilità, nel territorio e per chi vi opera, di un insediamento invasivo e lesivo degl’interessi generali prevalenti. A me pare che il rischio ambientale connesso alle attività d’impresa, presenti conseguenze dirette anche sulle condizioni del lavoro e, dunque, sulla vita delle famiglie e della comunità. Ragion per cui il tema della “sostenibilità sociale” non è questione secondaria ma dirimente, in quanto fondamentale. Dovrebbero farsene una ragione sia la Giunta Regionale che quella Provinciale, e manifestarla chiaramente in Conferenza di Servizio. Per il Presidente Salini è l’occasione eccellente per dimostrare che alle belle parole seguono buoni fatti. Se l’Assessore Provinciale alla partita viaggia su un’altra lunghezza d’onda proseguendo nell’inerzia e nell’ambiguità, come dimostra l’atteggiamento tenuto nel Consiglio Comunale di Pizzighettone, a maggior ragione è necessario che il Presidente assuma impegni ben più impegnativi di una dichiarazione stampa, tanto allusiva quanto insufficiente».

 

 

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  • mabravo

    · Dagli atti ufficiali risulta che con decreto del Presidente della Provincia Giancarlo Corada,
    n. 175 del 23 ottobre 1998 il sig. Italo Bracchi è stato designato quale componente effettivo
    del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ente Autonomo Manifestazioni Fieristiche mentre il
    sig. Umberto Lonardi è stato designato quale componente supplente per il triennio febbraio
    1999- febbraio 2002. Nessuna designazione è stata fatta per il sig. Lazzarinetti.
    · La candidatura di Italo Bracchi era stata presentata dal Consigliere Provinciale
    Antoniazzi secondo la procedura prevista dal Regolamento per le nomine. Era l’unica
    candidatura presentata (prot. 61269 del 6 ottobre 1998) ed il curriculum professionale è stato
    ritenuto adeguato e confacente ai requisiti richiesti.
    · Con decreto del Presidente della Provincia n. 18 del 30 gennaio 2002 si confermava il sig.
    Italo Bracchi quale componente effettivo e Umberto Lonardi quale supplente per il triennio
    2002/2005.
    · Si è nominato il sig. Italo Bracchi poiché non era stata presentata alcuna candidatura ai
    sensi del Regolamento per le nomine.
    · Nel novembre 2002 l’assemblea straordinaria dell’Ente Autonomo Manifestazioni
    Fieristiche delibera la trasformazione in società per azioni.
    · Con decreto del Presidente della Provincia n. 117 del 27 novembre 2002 si conferma la
    designazione di Bracchi e Lonardi quali componenti effettivo e supplente del collegio
    sindacale della costituenda S.p.A. (art. 22 dello Statuto).
    · Il 27 gennaio 2003 l’assemblea di Cremonafiere trasformata in Spa nomina il Collegio dei
    Revisori dei Conti e Bracchi in qualità di Presidente su proposta del socio Comune di
    Cremona durante l’Assemblea dei soci.
    · La designazione dei Revisori dei Conti Ente Autonomo Manifestazioni Fieristiche – Ente
    Fiera S.p.A. è avvenuta a norma dell’art.17 Statuto Ente Autonomo Manifestazioni
    Fieristiche e successivamente a norma dell’ art.22 dello Statuto Ente Fiera S.p.A..
    · Il sig, Bracchi per la sua attività di revisore presso Cremonafiere Spa e per l’attività di
    controllo contabile ha percepito i seguenti compensi:
    – nell’anno 2003 euro 4002,53
    – nell’anno 2004 euro 4932,15
    – nell’anno 2005 euro 5518,99 – (Parcella non ancora saldata)
    · Il sig. Adriano Lazzarinetti non risulta avere mai ricoperto le funzioni di membro effettivo
    del Collegio dei Revisori nell’ambito dell’Ente Autonomo Manifestazioni Fieristiche di
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    Cremona bensì di membro supplente a partire dall’esercizio 1999 fino alle dimissioni
    rassegnate in data 14/05/2005. Non risulta abbia ricoperto alcun incarico anteriormente.
    · In data 16 gennaio l’Amministrazione Provinciale, così come il Comune di Cremona, hanno
    attivato le procedure previste dal regolamento per le nomine dei rispettivi rappresentanti nel
    Cda di CremonaFiere e per la nomina di due revisori dei conti (uno effettivo e uno
    supplente). Dalla comunicazione dell’avvio della procedura, avvenuta in data odierna, i
    sigg.ri Consiglieri provinciali avranno tempo 15 giorni per la presentazione delle
    candidature.
    · Per quanto concerne la società Centropadane Spa, la preoccupazione dell’azionista
    Provincia e della rappresentanza del territorio cremonese alle scadenze 2002 e 2005 è stata
    quella di garantire un assetto di governance nella società che potesse contare sulla
    presidenza e vice presidenza in rappresentanza del nostro territorio.
    · Dal penultimo rinnovo (nel 2002) il sig. Bracchi non fa più parte del Collegio dei revisori
    della società A21. L’ assemblea degli azionisti di Centropadane in data 22/04/2005, a norma
    dell’art. 21 dello Statuto ha provveduto alla costituzione del Collegio Sindacale (5
    componenti) per il triennio 2005-2007. Il sig. Italo Bracchi, come recita testualmente la nota
    della società, figura unicamente come sindaco supplente e, quindi, non fa parte dell’organo
    societario nell’attuale triennio di vigenza del Collegio. La supplenza, come noto, costituisce
    un meccanismo organizzativo che si attiva solo nel caso di dimissioni di componente
    effettivo e non prevede alcun emolumento.
    · Nella società Padania Acque Spa, né in Scrp, il sig. Bracchi né il sig, Lazzarinetti ricoprono
    incarichi a nessun titolo.
    · I criteri per l’assegnazione ad un professionista dell’incarico di revisore dei conti e di
    sindaco di una società a partecipazione pubblica, sono indicati nel vigente regolamento
    dell’Amministrazione Provinciale per le nomine e non sono ammesse autocandidature.
    · Per quanto concerne le aziende fallite Cerealcoop e l’Associazione provinciale produttori
    maisicoli, nessuna delle realtà risulta aver ottenuto contributi da codesta Amministrazione
    Provinciale.
    Cremona, 18 gennaio 2006

  • mabravo

    Gazzetta n. 245 del 2005-10-20
    MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
    DECRETO 30 settembre 2005
    Riduzione da tre a uno dei commissari liquidatori della societa’ cooperativa «Gruppo Cerealicolo Lombardo – Cerealcoop – Societa’ cooperativa a r.l.», in Ca’ D’Andrea.

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    IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO

    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 175, recante il regolamento di organizzazione del Ministero delle attivita’ produttive, per la parte riguardante le competenze in materia di vigilanza sugli enti cooperativi;
    Vista la delega in data 19 maggio 2005 riguardante la sottoscrizione dei decreti di liquidazione coatta amministrativa di societa’ cooperative e di nomina, sostituzione e revoca di commissari liquidatori;
    Visto il decreto ministeriale 22 febbraio 2002, n. 63/2002, con il quale la societa’ cooperativa «Gruppo Cerealicolo Lombardo – Cerealcoop – Societa’ cooperativa a responsabilita’ limitata», con sede in Ca’ d’Andrea (Cremona), e’ stata posta in liquidazione coatta amministrativa e i signori avv. Giuseppe Bernoni, dott. Adriano Lazzarinetti, dott. Luca Giordano ne sono stati nominati commissari liquidatori;
    Visto il decreto ministeriale in data del 14 giugno 2005 con il quale il dott. Francesco Tomasso e’ stato nominato commissario liquidatore in sostituzione del dott. Adriano Lazzarinetti, revocato;
    Visto l’art. 37 della L.F.;
    Viste le dimissioni rassegnate dal dott. Giuseppe Bernoni in data 2 settembre 2005;
    Viste le dimissioni rassegnate dal dott. Luca Giordano in data 8 settembre 2005;
    Tenuto conto dello stato della procedura di liquidazione coatta amministrativa e l’entita’ economica dell’attivo che non richiede piu’ la presenza di tre commissari liquidatori;
    Ritenuta pertanto la necessita’ di ridurre il numero dei commissari liquidatori da tre a uno;
    Visto l’art. 198 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
    Decreta:
    Art. 1.
    Dalla data del presente decreto il dott. Francesco Tomasso, residente in Milano via Chiossetto, 18, e’ nominato unico commissario liquidatore della societa’ cooperativa «Gruppo cerealicolo Lombardo – Cerealcoop – Societa’ cooperativa a responsabilita’ limitata», con sede in Ca’ D’Andrea (Cremona).
    Art. 2.
    Al commissario nominato spetta il trattamento economico previsto dal decreto ministeriale 23 febbraio 2001, n. 64, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2001.
    Il presente decreto sara’ pubblicato per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

    Roma, 30 settembre 2005

    Il Sottosegretario di Stato: Galati

  • mabravo

    Archivio storico
    Cremona Al processo Bracchi depone il ragioniere pentito. La replica di Corada: mai parlato di affari con lui Sperpero
    «A cena con i Ds per evitare il crac»
    Lazzarinetti: grazie a loro ci arrivarono incarichi professionali prestigiosi Per risollevare gli affari dello studio, i due titolari organizzavano incontri periodici con esponenti della Quercia «Per quegli incontri a tavola arrivammo a spendere anche 2.000 euro solo per il vino»

    CREMONA – Cene e incontri con politici locali e regionali. Pranzi generosamente offerti dallo studio, a partire da vini costati anche 2.000 euro. Poi regali, viaggi, amicizie potenti e un sistema per truffare clienti, banche e tribunale. È il mondo degli affari e della politica raccontato da Adriano Lazzarinetti, il ragioniere commercialista che ha testimoniato contro il suo ex socio di studio, il professor Italo Bracchi: entrambi sono accusati di aver sottratto denaro dai fallimenti di cui erano curatori. Lazzarinetti, che ha già patteggiato una condanna a 4 anni e 8 mesi, è comparso ieri in aula come teste nel processo all’ ex socio Bracchi, che si è invece sempre dichiarato innocente. Incalzato dalle domande del pm Francesco Messina, Lazzarinetti ha raccontato la sua versione dei fatti. Da quando conobbe la famiglia Bracchi all’ arresto, arrivato nel 2005. «A metà degli anni 90 – ha detto – lo studio non ce la faceva più a sopportare i costi, eravamo in affanno. A quel punto pianificammo un modo per avere incarichi più prestigiosi: l’ aiuto della politica». Lazzarinetti fa nomi e cognomi degli appoggi importanti: «Bracchi era molto conosciuto a livello politico. Due volte l’ anno organizzavamo a casa sua cene (pagate dallo studio) a cui partecipavamo noi due, l’ allora sindaco Paolo Bodini (oggi senatore Ds), l’ allora presidente della provincia Giancarlo Corada (oggi sindaco diessino della città) e Luciano Pizzetti (ex segretario regionale Ds). Ricordo le spese per quelle cene: l’ ultima ci costò 2.000 euro solo di vini, più le cifre per la gastronomia e l’ acquisto di intere forme di grana. Era il modo per avere incarichi più prestigiosi». Lazzarinetti precisa che «l’ amicizia tra Bracchi e Pizzetti è di lunga data, senza che questo comportasse attività illecite». Ma spiega anche che grazie a queste conoscenze e a questa «pianificazione» lo studio ottenne incarichi all’ Aem, all’ azienda farmaceutica, alla Km (azienda Trasporti) e così via. Insomma, fu un modo per alzare il livello dei clienti e «aumentare le entrate dello studio». Il ragioniere racconta di amicizie anche nel tribunale e tra avvocati che «guardano a destra». E poi ancora tanta politica, con la nomina a curatori dei fallimenti di Cerealcoop e altro «che sono cooperative rosse». Per finire, «le amicizie all’ Agenzia delle Entrate». Al racconto di Lazzarinetti risponde stizzito il sindaco Corada: «E’ un’ accusa ridicola. Non mi pare proprio che le cene avvenissero con regolarità. Conosco la famiglia Bracchi da anni e a quelle cene si parlava di tutto tranne che di questioni di potere». Nella seconda parte dell’ udienza, Lazzarinetti ha spiegato come falsificasse i documenti dei fallimenti: «Iniziammo nel ‘ 96, prelevando soldi da due procedure di liquidazione: pensavamo di poter ripianare il prelievo in breve tempo». Il tutto per coprire i costi che doveva sostenere lo studio, che pagava persino «le bollette e le assicurazioni di ognuno, la retta della casa di riposo per la madre di Italo, i viaggi, le cene». Spiega Lazzarinetti: «Prendevamo una vera autorizzazione del Tribunale, la fotocopiavamo e la riproducevamo al computer. Quindi cambiavamo la cifra e falsificavamo la firma». In tutto questo, il professor Bracchi si è sempre detto innocente e all’ oscuro di quanto facesse Lazzarinetti, che ieri ha ammesso di essere stato il solo a falsificare le firme e a recarsi in banca. «Ma Italo non poteva non sapere» ha ribadito più volte. Andrea Silla Bracchi «Sono sempre rimasto all’ oscuro di quanto faceva il mio socio Lazzarinetti» Corada «Ridicolo: quelle cene non avvenivano con regolarità. E mai si parlò di questioni di potere»