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Tredici comuni firmano il “Piano d’area”: linee condivise per lo sviluppo del territorio. In primo piano Canale Navigabile e Tencara

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Uno sviluppo condiviso e razionale del territorio, una strategia forte per garantire servizi migliori ai cittadini. È con questo spirito che la Provincia di Cremona ha approvato, nella riunione di Giunta di giovedì 4 luglio, lo schema di protocollo per il “Piano territoriale d’area del Cremonese”. Stessa delibera è stata assunta anche dalla Giunta comunale di Cremona. L’azione messa in atto per l’area cremonese si colloca in un più ampio impegno da parte della Provincia di Cremona a favore di tutti Comuni del territorio, in direzione di una gestione in forma associata dei servizi che permetta alle singole amministrazioni comunali un’azione più efficiente nei confronti dei propri cittadini, e con maggiori risparmi.

Scopo del “Piano d’area del Cremonese”, come recita la delibera di Giunta, è quello di “realizzare una esperienza di pianificazione intercomunale, tra Enti di dimensioni molto diverse ed in cui la pianificazione del Comune capoluogo e quella dei Comuni limitrofi si armonizzi individuando di concerto le nuove filosofie per gli insediamenti produttivi e le nuove filosofie residenziali, il tutto nell’ottica di una previsione di servizi strettamente connessi tra il capoluogo e gli altri Comuni”. In particolare, “tra le attività di maggior rilievo si segnala la valorizzazione e l’utilizzo concordato in ampia prospettiva dell’infrastruttura portuale e del Canale Navigabile con il polo produttivo di carattere provinciale di Tencara”.

I Comuni sottoscrittori del Piano sono Cremona, Spinadesco, Sesto ed Uniti, Castelverde, Persico Dosimo, Gadesco Pieve Delmona, Malagnino, Bonemerse, Gerre de’ Caprioli, ai quali vanno aggiunti i Comuni lungo l’asta del Canale Navigabile: Acquanegra Cremonese, Crotta D’Adda , Grumello Cremonese ed Uniti, Pizzighettone.

“Quello che è mancato negli ultimi quindici anni – spiega l’assessore al Governo del Territorio Giovanni Leoni – è stata la visione strategica dello sviluppo territoriale riguardo al Comune di Cremona e ai paesi limitrofi. Gli enti locali hanno gestito in modo autonomo i propri Comuni. Il risultato è stato uno sviluppo a macchia di leopardo, con piccoli paesi che sono raddoppiati dando vita ad aree residenziali sempre più ampie (con tutti i relativi problemi di servizi e di gestione), e la città di Cremona che ha visto l’esodo dei suoi cittadini verso territori limitrofi, dove il mercato immobiliari era più allettante. Un esodo solo di tipo residenziale, dal momento che tutti hanno comunque continuato a usufruire dei servizi in capo al Comune di Cremona (scuole, trasporti ecc.). Oggi bisogna recuperare, e gli amministratori locali hanno avuto una crescita culturale che permette di mettere le basi per un nuovo modo di governare il territorio”. Il perno di questo metodo nuovo, secondo Leoni, è la pianificazione: “Il piano d’area è uno strumento urbanistico che permette di pianificare il futuro del territorio, partendo dai bisogni dei cittadini, dai servizi esistenti, arrivando a valorizzare la pianificazione in un tutti suoi aspetti. La pianificazione non interessa solo le aree produttive, che pure sono un tassello importante, ma comprende un disegno più ampio che riguarda la vita sostenibile dei cittadini: scuole, trasporti, servizi alla persona e molto altro”.

“Abbiamo condiviso con la Provincia di Cremona – dichiara il vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Cremona Carlo Malvezzi – e con gli altri Comuni la necessità di elaborare un piano d’area, previsto dalla L.R. 12/05, con l’obbiettivo di definire delle linee di indirizzo condivise di sviluppo del territorio. I temi principali che verranno approfonditi saranno il futuro assetto produttivo del territorio, la tutela e valorizzazione del territorio agricolo con le sue peculiarità e la condivisione di un’analisi del fabbisogno dei servizi in un orizzonte sovracomunale. L’originalità di questa iniziativa è legata alla concreta possibilità di accompagnare le evoluzioni territoriali superando i confini istituzionali di ogni Comune, integrando le prospettive dei singoli territori in una visione sistemica”.

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