Un commento

Deceduto martedì 9 don Fermo FranguelliParroco di Casalmorano, Azzanello, Barzaniga, Castelvisconti e Mirabello

Don-Fumagalli

Nel tardo pomeriggio di martedì 9 agosto è deceduto all’ospedale di Cremona don Fermo Franguelli, parroco delle comunità di Casalmorano, Azzanello, Barzaniga, Castelvisconti e Mirabello Ciria. Il sacerdote  era anche vicario della zona pastorale terza e vicepresidente dell’Istituto diocesano sostentamento clero. Ricoverato all’ospedale di Cremona dopo un malore accusato in mattinata, nelle ore successive l’aggravamento originato da complicanze cardiache. Le solenni esequie di don Fermo Franguelli saranno celebrate dal vescovo Lafranconi venerdì 12 agosto, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di “Sant’Ambrogio” in Casalmorano.

Figura di spicco del clero cremonese, don Franguelli fu tra i primi sacerdoti a credere nelle unità pastorali e ad impegnarsi nelle prime sperimentazioni. Don Fermo Franguelli era nato a Isengo l’8 maggio 1940 fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1965, è stato vicario nella comunità cittadina dei Santi Nazario e Celso in Sant’Abbondio, poi alla Beata Vergine Lauretana e San Genesi (Borgo Loreto). Nel 1974  divenne parroco di San Bernardo Abate in Villacampagna, frazione di Soncino e nel 1987 il trasferimento a Sant’Ambrogio in Casalmorano. Dal 2004 era parroco moderatore dell’unità pastorale comprendente le comunità di Sant’Ambrogio Vescovo in Casalmorano, Sant’Andrea Apostolo in Azzanello, Santi Pietro e Paolo in Barzaniga, Santa Maria della Scala in Castelvisconti e Sant’Antonio di Padova in Mirabello Ciria. Dal 2006 era vicario della zona pastorale terza e vicepresidente dell’Istituto diocesano sostentamento clero. Dal 2007 era membro del Consiglio presbiterale diocesano.

 

 

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Commenti
  • giovanni vacchelli

    Se n’ è andato un uomo caparbio, coerente e lungimirante. Un prete che aveva “costruito la sua casa sulla roccia”. L’ho conosciuto all’inizio dei ’70, pratico e deciso con un carattere forte che aveva fatto del suo <> il modo spiccio ma anche affettuoso di approcciarsi ai giovani che ne combinavano sempre una.
    In quegli anni di duro confronto politico – ideologico aveva fatto crescere un fiorente oratorio a Borgo Loreto. Nel ’74 venne “promosso” Parroco a Villacampagna, un paesino di poche anime sui confini bergamaschi.
    A giudizio degli ambienti Curiali di allora aveva messo in testa idee pericolose ai ragazzi del borgo e non solo…in realtà aveva fatto la cosa migliore ma anche più difficile: ci aveva insegnato ad essere liberi e pensare con la nostra testa.
    Ho mantenuto in quegli anni un collegamento con lui e con la Chiesa solo attraverso la partecipazione alla messa del Giovedì Santo.In seguito il collegamento sempre annuale era una settimana di condivisione e preghiera in un eremo di clausura in Umbria.
    Se sgarravi a torto o a ragione il cicchetto era sempre pronto.
    Paziente tessitore per cercare di dirimere le liti e le incomprensioni nelle nostre famiglie si è sempre speso con generosità.
    E’ stato uno dei primi e convinti sostenitori delle Unità Pastorali a cui stava tuttora lavorando.