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Restyling delle festività, a rischio Sant’Omobono e le feste laiche L’Anpi di Cremona: «Misure in contrasto con i valori storici e politici»

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Un restyling delle festività che – secondo Tremonti – inciderà sullo 0,1 per cento del PIL. A Cremona, le misure potrebbero coinvolgere la Festa di Sant’Omobono, mentre su tutto il territorio nazionale sono a rischio le feste laiche. Contraria ai provvedimenti l’Anpi cremonese.
All’articolo 1, comma 24 della Manovra, infatti, si legge «A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica».
Dunque, la norma esclude le festività stabilite in base ad accordi con il Vaticano: Epifania, Natale, Ferragosto (ovvero Assunzione di Maria), Santi e Immacolata. Ma anche, Capodanno, Lunedì dell’angelo e Santo Stefano. A discrezione del Consiglio dei Ministri, 25 aprile (Festa della Liberazione), 2 giugno (Festa della Repubblica), 1° maggio (Festa del Lavoro) e la Festa del Santo Patrono di ogni città. In questi casi – se non verranno apportate modifiche -, entro il 30 novembre, il Parlamento dovrà emanare una legge sulle festività dell’anno successivo e, fissando le feste non concordate con il Vaticano alla domenica successiva oppure al venerdì o al lunedì a questa attaccata. Di fatto, queste celebrazioni civili non saranno legate a una data fissa ma cambieranno di anno in anno.
Non ci sta l’Anpi cremonese che dichiara: «Ancora una volta siamo di fronte ad una misura che molti considerano di scarsissima efficacia e poco corrispondente all’equità e alla ragionevolezza, sempre necessarie quando si richiedono sacrifici. Un provvedimento che, nel 150esimo anniversario del’Unità d’Italia, riguarda proprio le uniche festività laiche sopravvissute (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno), dotate di grande significato storico e di notevolissima valenza politica e sociale». L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Cremona, dunque, manifesta la propria vivissima preoccupazione e chiede con forza che queste misure vengano cancellate, prevedendone altre che siano fornite di sicura e pacifica efficacia, non contrastino con valori storico-politici da tempo consolidati e soprattutto corrispondano a criteri di equità politica e sociale.

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