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Riforma dei tribunali, Cremona è salva Per Crema il destino è segnato

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(nella foto l’entrata di Palazzo di Giustizia a Cremona)

 

Cremona risulta salva, mentre il destino di Crema è segnato. Il ministro della giustizia Francesco Nitto Palma è al lavoro per portare a concretezza la riorganizzazione dei tribunali sul territorio italiano. Modifiche nell’assetto nazionale sono nell’aria ormai da decenni, mai, però, sono effettivamente state messe in pratica. In tempo di crisi, con una manovra d’agosto lacrime e sangue e necessità di tagli e miglioramenti organizzativi, questa revisione è però più vicina. E una bozza circola già sulle scrivanie del ministero. Obiettivo è dare una sforbiciata, con eventuali accorpamenti, ai piccoli tribunali, con meno di 15 giudici. Quelli dei circondari di Cremona e Crema, entrambi sotto il distretto di Brescia, rientrano in questa cerchia. Il Sole 24 Ore di oggi, sabato, mette in fila proprio queste realtà. Sono, in totale, 63. C’è un aspetto, però, che permette al capoluogo, con 13 magistrati, di non privarsi del tribunale: i centri a capo di una provincia non verranno toccati. L’addio ci sarà quindi solo per il tribunale cremasco dove i magistrati sono 6.

Le correzioni geografiche andranno a toccare anche i giudici di pace, con un taglio degli uffici non circondariali dove manca tribunale e procura (681 su 846), 220 sezioni distaccate, con soppressione, e 58 piccole procure, con accorpamenti. Il tutto per un risparmio, secondo il Sole, di circa 70-80 milioni ogni anno di sole spese vive e per una maggiore efficienza grazie ai già citati accorpamenti di uffici e ai trasferimenti di personale verso realtà più produttive, dove accrescere la funzionalità.

 

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