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Predoni del Po, indagini su organizzazione composta da ex militari dell’Est Europa

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Dietro alle razzie di siluri sul Po un’articolata organizzazione composta da ex militari dell’Est Europa. Sono i risvolti acquisiti dalle indagini sulla pesca di frodo che sta stritolando il fiume. Non c’è solo la provincia di Cremona a soffrire a causa dei predoni. Anche i territori limitrofi devono fare i conti con queste scorrerie, per lo più effettuate di notte. Le investigazioni della Digos di Mantova, per l’ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al furto di beni dello Stato, avrebbero portato a primi elementi legati, come detto, a una banda composta da ex esponenti dell’esercito, che dall’Est arrivano ad agire sul suolo italiano con l’aiuto di basisti. E non è escluso il coinvolgimento di italiani. Come riporta oggi la Gazzetta di Mantova questi soggetti arriverebbero sul Po utilizzando permessi turistici, e ad insospettire gli investigatori, dando origine a questa pista, ci sarebbero stati diversi avvistamenti di pescatori, su barche, con cerate identiche. Mercati dell’Est la destinazione dei pesci razziati da acque inquinate, ma si sospetta un “rientro” per vendite in Italia.


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