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Anche a Cremona, un percorso condivisocon i sindaci per la gestione pubblica del Servizio Idrico

Egregio direttore

e dunque, alla fine, la Conferenza sul servizio idrico, la cui convocazione è stata “estorta” all’Ufficio d’Ambito grazie all’iniziativa di alcuni sindaci, si è rivelata un clamoroso boomerang per i privatizzatori.

Alla esposizione dei consulenti, smaccatamente di parte perché presentava come il bengodi la società mista e le altre possibilità più o meno come l’anticamera dell’inferno, la stragrande maggioranza dei sindaci, con gentile ma ferma cortesia, ha risposto picche.

I sindaci, partendo dai Comuni di Cremona e Casalmaggiore, hanno richiesto non solo un ulteriore approfondimento delle modalità di gestione, ma soprattutto hanno ribadito che la scelta del modello gestionale non può in ogni caso prescindere dalla volontà popolare così massicciamente espressa nei referendum di giugno che hanno sancito l’uscita dell’acqua e dei servizi pubblici dal mercato e l’uscita dei profitti dall’acqua.

E’ chiaro che ne esce sconfitto per l’ennesima volta il presidente Salini, la cui testardaggine nel voler perseguire comunque una strada già bocciata in passato, e per ben due volte, dai sindaci cremonesi, costruendosi su misura una legge regionale (tra l’altro impugnata presso la Corte Costituzionale dal “fuoco amico” del Governo) e procedendo verso la privatizzazione nonostante l’esito referendario, fa il paio con l’assurda strategia “ricattatoria” che paventava ai sindaci il commissariamento in caso di mancato affidamento della gestione.

Ed è altrettanto chiaro che l’altro sconfitto e il neonato Consiglio di Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito il quale, visto come ha gestito la Conferenza “autorizzando” una illustrazione non solo, come si diceva, di parte ma francamente approssimativa, dimostrando in questo modo scarso rispetto nei confronti dei Sindaci, dovrebbe come minimo “autocongelarsi” se non dimettersi in blocco.

Ed è infine ancora più chiaro che questa è un’altra splendida vittoria del Comitato Acqua Pubblica di Cremona che in questi cinque anni si è sempre sottratto alle sirene dei compromessi al ribasso dimostrando che la fermezza ed il rigore dei principi pagano, sempre.

Adesso, finalmente, anche qui a Cremona è possibile iniziare un percorso condiviso con i Sindaci che porti alla riappropriazione sociale dei beni comuni, ad iniziare dal Servizio Idrico, e alla loro gestione completamente pubblica e partecipativa. Ci sono 136mila motivi per farlo (tanti sono i cremonesi che il 12 e 13 giungo hanno scelto di scacciare il mercato dai beni comuni).

In questo percorso la Federazione della Sinistra sarà, come sempre, a fianco del Comitato Acqua Pubblica di Cremona. Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Giacomo Bazzani
coordinatore cittadino circolo Rosa Luxemburg

 

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