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Cgil sulla sciopero del 6 settembre: «Evitiamo polemiche inutili, manifestiamo perché un’altra manovra è possibile»

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Sciopero sì, sciopero no. La Cgil cremonese interviene con una lettera aperta ai Sindaci della Provincia di Cremona, al Presidente della Provincia e alle Associazioni Cremonesi, dal titolo “Un’altra manovra è possibile”, in vista dello sciopero indetto per il 6 settembre. «Con gli stessi saldi previsti dal Governo – si legge nel documento – si può attuare l’equilibrio dei conti con più equità, colpendo coloro che non contribuiscono in maniera adeguata al bilancio pubblico e alleggerendo la pressione fiscale sul lavoro. Facciamo appello alle forze sociali, alle Istituzioni più vicine alle comunità, al mondo dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale per opporsi in maniera unita alla iniquità delle decisioni del Governo e per impedire la disgregazione della società italiana». In città, il corteo parte da Palazzo Cittanova alle ore 9,30 e termina in Piazza Roma. Ecco il testo della lettera.

LETTERA APERTA
Un’altra manovra è possibile

Vi inviamo questa lettera aperta per illustrarVi le ragioni dell’opposizione della CGIL alla manovra e la necessità di mobilitarsi per cambiarla. Vogliamo evitare inutili polemiche sullo “sciopero si o lo sciopero no”, siamo invece interessati al dialogo con tutti e soprattutto a denunciare con forza che la crisi continua a produrre i suoi effetti anche nel nostro territorio, sulla crescita, sul reddito, sull’occupazione. La manovra del Governo crea ulteriori e grandi problemi ai Comuni e quindi a tutti i cittadini e alle Associazioni. Voi sapete, meglio di tutti, le difficoltà che incontrate ogni giorno a far quadrare i bilanci e ad erogare i servizi. Noi vogliamo dirvi che un’altra manovra è possibile, anche a saldi invariati, con maggiore equità, attraverso la tassazione dei redditi diversi da quelli “fissi” a cominciare dai grandi patrimoni e da una vera lotta all’evasione fiscale e contributiva.

La CGIL propone un piano strutturale di lotta all’evasione fiscale e al sommerso coinvolgendo le istituzioni locali anche con speciali poteri di accertamento, un’ imposta ordinaria sulle grandi ricchezze, come il modello francese (con un’aliquota progressiva solo sulla quota che eccede gli 800.000 euro), un’imposta straordinaria per l’anno 2012 sui grandi immobili il cui valore netto superi la soglia degli 800.000 euro con un’aliquota fissa dell’1%, un contributo di solidarietà su tutti i redditi, in ragione della capacità contributiva, che assuma le caratteristiche dell’equità, della straordinarietà (un solo anno), finalizzato agli investimenti e all’occupazione giovanile. Proponiamo inoltre una sovrattassa straordinaria sui capitali già sanati con lo scudo fiscale, ma non rientrati dall’estero con una imposizione aggiuntiva del 15%(oltre il misero 5% che già era stato previsto).

La manovra del Governo dice di tagliare i costi della politica, ma in realtà fa solo demagogia, salvaguarda se stesso e riduce i costi della politica nelle amministrazioni locali. In particolare riteniamo che i Comuni, già fortemente colpiti da tre manovre finanziarie precedenti, rischiano di diminuire ulteriormente la qualità e la quantità dei servizi e/o determinare un incremento dei costi a carico dei cittadini, oltre che vanificare qualsiasi progetto federalista.La CGIL propone quindi la cancellazione dei tagli agli enti locali e l’allentamento del patto di stabilità interno per gli investimenti in innovazione sociale (welfare e assistenza) e per le infrastrutture materiali e immateriali, la riduzione del numero dei parlamentari e la riforma federalista del sistema bicamerale, una nuova legge elettorale perché il Parlamento torni ad essere scelto dai cittadini, l’accorpamento delle funzioni amministrative e di servizio per i Comuni piccoli, valorizzando la pratica dell’associazionismo (Consorzi comunali, associazioni dei Comuni) e affrontando anche il tema dell’abolizione delle Regioni a statuto speciale.

Noi chiediamo lo stralcio di tutte le norme che prevedono lo stravolgimento del collocamento obbligatorio dei lavoratori disabili e della norma sulle festività nazionali civili, su cui la CGIL sta raccogliendo le firme per una petizione: http://www.cgil.it/petizione/default.aspx

Lo sciopero e la manifestazione che terremo a Cremona il 6 settembre 2011 sono per rivendicare un’altra manovra, più giusta. Con gli stessi saldi previsti dal Governo, si può attuare l’equilibrio dei conti con più equità, colpendo coloro che non contribuiscono in maniera adeguata al bilancio pubblico e alleggerendo la pressione fiscale sul lavoro. Facciamo appello alle forze sociali, alle Istituzioni più vicine alle comunità, al mondo dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale per opporsi in maniera unita alla iniquità delle decisioni del Governo e per impedire la disgregazione della società italiana.

Questo non è il momento di stare a guardare, abbiamo tante ragioni per manifestare insieme e siete tutti benvenuti alla manifestazione che terremo a Cremona il 6 settembre alle ore 9.30 partendo dal Palazzo Cittanova, Corso Garibaldi, di Cremona.

 

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Commenti
  • Gualdi Pier Alfredo

    Ma i sindacati non sono unitari? Allora qualcuno mi spieghi perchè tutte le volte la CGIL va da una parte e gli altri sindacati dall’altra.

    • Giorgio

      Forse per coerenza?
      Forse perché non vanno a cena con la controparte?
      La domanda è troppo acuta, difficile dare una risposta.