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Pizzighettone, tolti i minori alla famiglia che aveva preparato la trappola al maestro accusandolo di molestie

bimbo

La famiglia si era inventata tutto utilizzando un minore per gettare fango su un insegnante di sostegno. Poi le indagini avevano chiarito la vicenda, svelando la macchina del fango ordita dai genitori, l’utilizzo del figlio per la trappola al maestro e l’assoluta innocenza di quest’ultimo. Questa mattina l’ultimo atto: la Procura dei minori ha tolto ai genitori i figli minorenni affidandoli a una comunità.

Lo scorso aprile l’esplosione della vicenda: con la denuncia di una coppia di egiziani era finito sulle prime pagine di molti giornali e dei notiziari televisivi un educatore di sostegno all’epoca anche assessore comunale. Era stato dipinto come un mostro, indicato dai due nordafricani come l’autore di abusi sessuali sul loro figlio di nove anni. I contorni della vicenda erano cambiati rapidamente nelle settimane successive. Questa mattina l’ultimo atto: su disposizione del tribunale dei minori alla coppia sono stati tolti i figli minori.

L’educatore di sostegno (e assessore dimissionario) si chiama Fabrizio Spelta. Il teatro della vicenda è Pizzighettone. A fine giugno era stato di fatto scagionato dalle indagini con l’arrivo della richiesta di archiviazione. Gli abusi erano inventati e c’erano state pressioni sul bambino: nei guai erano finiti i genitori del piccolo, iscritti nel registro degli indagati per maltrattamenti in famiglia. Non vi erano elementi sufficienti, comunque, per capire se tutto, dall’inizio, era stato architettato dalla famiglia o se era cominciato da un racconto del bambino.

Le verifiche della squadra mobile avevano messo però in luce l’incompatibilità della ricostruzione fornita nella denuncia presentata a metà aprile, e riguardante due abusi: l’8 dello stesso mese e il 25 marzo precedente. Era stata la stessa struttura della piscina, dove si sarebbero svolti i fatti, a rendere inattendibile la ricostruzione. Nessuno aveva visto o sentito nulla. Nemmeno nella palestra che dista pochi metri dagli spogliatoi dove si sarebbe consumato l’abuso. Nessuna traccia biologica era stata rilevata in ben due accertamenti specifici sul bambino (il secondo disposto dalla procura) e anche se inizialmente non era stata esclusa una violenza, comparati i risultati, gli elementi non erano stati giudicati riconducibili a una violenza. Al contrario, si trattava probabilmente di poco igiene.

Solo quando gli esami avevano attestato l’assenza di tracce biologiche, dall’accusa l’aggiunta di un dettaglio: “Il maestro aveva usato protezioni”. Ulteriore chiarezza era stata fatta dalla polizia con accertamenti tecnici, che avevano permesso di registrare i genitori mentre spingevano il piccolo a fingere atteggiamenti ‘anomali’ – al fine di corroborare l’accusa durante la fase investigativa – in cambio di giocattoli, che sarebbero arrivati grazie ai soldi del risarcimento. Addirittura proprio a ridosso di uno degli accertamenti della polizia il bimbo egiziano era stato fatto ricoverare in ospedale per presunti disturbi del comportamento, secondo la coppia egiziana da collegare alla violenza subita.

Questa mattina, come accennato, un ulteriore passo è stato fatto nei confronti della famiglia egiziana. Attorno alle 7 carabinieri e servizi sociali sono intervenuti e hanno allontanato i figli, su disposizione del tribunale dei minori, dalla coppia.

 

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