Commenta

Chiusa la discarica di Malagnino, interpellanza urgente al presidente: «Le aziende ora dove smaltiscono i rifiuti non differenziabili?»

discarica-malagnino

Il 31 agosto scorso è stata chiusa la discarica di Malagnino, sito adibito a rifiuti solidi urbani e speciali assimilabili ad urbani (RSU e RSA) entrato in servizio nel mese di luglio 1995 come impianto di riferimento per lo smaltimento dei rifiuti del bacino provinciale di Cremona. Ebbene, il caso arriva in consiglio provinciale. L’interpellanza urgente , firmata da Giuseppe Torchio, Giovanni Biondi, Gian Paolo Dusi (in attesa di adesione Andrea Virgilio e Clarita Milesi) chiede «se e quali provvedimenti siano stati adottati per garantire continuità e sviluppo alla predetta discarica, anche in omaggio alle intese in precedenza propiziate con i proprietari delle aree idonee all’espansione; quali siano gli effetti a livello di minori entrate a livello di bilancio provinciale, in esecuzione delle convenzioni esistenti tra l’Amministrazione Provinciale e l’Aem; e, infine, come si intenda affrontare e risolvere il problema incombente su molte aziende per lo smaltimento dei rifiuti non differenziabili, questione che, peraltro, può interessare gli stessi cantieri della Provincia».

Nell’interrogazione, inoltre, si denuncia come la decisione di chiudere la discarica di Malagnino sia «stata comunicata agli utenti in possesso di contratto con Aem Cremona, solamente il giorno precedente».  «L’Aem – si legge nel testo – ad oggi, non fornisce indicazioni alternative per lo smaltimento dei rifiuti non differenziabili e che, pertanto, non è possibile depositare nelle piattaforme in via S. Rocco o in via Postumia. Al momento l’intero territorio provinciale di Cremona risulta, pertanto, scoperto di tale servizio mentre risulta, inoltre, che Aem consiglia genericamente di conferire tali rifiuti fuori provincia».
Della capacità originariamente autorizzata di 600.000 mc, si è giunti ad ottenere l’innalzamento fino ad una capacità globale di 850.000 mc. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 36/03, che costituisce la nuova normativa di riferimento per questo tipo di impianti, la discarica di Malagnino è classificata come ‘discarica per rifiuti non pericolosi’. Da Gennaio 2006 la capacità è ulteriormente potenziata a 1.020.000 mc di rifiuti. «La chiusura della discarica di Malagnino – conclude l’interrogazione – arriva nel momento in cui si procede con “riprofilature” cioè con aumenti della quantità di rifiuti stoccati nella discarica di Malagnino: non da ora, infatti, è stata avvertita l’esigenza di ampliare l’area interessata alla discarica avviando contatti con privati proprietari di terreni confinanti e con il Comune di Vescovato».

© Riproduzione riservata
Commenti