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Celebrazione per il patrono della guardia di finanza

Autorità e finanzieri a Sant'Ilario

Chiesa di Sant’Ilario gremita di finanzieri e autorità, questa mattina, per la celebrazione di San Matteo, patrono delle Fiamme gialle. “Voi siete dei veri servitori della società perchè attraverso il vostro lavoro mettete un argine all’avidità dell’uomo che causa squilibri e iniquità. A causa della fragilità umana, infatti, occorre la legge che va in aiuto alla debolezza della coscienza”. Sono le parole usate dal vescovo, mons. Dante Lafranconi, per definire l’attività della guardia di finanza. La celebrazione è stata officiata dal vescovo unitamente a Mons. Dennis Feudatari.

Presenti, tra gli altri, il prefetto Tancredi Bruno di Clarafond, il sindaco Oreste Perri, il presidente della Provincia Massimiliano Salini, il questore Antonio Bufano e il comandante provinciale dei carabinieri Michele Arcangelo Cozzolino. Presente tra i banchi anche l’ex comandante provinciale, Mauro Santonastato. Labari delle associazioni combattentistiche e rappresentanti da un lato. Ringraziamento “l’attenzione pastorale sempre dimostrata”, e descrizione della figura di San Matteo, dal comandante provinciale della Finanza, il colonnello Alfonso Ghiraldini.

Nell’omelia il vescovo ha ricordato la vicenda umana e spirituale di Matteo e in modo particolare la sua prontezza nel lasciare il lavoro una volta udita la chiamata del Maestro. “Matteo – ha spiegato il presule – poi raccolse le memorie di questa sua esperienza  con Gesù nella pagine del Vangelo dove in più di un passo ritorna sull’idea di non porre la propria fiducia nel denaro e di non trasformare i soldi in una nuova divinità perchè essi non sono in grado di introdurre nella vita eterna: la ricchezza, infatti, può essere consumata e corrosa”. Da qui l’invito sul modello dell’evangelista a scegliere di “essere poveri, poveri a partire dal cuore che non ripone fiducia nelle cose materiale e che sa guardare a chi è più indigente”.

Nella seconda parte della sua riflessione mons. Lafranconi ha sottolineato l’alto valore del compito svolto dalla Guardia di Finanza nel combattere l’avidità che alla base di tante ingiustizie perpetrate nella società. Per il presule l’ideale sarebbe coltivare una coscienza retta che guidi le scelte dell’uomo verso il bene, ma poichè esso è peccatore sono necessarie le leggi che indichino, anche in maniera coercitiva, il bene della società. In un certo senso le Fiamme Gialle sono chiamate a soccorrere ed educare la coscienza degli uomini affinché operino sempre a costruire una società più giusta e fraterna.

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