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Enrico Pighi, impresario di spettacolo e fondatore del Fillmore: «Il Tognazzi lo prenda in affitto il Comune e il Festival di Mezza Estate torni al modello originario»

EVIDENZA-PIGHI

«Il Comune deve prendere in affitto il Tognazzi e crearne una sala eventi da 500 posti che possa essere utilizzata dai cremonesi». Esordisce così Enrico Pighi, cremonese, fondatore del Fillmore di Cortemaggiore, manager di Vecchioni e di Pacifico, organizzatore di eventi, nella telefonata con Cremonaoggi (ascoltala). Impresario doc ormai lontano dal territorio cremonese, interviene duramente sulla questione irrisolta dello storico cinema. «L’idea di farne una sala per giovani è balzana – dice al telefono con Cremonaoggi -. Io non porterei mai avanti questo progetto che, secondo me, sarebbe destinato a durare poco, anche per questioni logistiche. Un ritorno del Tognazzi a sala cinematografica è improbabile: le sale che ci sono a Cremona, seppur non essendo in centro (e questo è un peccato), soddisfano la richiesta. La mia idea è che il Comune affitti il Tognazzi. Poi, predisponga un database di associazioni, enti, organizzazioni e privati e metta una persona (del Comune) a gestire il calendario. In questo modo, la cittadinanza avrebbe a disposizione una sala per conferenze, riunioni, presentazioni di libri, concerti sinfonici, a metà tra il piccolo Filo e il Ponchielli che ha spese elevatissime e su determinati eventi non fa mai il tutto esaurito. Così, il Tognazzi potrebbe stare aperto 100/150 volte l’anno e mantenersi in piedi con un sistema di affitti, biglietti e sponsor».
Il giudizio di Pighi sul Festival di Mezza Estate è severo. «Quest’anno – dichiara -, il Festival mi è sembrato poco influente sulla città e senza una personalità. Per quanto mi riguarda, si dovrebbe tornare al modello originario: deve essere il Comune, attraverso i suoi funzionari seri e preparati, a gestire la manifestazione senza troppi costi e con un calendario di qualità. Il sistema attuale, in cui a gestire il Festival è la società pubblicitaria del principale quotidiano locale, non mi piace. Crea un incredibile conflitto di interesse che non fa bene all’offerta culturale e di spettacolo proposta ai cremonesi».

Enrico Pighi organizza il primo live nel 1975 quando, a soli 21 anni, riuscì a portare Francesco Guccini alla palestra Spettacolo. Il resto della carriera è legato a una serie di nomi importanti. Nell’80 organizza il concerto della Pfm al Foro Boario. Poi, porta in città Vasco Rossi nell’81 al PalaSomenzi, nell’82 a Porta Mosa, nell’87 in Piazza del Duomo. Tra gli altri nomi legati a Pighi ci sono: Alberto Fortis, Franco Battiato, Giorgio Gaber, Zucchero e Gino Paoli. Dall’80 al ’90 ha gestito il cinema dell’Arena Giardino. Manager di Dori Ghezzi nell’87, nel ’90 è nella Color Sound, agenzia milanese che produceva le tournée di artisti indie del calibro di Almamegretta, Casino Royale, Vinicio Capossela, Elio e le storie tese. Il 31 dicembre 1994 fonda il Fillmore di Cortemaggiore che gestisce per ben undici anni. Tempio della musica dal vivo, ha ospitato Michel Petrucciani, Dave Matthews, Buena Vista Social Club e Patti Smith. Ha collaborato all’organizzazione del Cremona Rock Festival e, nel ’99, è divenuto manager di Raf.

 

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Commenti
  • Giampaolo Rossi

    Enrico Pighi: ottimo.
    D’accordo sia sul Tognazzi che sul Festival. Completamente.
    Ma quel che mi vien da pensare inevitabilmente è “Quando mai si ascolta a Cremona un cremonese che ha fatto un sacco di cose sia qui che fuori”, naturalmente di più fuori, perché qui non bastano competenze fantasia coraggio esperienze. Ci vuole qualcos’altro che io sinceramente ancora non ho capito bene.
    Un abbraccio a tutti

  • Una sala da concerto in pieno centro che sia alternativa al Teatro Ponchielli? Aprirebbe senza dubbio una nuova stimolante stagione musicale a Cremona. Ancor meglio se nel nuovo spazio si potesse costruire un organo a canne ‘laico’ come pochissimi ve ne sono in Italia (tantissimi invece, come si sa, ve ne sono nelle chiese ma tra le sale da concerto, ad esempio, nemmeno il grande e prestigioso auditorium “Parco della Musica” di Roma se n’è dotato a causa del veto del famoso compositore Luciano Berio!). A dire il vero un organo non ecclesiastico esisteva a Cremona, inaugurato nel giugno del 1929 nella sala di Palazzo Cittanova e costruito dall’illustre casa organaria cremonese di Giuseppe Rotelli, ma di questo strumento non v’è traccia. Altro esempio lombardo invece tuttoggi esistente: la “Sala Piatti”, elegante spazio concertistico a Bergamo che custodisce un organo “Mascioni” (stessa marca di quello della nostra Cattedrale) costruito nel 1906. Un organo ‘laico’ a Cremona sarebbe dunque un bel riscatto per il mondo organistico italiano, fatto oggi sia di professionisti che cercano a gomitate di spartirsi la proliferante (e spesso male organizzata) attività di concerti d’organo nelle chiese, ma anche di tanti dilettanti che la domenica suonano l’organo a messa come meglio possono (non di rado mettendo a dura prova le orecchie dei fedeli…). Infatti a causa dell’imperizia di certa parte dei suonatori d’organo della domenica, nonché della impopolarità e arretratezza del modo di porsi degli organisti diplomati in conservatorio, la gente che in chiesa frequenta il culto o il concerto non si rende conto delle vere strabilianti potenzialità foniche degli organi da chiesa, spesso strumenti di pregio storico oltre che artistico che bisogna saper ‘pilotare’ come si deve!

    Grazie per la cortese attenzione e cordiali saluti.

    M.° Paolo Bottini
    http://www.organicremonesi.it