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La crisi morde ancora il territorio Per la prima volta, cassa integrazione di dieci settimane per 450 operai del Gruppo Saviola di Viadana

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La crisi morde ancora le aziende del territorio della Bassa. Il Gruppo Mauro Saviola di Viadana, azienda leader nel settore del legno e della chimica in cui lavorano anche molti cremonesi, mette in cassa integrazione per dieci settimane 450 operai e annuncia previsioni non incoraggianti per il 2012. «La ripresa dei consumi è lontana e davanti ad un quadro tanto negativo, mettiamo le mani avanti, nella speranza di non dover rinnovare tra qualche mese l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale», dichiara l’amministratore unico Alessandro Saviola.
Non è bastata la struttura portante di questa società (12 aziende, 17 stabilimenti in Italia, Belgio e Argentina sinergicamente collegate una all’altra), unica nel suo genere, ad evitare l’effetto crisi sulle aziende del gruppo. A Sustinente tutti e 120 dipendenti della Silla vanno in cassa integrazione, a Viadana stessa situazione con l’intero organico (201 persone) coinvolto, a Mortara sono un centinaio i dipendenti toccati dallo stop. Per ora il settore del legno è quello che risente di più della crisi, mentre il settore chimico ancora si salva, anche se a Castelseprio, in provincia di Varese, la cassa scatterà anche per una ventina di addetti alla produzione chimica.
«È sempre stato un vanto della nostra azienda – continua Alessandro Saviola – il mancato ricorso alla cassa integrazione. I nostri concorrenti adoperano questo strumento ormai da un paio d’anni, mentre noi prima di poter solo pensare di metterlo in campo, abbiamo percorso qualsiasi strada alternativa, prima fra tutti l’internalizzazione dei servizi».
«Tanto di cappello ad un’azienda che ricorre agli ammortizzatori sociali solo adesso – commenta Giovanni Gerage della Fillea Cgil –. Purtroppo la crisi del settore legno non la scopriamo oggi e bisogna dare atto all’azienda di aver provato tutte le strade per evitare questa decisione. La speranza – conclude il sindacalista – è che sia una cassa integrazione soft. Seguiremo da molto vicino l’evolversi della situazione».

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