Un commento

Una ‘Cremona’ in Cina, odg della Lista Torchio a difesa di prodotti locali

torchio

Nota della Lista Torchio riguardo la città di Cremona made in China: “La questione va portata al Parlamento nazionale ed europeo”. Giuseppe Torchio firma un’interrogazione in Consiglio provinciale per difendere i prodotti cremonesi dalle contraffazioni cinesi.

“La stampa locale e nazionale ha recentemente riferito della costituzione in Cina di una municipalità chiamata ‘Cremona’ – si legge in un comunicato della Lista Torchio – dove concentrare la locale produzione di strumenti ad arco (ciò che è già avvenuto per Parma e la produzione di prosciutti). Se già è difficile, nonostante alcune cause internazionali vinte da grandi aziende occidentali, difendere un marchio industriale di fronte alla concorrenza della contraffazione cinese, ancora di più diventa arduo impedire che gli stessi toponimi occidentali vengano clonati”.

Il testo dell’ordine del giorno:

Considerata la riconosciuta qualità a livello mondiale delle eccellenze artistiche, musicali ed agroalimentari di Cremona e del Distretto Padano che spaziano da città (Mantova e Sabbioneta), monumenti, opere d’arte e produzioni di strumenti musicali (liuteria e arte organaria di Cremona e Crema) già insignite o in fase di riconoscimento quali “Patrimonio dell’Umanità” a cura dell’Unesco, per giungere alle eccellenze agroalimentari quali il Prosciutto di Parma e di S. Daniele, la Coppa Piacentina, la Spalla di S. Secondo, il Salame di Cremona, di Zibello, Piacentino, etc., alle produzioni lattiero casearie a livello di Dop tra le più significative d’Europa quali Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Provolone, etc., alle eccellenze vitivinicole per arrivare ai Distretti Agricoli del Pomodoro Nord Italia (il più importante a livello nazionale ed unico ad aver adottato una tale struttura), di Plancta Regina nel settore vivaistico, al Melone ed alla Pera Mantovana riconosciuti o in fase di riconoscimento a livello di Igp.

Verificato che la denominazione geografica legata alla città di origine della produzione enogastronomica si riferisce, come nel caso dei formaggi o dei salumi, non esclusivamente alla realtà identificata con il nome della città stessa o del luogo bensì ad una zona più ampia e ricca di imprese di un’articolata filiera; ad esempio, la prevalenza del Prosciutto di Parma o di altre celebrità gastronomiche deriva dalla produzione, dalla macellazione (con i più importanti impianti su scala nazionale) e dal conferimento di animali allevati in Lombardia e nella nostra Provincia, nel pieno rispetto dei disciplinari di produzione.

Constatato che solo una parte dei patrimoni culturali, artistici, musicali, enogastronomici, delle produzioni animali e vegetali è oggetto di registrazione e tutela ai vari livelli e gradi di protezione, mentre dilaga il fenomeno della contraffazione di nome, origine, provenienza, qualità del riferimento culturale, artistico e identitario delle realtà collegate al territori; tale pratica, diffusa a livello mondiale a particolare danno dei prodotti “made in Italy”, porta ad un illecito fatturato che supera di gran lunga l’entità del prodotto correttamente etichettato.

Atteso che solo di recente e per espressa volontà del mondo produttivo, a fronte di una tendenza alla standardizzazione della qualità ed alla perdita di identità del prodotto più volte lamentata a livello europeo, è stata varata dal Parlamento italiano la norma della “etichettatura” dei prodotti agricoli.

Considerato che nella città di Cremona opera una Scuola Internazionale di Liuteria, che ha contribuito a rafforzare l’innata vocazione musicale che fa parte del dato identitario della città, e che ha consentito la nascita e l’attività di oltre 130 botteghe liutarie ubicate tra la città e il territorio, con un fatturato importante ma in continua contrazione anche per causa della concorrenza internazionale, oltre che della diffusa crisi economica; che ha inoltre sede a Cremona, da alcuni anni e per iniziativa degli Enti cremonesi – in particolare della Provincia, con il concorso decisivo del sistema artigianale – l’AIO (Associazione Italiana Organari); che da tempo, a difesa della liuteria cremonese e della sua peculiarità e autenticità, mentre si è alla vigilia dell’apertura di un significativo “museo del violino” e si sta sviluppando la più importante manifestazione liutaria, ad iniziativa di CremonaFiere e della Fondazione “Stradivari”, ci si interroga sulle modalità di tutela della qualità attraverso un marchio: tuttavia recenti notizie riguardanti il Consorzio Liutai lasciano intendere che il problema sia lontano dall’essere risolto.

Appreso che, come risulta dalla stampa economica nazionale (Sole-24 Ore), da “Repubblica” e dalla stampa locale, si registra la costituzione in Cina di una municipalità chiamata “Cremona” dove concentrare la locale produzione di strumenti ad arco (ciò che è già avvenuto per Parma e la produzione di prosciutti).

Valutato che trattasi di episodi che vanno ad aggiungersi ad un crescendo di azioni adottate in precedenza e riferite alla riproduzione di modelli automobilistici, a prodotti quali il pomodoro e ad altre specificità locali e derrate alimentari prodotte in tante realtà geografiche interessate, come l’Africa, dal “land grabbing” cinese, che potrebbero ulteriormente aggravare i problemi; valutato altresì che questioni delicate di diritto internazionale rendono oltremodo difficile tutelare un toponimo mentre il mercato potrebbe essere invaso da violini che – non illegittimamente – si fregiano del nome della nostra città.

Tutto ciò premesso, impegna la Giunta a farsi carico di un’azione concertata con Comune, Camera di Commercio e Associazioni di categoria per mettere in atto ogni concreta azione di difesa delle nostre qualità artistiche, della filiera di eccellenza culturale e musicale, studiando e proponendo al Parlamento nazionale ed europeo meccanismi di tutela (marchio di qualità – carta d’identità territoriale) per i prodotti dell’artigianato artistico di eccellenza, produzioni tipiche del territorio legate al nome di Cremona, città emblematica di Stradivari, Amati e Guarneri del Gesù.

Giuseppe Torchio (Lista Civica Provinciale)

 

 

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Commenti
  • Eolo Quattroventi

    Che dire su questo argomento…? TORCHIO come sempre C’E e ancora una volta lo dimostra. Nel panorama politico cremonese solo Torchio, Pizzetti e Demicheli sanno veramente fare politica.