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Boom anti-porcellum,oltre 1 milione di firme A Cremona sono 6mila

porcellum

Oltre 1 milione 200mila firme sono state raccolta in tutta Italia per il referendum contro l’attuale legge elettorale, il ‘porcellum’, al fine di favore un ripristino delle preferenze. Un risultato andato ben oltre le iniziali aspettative dei referendari.

Cremona con i banchetti di Comitato libera scelta, Sel e Italia dei valori (oltre ai moduli disponibili agli Urp dei Comuni) ha contribuito con 6mila firme raccolte (circa 2mila sono quelle cremasche).

FOGLIAZZA: “DARE UN SENSO ALLA VOGLIA DI CAMBIAMENTO”

Quando il 14 settembre scorso – in relazione al referendum contro la legge porcata – come Cantiere dell’Ulivo lanciammo l’obiettivo di “un milione di firme per rinnovare il miracolo italiano” eravamo a malapena vicini al traguardo minimo: 500.000 mila firme. Ma l’indignazione montante che animava i cittadini che si mettevano in coda pur di firmare, ci diceva di uno stato d’animo e di una determinazione che spesso sfugge a chi raramente frequenta la politica militante: quella fatta di movimento, di azione, di tavoli, presìdi, banchetti nelle strade e nelle piazze d’Italia.

Anche in quella situazione – come in altre nel passato (esempio eclatante la richiesta delle “Primarie” che, come ulivisti, lanciamo, malamente sopportati, fin dalla metà degli anni ’90) – abbiamo dovuto sopportare i sorrisini di compatimento di chi – nel PD e nel centrosinistra – è convinto di saperla sempre più lunga.

Credo ora sia possibile dire che non se ne può davvero più di certe supponenze e di certi presuntuosi. Si liberino un po’ della loro sedicente “lucidità” e di quella che tendono a presentare coma “superiore capacità di far politica”. Scendano dal pero e guardino la gente in carne ed ossa un po’ più nelle palle degli occhi! Forse allora riusciranno a capire che la politica non è soltanto il quotidiano scambio di telefonate tra leader, leaderini o supposti tali, o la predisposizione di questa o quella posizione come si giocasse a scacchi.

Ora che l’obiettivo è raggiunto, che le firme contate assommano ad oltre 1.210.000. Ora che Cremona ha contribuito con circa 6.000 firme raccolte in poco più di un mese effettivo. Ora, lasciatecelo dire, che per l’ennesima volta gli ulivisti hanno visto giusto… ora ci permettiamo di suggerire a tutti, ma soprattutto ai dirigenti “pro-tempore” dei partiti del centrosinistra, uno sguardo verso la bassa padana. Verso l’esperienza di Parma, dove il popolo ha saputo costruire con determinazione, amore per la propria città, tenacia, fiato lungo, una eclatante vittoria contro chi gestiva il potere pubblico senza “disciplina ed onore”.

Certo a Parma è stata utilizzata una forma di lotta inedita per l’Italia. E se si vuole essere all’altezza, occorre abbandonare la pigrizia intellettuale, smetterla di rimasticare sempre le medesime formule e le stesse esperienze. Ci vuole un po’ più coraggio ed un po’ più di disinteresse personale. E ci vuole anche un po’ più di “fame”. “Fame” motivata da ragioni forti che spesso non alberga più in chi da troppo tempo frequenta soprattutto quelli che ritiene i livelli “alti” della politica, nazionale o locale che sia.

Il problema che adesso va posto con forza è come utilizzare elettoralmente l’entusiasmo che, nonostante tutto, anima ancora e sempre il popolo dell’Ulivo e del centrosinistra, tenuto conto che nei referendum – quando superano il quorum – vanno a votare mediamente il 55% degli italiani (e vota a favore più del 90%) mentre, nei pur positivi sondaggi, la somma dei partiti del centrosinistra si attesta poco sopra il 40% del circa 60% che dichiara che andrà a votare.

Come intercettare per intero quelle potenzialità? Come dar senso ad un ritorno in campo della voglia di cambiamento che corre sottopelle a gran parte della società italiana?

Si impone in tempi rapidissimi la costruzione del Nuovo Ulivo. Dell’alleanza chiara, trasparente e programmaticamente motivata, tra i tre maggiori partiti del centrosinistra (PD, SEL ed IDV) che possa eventualmente essere anche allargata ad altre forze politiche minori (come PSI e Radicali) e che però, per essere davvero vincente e potersi presentare come soggetto politico “nuovo”, ha bisogno di essere amalgamato attraverso il protagonismo e la presenza dirigente del vasto mondo della cittadinanza attiva che – sia nella raccolta firme contro la legge porcata, sia nell’esperienza di Parma, per non parlare, ad esempio, della vicenda Pisapia a Milano – ha dimostrato, come sempre, di essere un passo avanti rispetto al ceto politico dirigente.

Non c’é più tempo da porre in mezzo. Occorre che da subito vengano messi in essere atti concreti e fatti politici che ci incamminino su questa strada. A qetso riguardo occorre il contributo di tutti. Ed occorre, nell’eventualità, che chi non ne fosse convinto, si faccia gentilmente da parte ed eviti di zavorrare, per l’ennesima volta, un movimento che ha ripreso ad avere il vento nelle ali.

Deo Fogliazza, portavoce dell’Associazione “Cantiere dell’Ulivo”

 

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Commenti
  • Libero

    E’ alquanto strano il grande numero di firmatari; la scorsa settimana o 10 giornoi fa annuncio: raccolte oltre 500.000 firme, magari 600.000. Dopo una settimana sono arrivati a 1.200.000!!!. Grandissimo risultato visto l’oggetto del referendum, ma considerato che questo argomento viene usato gia’ oggi dal Presidente della Repubblica e dai Leader oppositivi/distruttivi “per chiedere dei cambiamenti nel Governo”, non è che l’annuncio del milione e 200.000 firme raccolte sia stato sparato ad hoc con il solito obiettivo di far cadere il Governo legittimamente eletto?.

    • Libera Scelta

      Caro Libero, prendo per buona la tua diffidenza e ti spiego nel merito.
      1) L’organizzazione della raccolta firme è stata fatta per la gran parte da “cittadini volontari e volenterosi”, non c’era dietro un’organizzazione bel oliata, esperta, già provata. Per questo la comunicazione tra la periferia ed il centro a Cremona (ad esempio) e tra la periferia (come Cremona) ed il centro a Roma non sempre è filata via perfetta.
      Ad esempio, a Cremona abbiamo organizzato i tavoli senza alcun manifesto, ma solo con qualche fotocopia dei volantini.
      Nonostante ciò la gente – una volta che è stata raggiunta da un minimo di informazione – si fermava volentieri, con entusiasmo e si metteva anche in coda pur di firmare.
      Per quanto riguarda le firme, poi, puoi stare tranquillo: ogni firma è corredata da nome e cognome, luogo e data di nascita, comune di residenza ed inoltre di fianco ad ogni firma l’Ufficio Elettorale del Comune ha scritto il numero del certificato elettorale.
      Firme tarocche ghe n’é minga….
      Spesso si usa il detto “A pensar male si fa peccato, ma poi ci si indovina…”.
      Nel nostro caso quel detto non vale!
      L’annuncio del milioneeduecentomila firme è stato sparato perché è vero. E se ce lo consenti, questa cosa ci ha entusiasmato. Al di là di qualsiasi tipo di “giochino” politico. Se poi tieni conto che la raccolta vera e propria non ha potuto iniziare se non nell’ultima settimana di agosto…..
      vuol proprio dire che la gente non ne può davvero più della porcata e di chi l’ha inventata.

  • Eolo Quattroventi

    E’ un risultato a dir poco, eccellente. Purtroppo in questo paese il parlamento è impegnato solamente a sfornare leggi “ad personam” per togliere il nano dai suoi guai, tant’è che questa legislatura verrà ricordato come il parlamento più fannullone che la l’Italia abbia mai avuto per la scarsità e soprattutto per la qualità dei provvedimenti normativi varati. A questo punto a noi cittadini, vista la contrarietà dei partiti che contano a voler varare vere riforme e non pagliacciate come quelle che vogliono farci credere (processo breve, processo, lungo, prescrizione breve, intercettazioni e bavagli vari, federalismo miope, e amenità varie) che di certo non risolvono e non risolveranno i problemi comuni alla maggioranza degli italian, per far sentire che pure noi ci siamo.la nostra voce non ci resta che sottoscrivere ogni proposta di referendum. Adesso avanti con quello sull’abolizione delle province….ABBATTIAMO LA CASTA.