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Alex Corlazzoli sul Fatto Quotidiano: «Insegno ai bambini disabili senza competenze: denunciatemi!»

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«Insegno ai bimbi disabili: denunciatemi!». Scrive così, nel suo blog sul Fatto Quodiano on-line (leggi l’articolo), Alex Corlazzoli, maestro precario che è stato protagonista di uno sciopero della fame davanti al Provveditorato cremonese per protestare contro un incarico da 16 ore settimanali e 700 euro mensili. «Avete letto bene: – prosegue – voglio essere denunciato dai genitori dei bambini diversamente abili a cui faccio l’insegnante di sostegno, senza avere le competenze. E da quando è iniziata la scuola quei bambini un maestro con la specializzazione, non l’hanno ancora visto. Funziona così in questo Paese: gli alunni con disabilità aumentano ma il rapporto docenti specializzati/alunni diminuisce. Nell’anno scolastico 2010/2011, secondo il rapporto “Gli alunni con disabilità nella scuola italiana: bilancio e proposte” presentato dalla Fondazione Agnelli con la Caritas a Roma il giugno scorso, i docenti di sostegno erano 95 mila per 189 mila allievi. Il rapporto alunni/docenti di sostegno è oggi del 2,1 al Nord, del 2,2 al Centro e dell’1,9 al Sud. In Lombardia, dove insegno, siamo passati da 26.234 alunni disabili (dati Flc Cgil) agli attuali 30.821, ovvero il 15% in più. Ma a fronte di questo incremento la Direzione regionale dell’Ufficio Scolastico ha innalzato dello 0,11 il rapporto docente/alunno passando da 1 a 2,32 dello scorso anno all’attuale 1 a 2,43. Questo significa che le scuole non hanno insegnanti di sostegno e per recuperare “ore” su questi ragazzi mettono docenti senza specializzazione a insegnare a bambini con gravi patologie. In passato sono stato costretto a insegnare a un bambino di 6 anni gravemente autistico senza avere mai preso in mano un libro sull’autismo, senza aver mai fatto un’esperienza con persone autistiche. Quest’anno la stessa storia. Eppure l’art.12 della legge 104 “Diritto all’educazione e all’istruzione” è chiaro: “All’individuazione dell’alunno come persona handicappata e all’acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale, fa seguito un profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona handicappata, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante specializzato della scuola”. In Italia questa legge non è rispettata. Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si vanta di avere “il numero più alto nella storia della scuola italiana di insegnanti di sostegno”: 94.430. Ma perché non dice anche quanti sono i ragazzi diversamente abili? Perché non spiega ai genitori dei miei ragazzi come mai hanno un maestro non specializzato? Questi papà e mamme hanno tutto il diritto di denunciarmi e di denunciare la scuola italiana».

 

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