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Mamma morta di meningite, tre medici rinviati a giudizio

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A febbraio 2010 la morte di Orsola Contardi, 55enne di Scandolara Ripa d’Oglio, arrivata tre giorni dopo quella del figlio 20enne Mirko Zanazzi. Lei era stata colpita da meningite, lui da sepsi meningococcica. Oggi, con la decisione del giudice Clementina Forleo, è arrivato il rinvio a giudizio per i tre medici accusati di omicidio colposo dopo il decesso della donna. Processo il 25 gennaio prossimo. L’accusa per il 38enne Marco Botteri e il 48enne Riccardo Merli (il primo di terapia intensiva e il secondo del pronto soccorso dell’ospedale maggiore, difesi dall’avvocato di Milano Diego Munafò) è di aver “omesso di prescrivere la chemioprofilassi ai genitori conviventi del paziente presenti sul posto, contribuendo così a determinare l’evoluzione negativa della vicenda clinica della signora Orsola Contardi, madre di Mirko Zanazzi, conclusasi con il decesso della stessa per meningite meningococcica”.

Questa invece la contestazione del pm Francesco Messina al 56enne di Ligonchio Paolo Marconi, medico Asl: “Quale medico in pronta disponibilità presso l’Asl di Cremona, informato, la mattina del 13 febbraio 2010, dalla direzione medica dell’ospedale di Cremona del decesso di Mirko Zanazzi per sospetta sepsi meningococcica, ometteva di prescrivere la chemioprofilassi ai familiari conviventi del paziente, contribuendo così a determinare l’evoluzione negativa della vicenda clinica” della 55enne. Così i legali della famiglia di Orsola e Mirko: “Erano già passate almeno trenta ore dalla morte di Mirko e solo dal pomeriggio di domenica 14 al pronto soccorso i famigliari e i presenti erano riusciti ad assumere il medicinale per la profilassi”.

Orsola è morta tre giorni dopo il figlio. In udienza, attraverso l’avvocato Pasquale Nuzzo, il 60enne Pierangelo Zanazzi, marito della donna, e la figlia Marika si sono costituiti parte civile. Secondo la difesa degli imputati Orsola Contardi, quando il figlio è stato ricoverato, era già con tutta probabilità in fase di infezione: la profilassi, quindi, avrebbe difficilmente determinato un esito diverso. Per i consulenti del pm, invece, l’omessa prescrizione “ha contribuito a determinare l’evoluzione negativa della vicenda clinica della signora Orsola Contardi, conclusasi con il decesso”.

 

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