Un commento

Assessore Ceraso: «Notizie inesatte sui rifugiati, ecco i dati che la Caritas mi ha comunicato»

Negli ultimi giorni ho letto alcuni articoli e lettere sui quotidiani locali che riportano notizie inesatte rispetto ai migranti presenti presso la Casa dell’Accoglienza. Con questa nota vorrei far conoscere ai cittadini cremonesi i dati che la Caritas mi ha comunicato in relazione alle procedure di riconoscimento dello status di rifugiati ai migranti presenti sul nostro territorio sperando che alla stessa sia dedicato l’ampio rilievo che è stato dato alla notizia non esatta pubblicata nei giorni scorsi (“solo tre su 150 sono rifugiati”).
A fronte di 115 migranti ospitati dalla Caritas solo 20 sono stati giudicati dalla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale che deve pronunciarsi sul loro status di rifugiati con il seguente esito: per tre di loro è stata accolta la domanda, a cinque è stata negata ed i rimanenti dodici sono ancora in attesa della decisione della Commissione. Gli altri 95 migranti sono in attesa di essere sentiti dalla Commissione che ha fissato le prossime udienze tra novembre e il prossimo aprile. A coloro ai quali è stato negato lo status di rifugiato è consentito entro un mese il ricorso per ottenere il rilascio del Permesso di soggiorno umanitario.
Appare opportuno anche specificare che i migranti ospitati dalla Caritas sono tutti provenienti dalla Libia dove erano immigrati anni prima dai rispettivi paesi d’origine. La maggior parte di loro aveva un lavoro e si era costruito una famiglia in quel paese e non lo avrebbe  lasciato se non fosse scoppiata la guerra e non fossero stati costretti ad imbarcarsi in quanto perseguitati. Una volta giunti in Italia gli è stata data indicazione da parte del Ministero dell’Interno, che ha gestito la suddetta situazione  di emergenza e ha dettato tutte le procedure da attuare, di chiedere la condizione di rifugiati (non è stata una loro iniziativa ma hanno seguito la procedura indicata). Ciò nonostante fosse chiaro che la maggior parte di loro non era originario della Libia (i migranti ospitati dalla Caritas sono originari  di 17 paesi diversi). In realtà essendo la condizione di rifugiato (art. 10 comma 3 della Cost.)  legata a colui che è perseguitato nel suo paese d’origine è chiaro  che alla maggior parte dei migranti non potrà essere riconosciuta in quanto in fuga da un paese che non è quello in cui sono nati.
Molto più verosimilmente gli stessi avranno diritto ad un Permesso di soggiorno umanitario disciplinato dal DPR 394/99- regolamento di attuazione del Testo Unico immigrazione che all’art. 11 c. 1 lett. c) prevede che il permesso per motivi umanitari possa essere rilasciato per gravi situazioni personali che non consentono l’allontanamento dal territorio nazionale.

Maria Vittoria Ceraso
Assessore ai iritti di cittadinanza

 

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Commenti
  • BURQA

    Non intendo polemizzare sul burqa, sarebbe anacronistico, da che tra pochi anni dovranno indossarlo anche le italiane, in rispetto alla religione islamica. Dico solo che mi fa impressione, non mi sono ancora abituato, tra la violenza fatta alla donna che pur vive tra noi e il timore che, aperta solo una piccola feritoia all’altezza degli occhi, possa essere lo strumento di un martire votato al suicidio, dove ci siano tanti infedeli, naturalmente…..

    Cremona 13 10 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info