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Case di riposo, in regione lievitano le rette e si allungano le liste d’attesa A Cremona, l’ex Soldi segna un +15,55% dell’importo minimo giornaliero

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Case di riposo lombarde, decollano le rette e 17 mila persone sono in lista di attesa. E’ quanto emerge dal Rapporto Rsa 2008/2011 realizzato dal sindacato dei Pensionati Cisl della Lombardia analizzando i dati rilevati dai siti web delle Asl. Dal 2008 a oggi il numero delle Rsa in regione è aumentato del 6,15% (da 617 a 638), la richiesta di un posto letto è sempre altissima e gli importi richiesti alle famiglie continuano a lievitare, con aumenti del 12,33% per la retta minima e del 9,74% per la massima. A Cremona, mentre l’Ospedale G. Aragona di San Giovanni in Croce non fa registrare alcun aumento della retta minima giornaliera a tutto settembre 2011, la Rsa Cremona Solidale segna un +15,55%, 3,22 punti al di sopra della media regionale.

“Il sistema sta diventando insostenibile – denuncia Attilio Rimoldi, segretario generale dei Pensionati Cisl della Lombardia -. Bisogna favorire lo sviluppo dell’assistenza domiciliare, che costa meno e risponde meglio ai bisogni delle famiglie. Anche in quest’ottica bisogna far ripartire lo sviluppo e l’economia lombarda, altrimenti non si avranno mai le risorse sufficienti per sostenere gli strumenti del welfare”. “Chiediamo alla Regione che si attivi per coinvolgere tutte le organizzazioni che operano nel campo dell’assistenza – aggiunge – e creare una rete di servizi che sia in grado di rispondere ai bisogni crescenti di una popolazione che fortunatamente ha più lunghe prospettive di vita ma, per questo, ha anche più problemi di salute”.

Attualmente, i posti letto autorizzati nelle case di riposo lombarde sono 60.458. Di questi, 2.819 non sono accreditati e quindi non usufruiscono del contributo regionale. Dal rapporto emerge la tendenza ad aumentare in maggiore misura i posti letto solo autorizzati (+ 7%) rispetto a quelli accreditati (+4,8%). “Il fenomeno è molto più evidente se entriamo nelle singole realtà territoriali – spiega Rimoldi -. Il differenziale di quasi 4.000 posti letto viene prevalentemente usato per i cosiddetti “posti letto solventi”, a tariffa molto più alta di quella massima. Non essendoci contributo regionale sfuggono ai controlli e il risultato è che le rette a carico degli ospiti vanno da 70 a 200 euro al giorno”.

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