Un commento

L’assessore Ceraso ai sindacati: “Nessuna imprecisione nelle mie dichiarazioni”

ceraso

Botta e risposta tra i sindacati e l’assessore Maria Vittoria Ceraso sullo stato di agitazione dei dipendenti comunali. Ieri la presa di posizione delle parti sociali e delle Rsu, con la quale si paventa lo sciopero dei dipendenti sul nodo del fondo incentivi 2011. Oggi la replica dell’assessore articolata in sette punti che riportiamo di seguito.

 

1) La mia partecipazione agli incontri con i sindacati deve essere considerata già di per sé un forte segno di attenzione verso i rappresentanti sindacali e quindi verso le problematiche dei lavoratori dell’Ente, così come più volte hanno sottolineato gli stessi rappresentanti che non hanno mancato di apprezzare la mia costante presenza nonostante essa non sia dovuta in quanto come assessore non sono membro della delegazione trattante di parte pubblica.

2) Come testimoniato dai resoconti scritti delle varie riunioni non sono mai mancati miei interventi in merito alle problematiche discusse salvo l’ultimo incontro nel quale rispetto alla posizione assunta dai Sindacati di rottura delle relazioni dopo soli 5 minuti dall’inizio dell’incontro c’era ben poco da dire.

3) Il mio intervento in seguito alla rottura delle relazioni era espressamente rivolto ai dipendenti ed è stato pubblicato sulla Intranet del Comune. E’ stato solo successivamente ripreso sui giornali sui quali sono stati pubblicati anche i comunicati sindacali come dimostrano gli articoli di questi giorni.

4) Non mi risultano imprecisioni rispetto alla mia nota pubblicata sulla intranet. Non ho mai detto che le organizzazioni sindacali e le RSU hanno sottoscritto il Fondo ma ho specificato che nell’ultimo incontro di giugno si era trovata un’intesa su alcune tematiche (progetti speciali, distribuzione schede valutazione, valutazione obiettivi secondo semestre).

5) E’ un dato inconfutabile che la mancata sottoscrizione unilaterale del Fondo avrebbe bloccato il pagamento ai dipendenti dell’indennità di turno, della reperibilità, del disagio, dei progetti speciali ecc., tutte voci che costituiscono il fondo che non è rappresentato solo dall’importo del “premio”. Fondo peraltro del tutto simile nella costituzione e nelle sue voci a quello del 2010 sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e dalle RSU.

6) Mi preme specificare ai dipendenti che proprio i criteri di distribuzione dei 197.538,57 Euro di produttività (180.908,00 Euro citati nella nota sindacale era l’importo dell’anno scorso) sono stati motivo di disaccordo tra la parte pubblica e i rappresentanti sindacali. Infatti questi ultimi era contrari ad una distribuzione di quella somma secondo il criterio delle fasce proposto dall’Amministrazione in base al quale il dipendente che non raggiunge un certo livello di produttività non concorre alla distribuzione del premio a favore dei dipendenti più meritevoli, ritenendo migliore il precedente criterio proporzionale (cioè a nessuno niente a tutti in proporzione a quanto prodotto). Ciò che mi ha stupito è che le OO.SS e le RSU abbiano deciso di interrompere le relazioni sindacali nonostante la delegazione trattante di parte pubblica, in apertura dell’incontro, avesse manifestato la disponibilità a rinviare l’applicazione delle fasce al prossimo anno (possibilità data dalla recente modifica della Legge Brunetta intervenuta nell’agosto 2011).

7) Infine vorrei sottolineare che in quattro mesi nessuna richiesta di incontro è stata formulata a questa Amministrazione da parte delle organizzazioni sindacali e dalle RSU.

 

Maria Vittoria Ceraso

Assessore al Personale del Comune di Cremona


 

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Commenti
  • Eolo Quattroventi

    Uhm…in questa cosa sento puzza di bruciato. Ho l’impressione che qualcuno stia manovrando per mettere i dipendenti comunali contro la Giunta con il fine di creare disordine e malcontento; se il fomentatore fosse nel potente apparato comunale (a tutt’oggi ancora composto ad immagine e somiglianza della precedente amministrazione) non ci sarebbe da meravigliarsi. Perri e Ceraso, occhi ben aperti che non sia un trappolone avente altre finalità.