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La Royal Academy of Music di Londra riscopre il liutaio Carlo Bergonzi Convegno, mostra ed audizione con Fondazione Stradivari

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(Nella foto da sinistra Paolo Bodini, David Rattray, Virginia Villa e Tim Jones)

La Royal Academy of Music, una delle istituzioni musicali più prestigiose al mondo, accende, sabato, a Londra, una nuova luce di conoscenza su Carlo Bergonzi e la liuteria cremonese del Settecento. Insieme alla Fondazione Stradivari ed in collaborazione con la rivista The Strad promuove, infatti, una intera giornata di studi dedicata all’ultimo maestro della scuola classica. In programma un convegno con interventi di Chris Reuning, John Dilworth e Carlo Chiesa, l’esposizione e un’audizione con strumenti originali.La riscoperta di Carlo Bergonzi, è peraltro legata alla mostra storica – la prima al mondo – promossa a Cremona lo scorso anno. La rassegna monografica è, infatti, stata accompagnata da una intensa attività di studi, che ha portato contributi inediti ed interessanti per meglio comprendere l’opera e l’importanza di questo costruttore ancora largamente sconosciuto.Proprio nell’organizzazione di esposizioni liutarie, la Fondazione Stradivari ha consolidato un forte rapporto collaborativo con la Royal Accademy of Music. L’Istituzione inglese possiede, infatti, una importante collezione di antichi strumenti ad arco cremonesi. Da due anni, inoltre, l’accademia aderisce al network “friends of Stradivari”, la rete mondiale tra quanti collezionano, suonano, studiano o semplicemente ammirano gli strumenti dei grandi Maestri cremonesi.“La collaborazione con la Royal Academy, come le altre sinergie significativamente consolidate in questi anni, evidenziano – osserva il presidente della Fondazione, Paolo Bodini – l’interesse mondiale per il mondo della liuteria, ma allo stesso tempo chiamano Cremona ad esserne il perno, a rinnovare quel ruolo baricentrico che la storia le ha consegnato. Le vie maestre per consolidare questo primato sono la ricerca e la conoscenza. A questo proposito non posso non sottolineare l’autorevolezza degli studiosi coinvolti nei diversi comitati scientifici delle mostre ed il fatto che pressoché tutti gli strumenti richiesti dalla Fondazione Stradivari per l’allestimento sono stati concessi in prestito, dal singolo proprietario privato alle più prestigiose istituzioni museali del mondo. Con molte realtà si sono poi sviluppati percorsi comuni di approfondimento e divulgazione. Ed ancora al network “friends of Stradivari” hanno aderito notevoli personalità ed istituzioni di riferimento del mondo musicale e liutario. Credo sia una testimonianza attendibile della serietà del lavoro svolto e della credibilità della nostra Fondazione, ma anche un invito a consolidare questo patrimonio di competenze e relazioni”.

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