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Si è spento lo scultore Ercole PrioriCreta, bronzo, marmo, pietra o legnodiventavano con lui capolavori

scultore

Si è spento a novantatre anni Ercole Priori, un grande dell’arte cremonese del Novecento. Scultore. Pittore, ricercatore continuo e sperimentatore di nuove materie espositive anche in età avanzata, lascia un grande vuoto nella cultura cremonese e lombarda. La sua scultura ha una forza espressiva unica. Creta, bronzo, marmo, pietra, legno ogni materia ha fornito a Ercole Priori il pretesto per dare forma alla sua forza impressionista che si sovrapponeva alla nitidezza classica che aveva imparato a Roma nello studio dello zio Alceo Dossena. La sua attività di scultore, pittore e medaglista inizia nel 1946. Sue opere importanti figurano in piazze, giardini, scuole, scuole, chiede e musei in tutta Italia e all’estero. Di lui Alfredo Puerari aveva scritto: “I termini di realismo e impressionismo non vanno intesi per la scultura di Priori rigidamente alla lettera, nè come due momenti separati l’uno dall’altro, perchè il loro compromesso e contrasto, il reciproco stimolarsi che conducono ad una forma in cui si sente il segno dichiarato di una interpretazione di queste due fasi”. Ed ancora il professor Angelo Rescaglio: “L’urgenza della ‘contemporaneità’ batte fortemente al ‘cuore’, che ricerca attraverso le sue ‘tavole’ non sempre facili alla lettura per le linee contorte e per il rigore logico dell’insieme, un mondo nuovo e in pace finalmente, sempre sorretto dalla convinzione che il senso della grandezza, quella vera, non va disgiunto dal senso della verità e dall’impegno di riscoprirla nel ‘quotidiano'”.

Per chi volesse compire un tour nell’arte di Priori in città può vedere al parco al Po il busto di Giovanni Carnevali detto il Piccio, il monumento alla Liberazione alla scuola media di via Trebbia, il pannello in terracotta all’ospedale di Cremona, il fonte battesimale del duomo di Casalmaggiore o il il monumento alla Resistenza della stessa città o il monumento a Claudio Monteverdi oggi in piazza Lodi.

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