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Lega, Ferraroni tra l’incudine e il martello Qualcuno lo vuole nel Misto

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(Nella foto Maffini e Ferraroni)

Tra l’incudine della fedeltà al sindaco da una parte e il martello dell’obbedienza alla Lega dall’altra. Con le relazioni tra il Carroccio e il sindaco al minimo storico, per il consigliere Giovanni Ferraroni è un momento difficile. Tanto che l’esponente leghista avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di lasciare il Consiglio Comunale.

Di questo si è parlato oggi pomeriggio, subito dopo la seduta della Commissione Vigilanza, in un breve colloquio tra lo stesso Ferraroni, il sindaco Perri, l’assessore Claudio Demicheli e il consigliere del misto Roberto Gandolfi. “In questo periodo Ferraroni è un po’ amareggiato – ha confermato Gandolfi -. Sì, se ne è parlato con il sindaco, che lo ha invitato a non mollare. Gli ha detto: guarda me, devi andare avanti”.

Una fonte piuttosto addentro alle dinamiche della maggioranza fornisce una lettura diversa pur partendo dallo stesso dato di fatto, ossia la difficile situazione di Ferraroni. A fatica il consigliere ha infatti assecondato la richiesta del suo partito, saltando la seduta di ieri del Consiglio. Anche per questo, per non trovarsi più nella condizione di dover scegliere tra Perri e la Lega, Ferraroni avrebbe manifestato la volontà di dimettersi.

Se ne è accennato tra il serio e il faceto anche oggi in commissione Vigilanza, dove il diretto interessato ha minimizzato con un sorriso. Dopo la commissione, questa la versione ‘alternativa’, Demicheli (in odore di espulsione dalla Lega), Gandolfi (ex leghista ora nel misto) e il sindaco hanno incontrato Ferraroni per capire se vi siano margini per un suo passaggio tra le fila del misto.

La prospettiva delle dimissioni tout court del consigliere preoccupa Perri, dal momento che a Ferraroni subentrerebbe Flavio Rastelli. Primo dei non eletti della Lega, Rastelli è un ‘fedelissimo’ dell’ala dura del Carroccio, l’ala incarnata dal segretario provinciale Simone Bossi e dal suo vice, Alessandro Carpani.

E’ vero che, con due soli consiglieri e per quanto fedeli all’ala dura, la Lega in Comune non è determinante (a patto che il misto resti agganciato alla maggioranza): ne è una dimostrazione la seduta di ieri. E’ però altrettanto vero che il passaggio di un altro consigliere dai banchi del Carroccio a quelli del misto regalerebbe a Perri un’arma determinante per chiudere la querelle con i legisti sulla giunta (la richiesta di due assessorati).

Di qui il colloquio di oggi nell’ufficio del sindaco. Colloquio, però, che non sembra aver spostato equilibri in maggioranza.

Federico Centenari

 

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Commenti
  • Alessandro

    Interessante la presenza di Demicheli, la “campagna acquisti” del Pidiellino Perri (ha imparato bene dal suo capo Berluska)continua senza tregua. Ma se va come a Roma siamo a cavallo!
    Dai che lo scontro con il muro è sempre più vicino…

  • luca

    Anche a Cremona inizia il mercato delle “vacche”, replay come a Roma. Si tratta la “transumanza” ad altri banchi del consiglio portandosi dietro lo scranno assegnato alle elezioni. Ci mancava anche questa!!!

  • ultimo

    Compravendita in atto A.A.A. cercasi consigliere per il gruppo misto,gli sistemeranno qualche amico con ricchi premi e cotillon.
    Abbassateci le tasse e migliorate i servizi che è meglio!
    Che pena!

    • Gigi

      Proprio vero, ancora una volta e’ la ”lagna nord” l’ago della bilancia, si quella dei pagamenti. Il partito piu’ corrotto e clientelare della storia. Fanno proprio pena poveretti.
      Ferraroni d’altro canto lo posso anche capire, non puo’ decidere niente con la sua testa ma obbedire alle eminenze grige dietro di lui, alla sua eta’ farsi comandare da sbsrbatelli arroganti non e’ il massimo poveraccio (lo dico in simpatia).

      • michele

        Altro che lagne, qui magnano tutti con Perri in testa.