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‘Futuro della Pac’, convegno Coldiretti con più di 300 imprenditori agricoli

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“Il futuro della PAC dopo il 2013”: questo il tema del convegno, organizzato da Coldiretti Cremona, che ieri sera ha letteralmente gremito la sala del Seminario Vescovile di Cremona. L’incontro, al quale sono stati invitati tutti gli imprenditori agricoli, è stato affidato al Dott. Pietro Sandali, Responsabile economico nazionale di Coldiretti, chiamato ad illustrare i contenuti della  proposta di riforma della Politica agricola avanzata dalla Commissione Europea, mettendo in evidenza i più significativi aspetti del nuovo impianto legislativo, così come delineato ad oggi. Accanto dal dott. Sandali, c’erano il Delegato Confederale Eugenio Torchio, il Direttore Simone Solfanelli e l’Assessore provinciale all’agricoltura Gianluca Pinotti.

Davanti ad una platea di oltre trecento imprenditori agricoli, l’apertura è stata affidata al Presidente nazionale Sergio Marini, attraverso un filmato, nel quale il Presidente ha ribadito le forti critiche all’attuale impostazione della Riforma. “Invece di definire gli agricoltori attivi in base a quello che effettivamente fanno, il testo varato dalla Commissione – ha ribadito Marini – li definisce solo in base alla quantità di aiuti che ricevono, premiando così le rendite e le dimensioni e non certo il lavoro e gli investimenti. La Coldiretti è pronta a mettere in campo ogni azione utile per realizzare una riforma più equa e giusta, partendo da un aspetto imprescindibile: le risorse devono andare agli agricoltori professionali, quelli che lavorano e vivono di agricoltura”.

Approfondita e dettagliata è stata la relazione del dottor Sandali, che ha evidenziato tutti i principali aspetti di una Riforma che – come ribadito anche dall’Assessore Pinotti e dal Direttore Solfanelli – penalizza fortemente l’agricoltura italiana. Basti dire che per il 2014-2020 si prevedono tagli all’agricoltura italiana per 1,4 miliardi.

Tutti i relatori, a partire dal Delegato Confederale Eugenio Torchio, hanno sottolineato il valore del documento unitario sottoscritto proprio a Cremona dalle Organizzazioni agricole. “Nel documento – ha evidenziato Torchio – tutte le organizzazioni agricole italiane concordano che la definizione di agricoltore attivo sia demandata alla Stato membro. Per quello che riguarda il nostro Paese “l’agricoltore attivo” è l’imprenditore agricolo professionale, singolo o associato, nelle forme individuate dalla normativa nazionale vigente sulla base della incidenza del tempo dedicato al lavoro agricolo sul lavoro complessivo e della incidenza del reddito agricolo sul reddito totale da lavoro”.

Il requisito selettivo di “agricoltore attivo” – evidenzia il documento unitario, che il dottor Sandali ha letto all’attenta platea – si applica a tutti gli agricoltori beneficiari di pagamenti diretti a prescindere dall’importo erogato e con la sola eccezione degli agricoltori che accedono al “regime per i piccoli agricoltori”. “Il documento comune sottoscritto dà forza all’Italia nel negoziato agricolo – hanno concluso i relatori –, toglie ogni alibi a chi nella divisione del mondo agricolo ricerca una giustificazione alle sconfitte negoziali”.

La serata si è chiusa con gli interventi degli imprenditori agricoli, che hanno sottolineato la loro preoccupazione di fronte all’attuale testo della riforma, affidando al dottor Sandali e, per sua vece, all’intera Coldiretti, il non facile compito di agire perché si apportino alla proposta tutte le modifiche necessarie, atte a tutelare un’agricoltura che, come quella italiana, dà risposte in termini di competitività, occupazione, sicurezza alimentare, eccellenza, dando il giusto riconoscimento a “chi l’agricoltura la fa sul serio e ci vive”.

 

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