2 Commenti

Ricorso contro Albertoni: niente sospensiva, a giorni il Tar decide nel merito

Consiglio-di-Amministrazione-Aem-Evidenza

Questione di pochi giorni. Entro una settimana il Tar lombardo, sezione di Brescia, dovrebbe decidere con sentenza breve se Franco Albertoni debba restare o meno alla presidenza di Aem Spa. Il tribunale amministrativo entrerà dunque subito nel merito del ricorso presentato dal leghista Alessandro Carpani, senza passare per una decisione sulla sospensiva cautelare della nomina di Albertoni.

La prima udienza del ricorso si è tenuta questa mattina a Brescia. Presenti i legali delle partiti in causa: gli avvocati Enrico Cistriani ed Edoardo Boccalini per il Comune di Cremona, l’avvocato Alberto Salvadori (del foro di Brescia) per Franco Albertoni e l’avvocato Mirko Brignoli (del foro di Bergamo) per il ricorrente Carpani.

“Il collegio si è limitato a sentire le ragioni delle parti – questo il commento dell’avvocato Brignoli -. Probabilmente deciderà con sentenza breve nei prossimi giorni. Potrebbe quindi non essere necessaria una decisione sulla sospensiva, ma tutto è aperto”.

Nel corso dell’udienza i legali del Comune, tra le altre cose, hanno fatto rilevare che il quarto comma dell’articolo 2 del regolamento comunale – la norma che prevede il limite dei due mandati, alla quale si richiama Carpani per sostenere l’invalidità della nomina di Albertoni – parla di “enti” e non di “società”. La previsione dell’articolo non sarebbe dunque applicabile al caso in questione.

“La cosa non sussiste – ribatte Brignoli -: una società è un ente. Inoltre il regolamento, nel suo complesso, si riferisce esplicitamente tanto agli enti quanto alle società”.

Nessun commento dall’amministrazione comunale: il segretario generale, Pasquale Criscuolo, oggi ha contattato i legali del Comune ma si è riservato di rilasciare eventuali dichiarazioni solo una volta ottenuto il provvedimento del Tar. Per la metà della prossima settimana si dovrebbe dunque conoscere il destino dell’Aem targata Albertoni e, di riflesso, le eventuali ricadute della decisione sul Comune.

 

f.c.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • VENT’ANNI DOPO

    Non mi riferisco al seguito dei “Tre moschettieri”, ma al tempo che serve alla Cassazione per adeguarsi alle novità della vita contemporanea. E non rinfacciatemi che me la prendo sempre con qualcuno, la Cassazione poi obbliga i giudici di merito ad attenersi ai suoi insegnamenti…..
    Dallo studio Cataldi on line, che spedisce ogni settimana le novità giuridiche a chi ne faccia richiesta. Gratis.
    “E’ nulla la sentenza che il giudice estensore ha scritto di proprio pugno se la sua grafia risulta assolutamente incomprensibile. E’ quanto afferma la seconda sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza numero 39327/2011) specificando però che si debba al contrario escludere ogni ipotesi di invalidità qualora la grafia sia soltanto di non agevole lettura ovvero comporti una mera difficoltà di comprensione di alcune parole, atteso che in tali casi la sentenza non può ritenersi priva di uno dei requisiti di validità per essa stabiliti etc etc”
    Le solite impressioni di primo impatto, partendo dall’ovvia: i cittadini sono sempre al servizio di chi ha il potere, per finire al mio ritornello: non pensiate che certi giudici si comportino così solo verso Berlusconi.
    Se la grafia è assolutamente incomprensibile, prima ancora di un problema di diritto ce n’è uno semiologico, filosofico, materiale, fate a scelta: una sentenza dà disposizioni, specie la Cassazione, che insegna la vita, ma quali se illeggibile, di forza espressiva pari alla pagina bianca?
    Due, e qui il titolo dei vent’anni trova immediata spiegazione, il Consiglio superiore della magistratura, sempre in prima fila a difendere la corporazione contro attacchi o supposti tali, non s’è ancora accorto che nella Pubblica Amministrazione perfino i fattorini usano i computer?

    Cremona 17 11 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • IL BEL PAESE E LA CITTA’
    L’autunno fa cadere e foglie , “ma anche” le speranze del cittadino della strada che auspica sempre di poter vivere in un mondo migliore.
    Cadono tuttavia alcune teste ritenute ben piantate sul collo taurino e sorretto dal fisico tarchiato e ben nutrito.
    E si ricomincia a sperare.
    Abbiamo perso il navigatore principale che si riteneva mandato da ”dio” ( il suo) e dal popolo per risolvere i problemi di questo bello ma sfortunato Paese.
    Non è che si è perso per strada !!
    Gli hanno semplicemente indicato la strada migliore per non aggravare la situazione del Paese , ma anche delle sue aziende.
    Era evidente che il navigatore stava seguendo passo passo anche la situazione delle sue proprietà : qualcuno gli deve aver detto che così non potevano reggere.
    Lui ha capito e ha optato per il male minore.
    Ma si è premurato subito , forse ,di richiedere adeguata protezione in caso di “successione” al comando.
    I segnali lanciati , del tipo “ quando ci fa comodo stacchiamo la spina” sono una sommessa minaccia a chi avrebbe osato tentare assalti sconsiderati ai beni personali.
    Non si sa fino a quando il potere ricattatorio potrà avere successo, ma anche questo dipenderà da quello strato di cittadini che hanno pensato e pensano che se c’è Lui possono stare più tranquilli.
    Il vero problema , ora, è che ,tranquilla , non starà più la maggior parte dei cittadini che nel tempo si è vista privare anche dei supporti più elementari per una vita normale.
    Non staranno tranquilli i “giovani “ che, già in passato abbiamo segnalato come insofferenti verso un potere ottuso : loro sono sempre in contatto con i mezzi di comunicazione moderna e non perdonano più nulla a nessuno.
    Ne va della loro vita e del loro futuro che si prospetta non certo roseo,e lo abbiamo già detto tante volte in passato.
    I nostri giovani hanno ben visto cosa succede sulla sponda sud del mediterraneo ed hanno anche notato il coraggio dei loro coetanei, che , quando sono posti di fronte alla realtà delle loro vite, hanno preso decisioni che lasceranno il segno nella Storia di tutti i popoli.
    Ma quello che succede nel mondo e in Italia non può lasciare indifferenti i cittadini più o meno giovani e che subiscono “gli affronti” dei gestori delle realtà locali.

    Nel nostro piccolo anche a Cremona stanno succedendo fatti che non possono non interessare i giovani ed il loro destino di cittadini.
    I motivi sono tanti, ma proviamo ad elencarne alcuni:
    – il problema dell’acqua pubblica subisce gli sberleffi e gli assalti di qualche piccolo ras di provincia : fino a quando ?

    >>>>>>>>>>>>>>>>>
    – personaggi che si ritengono a torto depositari del comune sentire affrontano le decisioni del sindaco Perri e lo portano al giudizio del TAR: ne escono sconfitti , ma noi ora vogliamo sapere chi paga;
    RIPETO : CHI PAGA ??????

    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    – quanto sopra non è l’elogio del sindaco e delle Sue decisioni: decisioni peraltro assunte sotto l’influsso dei sotterranei della politica ( il nominato presidente dell’AEM non è uscito dal cilindro del prestigiatore, pare, ma da accordi con chi ritiene ancora di poter condizionare la vita della città: fino a quando ?);

    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

    – nonostante i deprimenti risultati delle centraline di controllo dell’aria( sforamenti per la 71esima volta ), si insiste nel lasciare invariato l’assetto del traffico in città: le centraline, se pure mal dislocate, hanno da tempo lasciato pochi dubbi sulla origine dello smog, anche quando i riscaldamenti non sono in funzione;
    – il sig.Salini “ torna a pungere Monti” : ma quando ci fornirà il suo curriculum tecnico, politico e “culturale” in modo che noi possiamo fare un confronto , qualora possibile ?
    – il nostro assessore al bilancio ha in mente progetti del tipo “agenzia Trentino Sviluppo” e si domanda quali aziende possono interessare il privato : gli rispondiamo noi , sono quelle che raccolgono soldi sicuri e quindi guadagnano sempre;
    – il vero problema è sempre “chi” amministra queste realtà economiche : quindi è un problema di persone non solo di assetto amministrativo ( altrimenti dicasi : chi sceglie queste persone ? ).
    Per ora fermiamoci qui.