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Il Vescovo in visita ai corsisti della Cattolica del Sacro Cuore

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Quest’oggi il vescovo di Cremona, mons. Lafranconi, ha fatto visita agli oltre 40 partecipanti al corso di formazione all’impegno socio-politico promosso da diocesi di Cremona e Università Cattolica del Sacro Cuore. Il presule è stato accolto, nella sede cremonese dell’ateneo, da Sante Mussetola, responsabile dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e dai docenti universitari Fabio Antoldi e Erminio Trevisi. Mons. Lafranconi, dopo aver salutato i presenti, ha assistito alla tavola rotonda, aperta esclusivamente ai corsisti perché parte integrante dell’itinerario formativo, dedicata al tema del federalismo.

Presenti il presidente della Provincia Massimiliano Salini, il sindaco di Acquanegra Cremonese Luciano Lanfredi e il direttore dell’Ufficio legislativo della Regione Lombardia Enrico Gasparini. Il corso, iniziato il 30 settembre scorso, terminerà alla fine di marzo 2012, dopo 16 lezioni dedicate ai temi caldi della democrazia, del sistema elettorale, del federalismo, delle politiche del lavoro, del ruolo delle imprese e del mercato. Temi tutti letti alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa. Mons. Lafranconi, nel suo intervento, ha sottolineato come sia dovere grave del cristiano dare il proprio apporto alla vita sociale e politica.

Di seguito l’intervento integrale di mons. Lafranconi dinanzi ai corsisti:

“Sono contento di essere qui perché questa iniziativa mi sta molto a cuore. Quando il responsabile dell’ufficio di pastorale sociale, Sante Mussetola, mi ha mostrato l’elenco dei partecipanti, mi ha fatto molto piacere costatare le vostre diverse provenienze, in sostanza da tutta la diocesi, ma soprattutto le motivazioni, belle e valide, che vi hanno spinto alla partecipazione. Siete qui, infatti, con l’aspirazione di cogliere come il Vangelo e poi il complesso della dottrina sociale, che non è altro che il Vangelo sedimentato nella storia della Chiesa, siano davvero ispiratori e propiziatori di un modo diverso di concepire la persona e i rapporti umani oltre che  di pensare la collettività e lo stato. La visione cristiana sull’uomo e la società, che certamente gode dell’apporto alto della rivelazione, costituisce, infatti, un patrimonio preziosissimo e un contributo fondamentale per l’educazione dell’uomo e  per la realizzazione, in maniera autentica, di relazioni significative all’interno di ogni aggregazioni, partendo dalla famiglia e giungendo alle istituzioni più alte dello Stato.

Noi credenti abbiamo l’obbligo grave dinanzi alla società di non tenere nascosto questo prezioso apporto perché tutti ne possano godere. Questo deve essere il nostro obiettivo primo che poi ognuno cercherà di realizzare in base alle proprie possibilità e alle occasioni della vita. Come dico spesso: una volta conosciuto il   messaggio evangelico, il cristiano non può tenerlo solo per se stesso, ma deve porlo a servizio della comunità, in questo caso della vita pubblica e delle varie organizzazioni sociali e civili”.


 

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