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Piercamillo Davigo ospite del Pd a San Vitale: “Test d’integrità contro la corruzione”

davigo

“Per combattere la corruzione non basta più utilizzare strumenti normali, bisogna munirsi anche di strumenti straordinari come il test d’integrità”. E’ quanto ha affermato tra le altre cose Piercamillo Davigo, consigliere della Corte di Cassazione e già magistrato del pool milanese di ‘mani mulite’, venerdì sera in sala San Vitale, in occasione dell’appuntamento conclusivo del ciclo d’incontri di approfondimento contro le infiltrazioni mafiose firmato dal Partito democratico in collaborazione con “Avviso pubblico”.

“La corruzione nella pubblica amministrazione. Quanto costa, come prevenirla, come contrastarla”. Questo il tema trattato da Davigo, introdotto da Titta Magnoli, segretario provinciale del Pd. Il collegamento tra corruzione e crimine organizzato è stato uno degli aspetti su cui più si è concentrato il magistrato, delineando, davanti a un folto pubblico, la diffusione delle organizzazioni mafiose al di fuori dei loro territori d’origine e l’infiltrazione di queste nelle imprese, nella pubblica amministrazione e nella politica. Tipologia d’infiltrazione, quest’ultima, legata ad offerte di pacchetti di voti e alla corruzione. La prima profilassi, fare pulizia all’interno dei partiti: “Le mafie vanno dove c’è sporco”, ha affermato Davigo. Per smascherare la corruzione, è andato avanti il consigliere della Corte di Cassazione, sono essenziali provvedimenti straordinari come il test d’integrità. Il magistrato ha descritto il negativo stupore dei colleghi statunitensi davanti alle procedure adottate in Italia per combattere funzionari e politici corrotti: sorpresa originata dall’onerosità del modello italiano.

Negli Usa viene utilizzato un sistema assai più rapido ed egualmente efficiente: ovvero il test d’integrità, che consiste nel verificare la reazione del soggetto sospetto ad un tentativo di corruzione pilotato, arrestandolo qualora necessario. Il magistrato nel corso della serata ha dunque toccato gli aspetti più importanti in materia di corruzione, fenomeno sconcertante alla luce del livello di penetrazione in tutta la Penisola.

Elena Zagni

 

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Commenti
  • gloria

    brava elenin <3!

  • simone bacchetta

    serata breve (per colpa – indiretta – della nebbia) ma intensa e assai interessante. Per i temi trattati e per la maniera con cui sono stati trattati, da un relatore straordinario e brillante con Davigo. Un ottimo ministro della Giustizia.

  • Deo Fogliazza

    La nebbia mi ha impedito di essere presente. Mi è spiaciuto molto. Avrei voluto approfondire la questione del “test d’integrità”, cosa che mi aveva favorevolmente colpito, avendola sentita dallo stesso Davigo, qualche mese fa, intervistato da Lilli Gruber. Mi ero permesso di riprenderla su facebook ed in qualche altra occasione, ricevendo – da destra e da sinistra – seriosissimi rimbrotti, tra i quali uno spiccava sugli altri: così facendo – mi veniva rimproverato – proponi una sorta di Stato di Polizia…. Mi sto attrezzando per sentire, da oggi, quegli stessi “rimbrottatori”, difendere a spada tratta questa ipotesi di lavoro…… Così va il mondo…..

  • APPOGGIARSI SUL DIAVOLO

    Matteo 3,4: “Io ti darò tutto questo che vedi, se ti metti in ginocchio davanti a me per adorarmi. Ma Gesù disse a lui: vattene via Satana! Perché nella Bibbia è scritto: adora il Signore, il tuo Dio; soltanto a lui rivolgi le tue preghiere. Allora il diavolo si allontanò da lui, e subito alcuni angeli vennero a servire Gesù.”
    Con tutta la sua scienza giuridica, come vedete, il dottor Davigo, il dottor sottile dei tempi di Mani pulite su cui poggia ancora la sua fama, come Di Pietro, non ha inventato proprio nulla, proponendo per l’ennesima volta anche a Cremona, nel silenzio ammiroso dei cittadini, il “test d’integrità”. Che consiste “nel verificare la reazione del soggetto sospetto ad un tentativo di corruzione pilotato, arrestandolo qualora necessario”. Come si pratica negli Usa, civilissimo Paese dalla pena di Morte. E, naturalmente, solo sui politici, bersagli usuali della caccia grossa, non su tutti i soggetti che nella società hanno poteri tali da combinarne d’ogni, che so, Marchionne, giornalisti di peso, o certi giudici. Non vado avanti perché Davigo ha la querela facile con risarcimento forte, che verrebbe decisa dai suoi colleghi, come prevede la Costituzione…. all’incirca, se litigo col mio dentista, decide l’Ordine dei medici. Ma lasciatemi almeno questo, se un giudice di sessant’anni si fa corrompere da B per il Lodo Mondadori, qualche dubbio in generale su certi soggetti della categoria, da verificare col “test d’integrità”, viene spontaneo.
    Sono andato a vedermi su google l’intervista del 2010 con la Gruber, dove spiega il test dell’altra sera: presupposto impressionante, i ruoli sono assegnati, lui e la sua categoria da una parte, gli altri a rubare dall’altra. Non un fremito di dubbio sulla disumanità di una prova (l’occasione fa l’uomo ladro, ogni uomo ha il suo prezzo, recitano i proverbi) che secondo le condizioni può spingere a delinquere uno che magari neanche ci pensava. Proviamo a immaginare l’assessorello squattrinato che abbia bisogno di soldi per curare un figlio….
    Una specie di “giudizio di Dio”, proposto da una categoria che oltre la tecnica non si pone domande fondamentali, chi siamo per ergerci a demiurghi, solo per aver vinto a trent’anni un concorso su conoscenze di legge, e scendendo di nuovo nella tecnica, quale responsabilità abbiamo nel tremendo disastro della Giurisdizione, che riguarda, ahinoi, anche i cittadini onesti.
    Con Mani pulite, i Davigo e i Di Pietro è come avessero vinto cinque scudetti di fila: grazie alla modestia della società italiana possono dire e stabilire ciò che vogliono. In tema di ladri della politica, anche sorvolare di non essersi mai accorti, fino al 1992, nascita improvvisa di Mani pulite, della straripante corruzione diffusa a ogni livello. Spartiacque 1992: sì, prima qualche processetto alla politica, tipo uno famoso del 1984 dove il colpevole ammise in aula, tutti sappiamo/sapete da sempre che funziona così, se la mia faccia non fosse ormai conosciuta, appena esco ricomincio, e tuttavia i demiurghi se ne stettero buoni, non erano i tempi, fino al momento adatto, che non facesse correre pericoli di sorta. Arrivato, in due anni spazzarono un’intera classe politica, dentro anche gli onesti, con incarcerazioni a strascico (suicidi che adesso dimenticano), basate spesso sul “test di integrità” del tempo, che allora si chiamava “corruzione ambientale”: io ti arresto e stai dentro fin che non segnali i tuoi complici, perché se non lo fai vuol dire che appena fuori ricominci.
    Siamo a Cremona, siamo cremonesi, per cui non mi stupisco che l’altra sera a San Vitale nessuno si sia permesso di disturbare l’illustre ospite con domande fastidiose……

    Cremona 20 11 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • sb

    Rispetto al commento precedente, o meglio alla prima parte del commento precedente. Certo: test di integrità non solo per i politici, ma – almeno in prima battuta – è bene partire da lì, pur non essendo quella l’unica categoria che commette reati: imprenditori, magistrati, giornalisti. I governanti sono certo in buona compagnia. Perchè allora cominciare dalla politica? Semplice: perchè i reati vanno perseguiti laddove è maggiore la propensione a commetterli. Laddove sono maggiori serialità (un politico che commette furfanterie tende a continuare all’infinito a commetterle) e diffusività (ruba uno, dopo un mese rubano tutti e i politici perbene sono costretti ad andarsene). Dopodichè, sul paragone con gli Usa: mutueremmo il test di integrità, non certo la pena di morte. Chiaro. E ancora: gli Usa, cattivi maestri rispetto alla pena capitale, dovrebbero essere per noi un faro anche rispetto alla repressione delle ‘devianze finanziarie’, chiamiamole così. Laggiù non si scherza.
    Infine, sul “test di integrità come ex corruzione ambientale” (mi pare di capire che il pensiero sia questo), in parte – secondo me – ha ragione chi mi ha preceduto quando scrive: ti arresto e stai dentro fin che non segnali i tuoi complici, perché se non lo fai vuol dire che appena fuori ricominci. Con una piccola variazione però: ti arresto e stai dentro finchè non sei più pericoloso. E se segnali i complici, non sei più pericoloso. Perchè i tuoi ex sodali non ti si fileranno più. Quindi esci.

  • spartaco

    Cultura giuridica da stato delle banane. Agli studenti di giurisprudenza facciamo leggere Beccaria e parliamo di funzione rieducativa della pena; poi, gli illuminati, arrivano coi test d’integrità e il dolce tintinnar dei ferri. Evoluzione della specie: da Lombroso a l’ombra (del sospetto permanente).

  • VERGOGNARSI DELLA POLITICA DEI PARTITI

    L’ultima è Stefania Bonaldi, che ha dominato le primarie del Pd a Crema: ho ribadito fin dall’inizio che non mi piegherò ai diktat dei partiti. Che Cronaca ingrandisce nel titolo: Libera dai partiti.
    E’ un ritornello ripetuto continuamente da ogni candidato, e qui siamo eguali, di destra e di sinistra, sia un politico di nascita, sia un avventizio che ha colto con salti di gioia l’investitura del partito.
    Invece, come a mio giudizio sarebbe loro dovere, di ribattere al luogo comune che politico/partitico è sporco, si adeguano, negando di essere politici/partitici, perché vengono dalla “gente”, senza vedere l’effetto più evidente, scavarsi la fossa con le loro mani. Non è un caso, è una delle tante prove l’intervento dell’altra sera di Davigo: bisogna mettere sotto la lente d’ingrandimento il politico, perché è il deviato per antonomasia !! che tra un po’ diventerà specie protetta, come il panda o la donna. Per un Procuratore in cerca di prima pagina, sbattere dentro me perché ho violentato la vicina è solo una pratica che dà lavoro, incriminare Malvezzi perché ruba cioccolatini ai bimbi regala pubblicità!
    Quale medico o avvocato dice d’esser ingegnere perché la sua categoria finisce spesso nelle commedie, nei ruoli sbagliati? Il politico deve arrendersi ai luoghi comuni dei Pennadoro domenicali perché fa moda?
    Si ha paura di pronunciare le semplici parole: mi propongo di amministrare il condominio, in nome del mio partito, ma se non vi piaccio scegliete l’altro?

    Cremona 23 11 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info