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Stoppato il blitz di Salini: i sindaci rinviano la decisione sulla privatizzazione dell’acqua

http://www.youtube.com/watch?v=Ag5FHvwgFng

Rinviata a data da destinarsi la decisione sulla proposta di società mista (40% al privato) per la gestione del servizio idrico sul territorio cremonese. Il rinvio è stato deciso dall’assemblea dei sindaci riunita dalle 19 di oggi: al termine di un lungo dibattito, contrariamente alle previsioni, alle 21.15 si è deciso di sospendere tutto e convocare nuovamente l’assemblea. Decisivi, per quella che si può leggere come una sconfitta del presidente Salini e una temporanea, seconda vittoria del ‘popolo dei referendum’, i dubbi del sindaco di Soresina, Giuseppe Monfrini, e del Comune di Cremona, rappresentato dall’assessore Francesco Bordi.

A quanto hanno riferito alcuni sindaci, la partita sembrava chiusa a favore della proposta di Salini (in virtù del numero e del peso elettorale dei sindaci del centrodestra), quando il primo cittadino di Soresina ha rimesso tutto in gioco dicendosi pronto all’astensione. E se i comuni di Cremona e Crema si erano già detti favorevoli alla società mista, dopo la ‘variabile’ Soresina Bordi ha aperto al rinvio dell’assemblea.

La mancata decisione, evidentemente in attesa di approfondire ulteriormente il tema, è stata accolta con un boato dai manifestanti ancora presenti davanti alla sede dell’Avis di via Massarotti, dove si è svolta l’assemblea.

Tra i duecento e i trecento i manifestanti che hanno accolto l’appello alla mobilitazione (sebbene il numero sia sceso considerevolmente con il passare delle ore) e che dalle 18.30 si sono presentati davanti alla sede dell’Avis. Bandiere (compresa una dell’Anpi), slogan e cori: “Acqua pubblica”. La risposta del Comitato Acqua Pubblica, in occasione dell’assemblea dei sindaci di questa sera, c’è stata eccome. Presente anche una delegazione del comitato di Piacenza, così come tanti cittadini accomunati dalla protesta e dalla volontà di far rispettare l’esito dei referendum.

Il sit in davanti alla sede dell’Avis in via Massarotti, dove si è riunita l’assemblea dei sindaci, è cominciato alle 18.30. Imponente lo spiegamento delle forze dell’ordine, con polizia, carabinieri e polizia municipale. Verso le 19 ecco arrivare i primi sindaci del territorio. La protesta non ha mai travalicato i limiti di guardia, anche se a tratti la contestazione si è fatta aspra. In particolare quando si è avuta conferma della decisione di tenere l’assemblea a porte chiuse. Tra i primi a cercare una mediazione, il sindaco di Casalmaggiore, Claudio Silla, uscito tra i manifestanti con la proposta dei vertici dell’Ufficio d’Ambito: massimo una delegazione di cinque e senza possibilità di intervento.

Dure le rimostranze dei manifestati, che hanno seccamente rifiutato. “L’assemblea dell’Ato – ha detto l’ex assessore Celestina Villa – è pubblica per legge”. “Abbiamo il diritto di entrare – ha aggiunto al megafono un esponente del comitato -. Si sta compiendo un atto illegale tenendo fuori la cittadinanza. Domani faremo partire le denunce su questa cosa”.

“Stiamo qua ad assediarli”, ha fatto eco un altro.

All’interno della sala riunioni dell’Avis, più di cento sindaci: un record in fatto di assemblee dell’Ato (l’authority provinciale per l’acqua) e un segnale della delicatezza della partita in gioco.

Chiuse le porte, via all’assemblea e via alle proteste dei cittadini, che ad un certo punto hanno pacificamente occupato la carreggiata rallentando il transito delle auto. Di qui la decisione degli agenti di polizia municipale, che hanno bloccato il transito e deviato le auto dal tratto di via Massarotti che per circa duecento metri fronteggia la sede dell’Avis.

Presenti, tra i manifestanti, alcuni esponenti del centrosinistra, come il segretario del Pd, Titta Magnoli, il capogruppo Maura Ruggeri e il consigliere Annamaria Abbate, poi Giancarlo Schifano dell’Idv, Giorgio Bergonzi (federazione della sinistra), l’ex parlamentare Marco Pezzoni e il verde Juri Brocchieri.

Poco dopo le 21 la decisione del rinvio trapela e gli esponenti del comitato rimasti fino a quell’ora (qualcuno si anche è attrezzato acquistando nei locali della zona vino e pizza) esultano.

Inutile, dunque, l’accelerata impressa dall’Uffcio d’Ambito (emanazione della Provincia) e il blitz concretizzato nell’assemblea a porte chiuse: per il momento, per dirla con i comitati, la “privatizzazione” dell’acqua a Cremona è sospesa.

 

f.c.

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  • ios

    acqua pubblica!

  • Annamaria Menta

    Un piccolo consiglio al sindaco di Bonemerse: provasse a chiedere ai cittadini toscani (utenti, ops!, clienti) un parere sui ‘numeri davvero eccellenti’ della società mista che gestisce il servizio idrico di Arezzo…tanto per avere una diversa versione delle ‘performances aziendali’.

  • giuseppe torchio

    tre sono gli elementi di criticità:

    1) il conferimento del servizio “in house”, preferito da molti alla privatizzazione, perpetua, tuttavia, sulla società partecipata dagli Enti Locali i famigerati effetti del “patto di stabilità” in quanto la “manovra” governativa, pur avendo escluso il settore idrico dalle privatizzazioni, non ha derogato alla norma riferita al “patto di stabilità”. Per intenderci, per esempio, questo tetto impedisce alla Provincia di spendere 40-50 milioni di euro che ha a disposizione, cioè “in pancia” e, allo stesso modo, a tutti gli altri Comuni cremonesi. Quindi il Governo ha provveduto ad emanare una “deroga” formale ma non sostanziale ed il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti per finanziare il “piano degli investimenti per il servizio idrico” è ammesso, ma nei limiti delle capacità mutuatarie degli Enti Locali soci, già del tutto impegnate per i bilanci locali.

    2)Tra la privatizzazione ed il conferimento del servizio “in house” totalmente pubblico ma in questa fase assai poco praticabile per la ridotta bancabilità, esiste la terza via della “società consortile”, non esplorata nè correttamente declinata dal pool di consulenza Sciumè, Guffanti & c. dell’Autorità d’Ambito Idrico, mai spiegata ai Sindaci ed ai Consiglieri Provinciali, ma concretamente operativa, ad esempio, nel Monferrato. Con tale forma societaria, a tuttoggi, non si incorre nei vincoli del “patto di stabilità”, si può accedere al credito della Cassa DD.PP. e del sistema bancario finanziando, in tal modo, il “Piano d’ambito” che prevede gli investimenti per il prossimo ventennio, anche se ridotti allo stretto necessario, garantendo direttamente, attraverso la tariffa introitata e senza il ricorso ai privati.

    3) secondo la legge regionale lombarda i termini per decidere sono molto ristretti e se l’assemblea dei sindaci non si pronuncia a breve sulla forma societaria a cui affidare il servizio idrico, è previsto il subentro del Commissario nella persona del Presidente della Provincia che, a sua discrezione, potrebbe privatizzare. Contro tale legge regionale, tuttavia, il governo Berlusconi ha adito la Corte Costituzionale per superare quanto indicato.

    In sede di audizione dei rappresentanti del Servizio Idrico Integrato, tenuta oggi dalla Commissione Affari Istituzionali e Bilancio della Provincia, non ho mancato, insieme ad altri colleghi di chiedere una corretta e completa prospettazione della proposta della società consortile, anche attraverso il ricorso ad esperti del Comitato Nazionale per l’Acqua Pubblica, come già avvenuto, a suo tempo con il Prof. Lucarelli.

    Cordialità

    Giuseppe Torchio

  • Maria Rosa Zanacchi

    Ho partecipato anch’io martedì sera all’assemblea dei Sindaci, nonostante il rifiuto iniziale, vista la assurda blindatura. Poi, almeno noi Consiglieri Provinciali, siamo stati ammessi. Bravi tutti quei sindaci, che sono intervenuti con grande compattezza, a chiedere che non venissero fatte inutili prove di forza, e che invece si dovessero ricercare percorsi di maggiore condivisione. Dubbi e richieste di un ulteriore approfondimento hanno percorso in modo trasversale gli schieramenti: la posizione del Comune di Cremona è stata di adesione condizionata, quella del Comune di Soresina è stata di dubbiosa astensione.
    La soluzione finale, accolta con un applauso liberatorio, è stata quella del rinvio a dopo Natale della decisione.
    Il popolo dei Comitati ha vissuto questo esito come una vittoria.
    Mi permetto di essere molto cauta rispetto a questi trionfalismi. E’ chiaro che la Giunta Salini ha deciso sulla società mista senza se e senza ma, che i consulenti hanno costruito le loro teorie in funzione di questo mandato, che lo stesso CdA dell’Azienda Speciale Ufficio d’Ambito ha già approvato a maggioranza questa opzione, e che tale opzione viene considerata la migliore anche dalla parte tecnica, autorevole ed influente.
    Questa del rinvio è solo una battuta d’arresto, che può ritorcersi contro chi l’ha determinata se è vero, come è vero che, ai sensi della legge regionale – sub judice sì, ma tuttora vigente – qualora entro il 31 dicembre non si arrivi ad una decisione, l’azienda può essere commissariata. E sapete da chi? Dal presidente della Giunta Provinciale….. Ergo, può rientrare dalla finestra la decisione uscita dalla porta.
    Quindi se si vuole costruire una proposta alternativa, non c’è più tempo da perdere.

    Maria Rosa Zanacchi
    Consigliere Provinciale

  • Annamaria Menta

    Ecco la risposta del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo al sindaco di Bonemerse, inviata per mail al comune il 23 novembre scorso.
    E loro se ne intendono, caro signor sindaco…

    Ogg: Il punto di vista dei cittadini sulla gestione aretina di Nuove Acque SpA

    Gentile Sindaco Luigi Guarnieri,

    Le scriviamo come Comitato Acqua Pubblica di Arezzo. Ci permettiamo di bene informarla su alcuni aspetti che interessano molto direttamente i cittadini della nostra provincia e che pensiamo possano interessare pure i cittadini del comune che Lei amministra.

    La gestione del servizio idrico integrato.

    Alcuni cittadini della provincia di Cremona e facenti parte del Comitato Acqua Pubblica della provincia di Cremona ci hanno segnalato il fatto che lei sta parlando spesse volte della società che gestisce il servizio idrico integrato nella nostra AATO di riferimento. Vedasi per esempio qui: http://www.cremonaoggi.it/?p=33841#more

    Ci permettiamo di farle presente il nostro punto di vista. Nuove Acque SpA è l’esempio del disastro che la privatizzazione del servizio idrico può determinare in un territorio. Quando si parla di disastro naturalmente si fa riferimento ai cittadini, perchè per il soggetto privato la privatizzazione è stata un affarone.
    I dati in sintesi sono i seguenti:
    1) tariffe le più care d’Italia (alcuni rilevamenti ci danno al 1° posto, altri al 2° posto, altri ancora al 3° posto…in ogni caso siamo sul podio)
    2) investimenti fra i più bassi d’italia (fonte relazione al parlamento del Ministero dell’Ambiente)
    3) il peggio è che le tariffe più alte d’Italia non sono nemmeno bastate a finanziare i bassi investimenti; infatti la società è iperindebitata (al 31.12.2010 erano 61,5 milioni di euro di debito verso le banche….perchè – fra l’altro – il socio privato a parte la sottoscrizione del capitale sociale della società non ha portato un euro di finanziamenti);
    4) il soggetto privato, nonostante sia in minoranza in società, ha tutto il potere di ordinaria e straordinaria amministrazione e riscuote circa 1,3 milioni di euro di consulenze (il cosiddetto know how) ogni anno che in realtà sono utili veri e propri.
    5) il discredito nei confronti dei cittadini è così forte che tutte le forze politiche presenti nella provincia di Arezzo (a parte il PD) giudicano fallimentare l’esperienza. Tanto per dare un’idea nelle ultime elezioni provinciali la candidata del centro destra Lucia Tanti aveva nel suo programma elettorale la ripubblicizzazione del servizio idrico.

    Ci siamo limitati a farle un riassunto della nostra situazione. Ma se Lei è interessato ad approfondire l’argomento saremo a sua disposizione per fornirle studi universitari sia italiani che stranieri (questo perchè il nostro modello è studiato anche all’estero proprio come modello da non seguire), relazioni dell’ex Conviri (Ministero dell’Ambiente), approfondimenti di tipo economico, approfondimenti legali, link utili: Vedasi per esempio qui: http://www.youtube.com/user/GniccheArezzo ecc. ecc.
    Basta che chieda e saremo ben lieti di darle tutta la nostra collaborazione.

    Le ricordo inoltre che il TAR Toscana, nella sentenza del 25 agosto 2010 riconosceva al Comitato Acqua Pubblica Arezzo il ruolo di “portatore, in modo continuativo, di interessi diffusi radicati nel territorio e, con esso, la legittimazione ad agire in giudizio a tutela di quegli interessi.”

    Certi di aver fatto cosa gradita sia a Lei che ai suoi concittadini la salutiamo cordialmente.

    Comitato Acqua Pubblica Arezzo