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Vicenda Simest, Coldiretti ai sindaci: «Approvate la delibera salva made in Italy»

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Organizzato da un gruppo di Sindaci del territorio cremonese, si è svolto nella serata di mercoledì 23 novembre a Vescovato un incontro tra gli amministratori locali e il Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli, al quale sono stati invitati gli agricoltori del paese. All’appuntamento erano presenti i “primi cittadini” Giuseppe Superti di Vescovato, Raffaele Leni di Cappella de’ Picenardi, Massimo Suardi di Derovere, Piera Lupi di Volongo, Davide Viola di Gadesco Pieve Delmona, Pierino Agnelli di Scandolara Ripa d’Oglio, oltre a rappresentanti delle Amministrazioni Comunali di Ostiano e Malagnino.

Il Direttore di Coldiretti Cremona ha aperto l’incontro ricordando i numeri, le peculiarità e le eccellenze della nostra agricoltura. Un settore che vanta un patrimonio zootecnico da primato (bastino i dati relativi ai bovini, circa 300mila capi fra cui oltre 150mila vacche da latte, ai suini, oltre 1 milione, e agli avicoli, con 2 milioni e mezzo di capi), coltivazioni con rese imponenti (gli ettari coltivati in provincia sono 132mila, con il mais principale coltura, con una produzione annua di oltre 6 milioni di quintali per granella e oltre 15 milioni di quintali per il ‘ceroso’, e con un pomodoro da industria che si avvicina al milione  e mezzo di quintali di produzione annua), con DOP d’eccellenza (“I nostri suini diventano prosciutti dop, il nostro latte diventa Grana Padano”).

Il Direttore della Coldiretti non ha taciuto le difficoltà (“La crisi ha colpito duramente le imprese agricole – ha detto –. In Lombardia nel corso di un solo anno si sono perse 868 aziende agricole), ha evidenziato i segnali di ripresa, ha denunciato alcune forti criticità (dal continuo consumo di suolo agricolo, con la Lombardia scesa sotto la soglia del milione di ettari di territorio agricolo disponibile, alla necessità di avere regole chiare in materia di bioenergia).

Di fronte al proliferare dei grandi impianti a biogas nella nostra provincia, per prima Coldiretti Cremona ha portato all’attenzione degli amministratori del territorio (e delle intere comunità) il tema della corretta impostazione dello sviluppo delle agro-energie. “Il problema non sono gli impianti a biogas o i fotovoltaici in quanto tali – ha ribadito ieri sera Solfanelli –, ma i maxi interventi che al posto di essere integrati nell’attività agricola diventano installazioni industriali che si mangiano suolo e produzione di cibo. Perciò Coldiretti Cremona ha denunciato il massiccio proliferare di impianti a biogas che utilizzano alimenti nobili, così come dei grandi parchi fotovoltaici a terra”.

Tra i temi toccati, vi è stato anche quello relativo al futuro della Pac, con l’illustrazione dell’azione messa in campo da Coldiretti che, a fronte di una proposta della Comunità Europea giudicata fortemente penalizzante per l’agricoltura italiana, sta operando per ottenere un cambio di rotta, ponendo come primo requisito il fatto che le risorse vadano agli agricoltori professionali, quelli che lavorano e vivono di agricoltura.

L’intervento del Direttore Solfanelli si è chiuso chiedendo a tutti i Sindaci presenti pieno appoggio all’azione di Coldiretti nella ‘vicenda Simest’. Nei giorni scorsi tutti i Comuni della provincia di Cremona hanno ricevuto una proposta di ordine del giorno. “Siamo a denunciare, purtroppo, una nuova vicenda di utilizzo improprio di risorse pubbliche da parte della “Società italiana per le imprese all’Estero Simest S.p.a”,  finanziaria controllata dal Ministero dello sviluppo economico – ha riepilogato il Direttore Solfanelli –. Il nostro Presidente Sergio Marini, intervenendo in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera in data 8 novembre, ha denunciato l’operato della Simest, che ha finanziato Parmacotto e Lactitialia impegnati in discutibili operazioni di investimento negli Stati Uniti e in Romania. Siamo di fronte ad una situazione in cui il Ministero dello Sviluppo, attraverso questa società, sta finanziando imprese italiane per produrre e commercializzare all’estero prodotti che di italiano hanno solo il nome. Prodotti che nascono all’estero, con materia prima e manodopera estere”.

Coldiretti è  pronta a scendere in piazza per difendere l’autentico Made in Italy. “E’ essenziale che le Istituzioni locali partecipino alla nostra mobilitazione – ha concluso il Direttore di Coldiretti Cremona –. Per questo abbiamo proposto alle Amministrazioni Comunali di inserire nell’ordine del giorno della prima Giunta o del primo Consiglio Comunale utile un punto relativo alla discussione e alla condivisione di questa vitale azione a tutela del vero Made in Italy”.

Da parte dei Sindaci sono giunte parole di apprezzamento per la battaglia di Coldiretti, insieme all’impegno a portare nei Consigli Comunali le ragioni dell’azione intrapresa su tutto il territorio nazionale dall’Organizzazione degli agricoltori.

Una prima Amministrazione Comunale ha già deliberato sulla vicenda Simest: il Consiglio Comunale di Cappella de’ Picenardi, lo scorso 21 novembre, ha approvato una delibera che dà pieno supporto all’azione di Coldiretti ed espressamente chiede al Governo di “impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell’autentico Made in Italy”.

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