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Immagini pedopornografiche nel pc Il 29enne condannato: «Scaricate solo per velocizzare un programma»

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Un 29enne della provincia di Cremona è stato condannato ad un anno, sei mesi e 6.000 euro di multa, pena sospesa, per aver distribuito, divulgato o diffuso materiale pedopornografico. “Sono stato stupido”, ha detto Alberto, che ha precisato di aver scaricato immagini pedopornografiche con il solo intento di velocizzare “eMule”, un programma informatico utilizzato per scaricare qualsiasi tipo di contenuto via Internet. “Con queste immagini rare”, ha spiegato il giovane, che di professione fa l’installatore di impianti telefonici e nel tempo libero il volontario in Croce Rossa, “potevo guadagnare punti in più e scaricare con più facilità”. L’imputato ha però negato di averle divulgate o  inviate ad altre persone. L’ultimo accesso al computer di Alberto risale al 16 settembre del 2007. Lo ha riferito in udienza il consulente incaricato dal pm Fabio Saponara di analizzare il pc del 29enne, dalla cui abitazione gli agenti della polizia postale, su delega della procura di Roma, dove era partita l’indagine, avevano sequestrato materiale informatico. L’esperto ha parlato di un “enorme quantitativo di foto pedopornografiche, fotografie violente: i bambini avranno avuto non più di tre, quattro anni”. Per l’imputato, il pm aveva chiesto una pena di tre anni di reclusione e 15.000 euro di multa.

 

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