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Tangenti per Cappella Cantone Intercettato Locatelli: «Per la discarica nessun problema, Nicoli è un grande»

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– Nella foto, Nicoli Cristiani e Locatelli

 

La parte di inchiesta bresciana sulla corruzione per l’autorizzazione alla discarica di amianto a Cappella Cantone, che vede indagati il vicepresidente del consiglio regionale lombardi Franco Nicoli Cristiani, il dirigente regionale Arpa Giuseppe Rotondaro, l’imprenditore Pierluca Locatelli e la moglie Orietta Pace Rocca (primi tre in carcere, ai domiciliari la donna) finisce per competenza territoriale a Milano. Fascicolo nelle mani del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, che si occuperà del malaffare attorno all’ex cava della provincia cremonese.

Intanto filtrano ulteriori intercettazioni raccolte nel corso dell’indagine. Ne compare una in cui Locatelli conversa con una persona e definisce Nicoli Cristiani «grandissimo uomo politico»; scrive il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza: «Lo scorso marzo gli aveva detto che le autorizzazioni per la discarica di Cappella Cantone gli sarebbero arrivate a settembre e così è stato». E’ il 14 ottobre di quest’anno, prima un incontro con Nicoli Cristiani, poi commenti in auto (registrati grazie a una “cimice”) per Locatelli: «Sì, sì … te, ricordati sempre che i bresciani sono larghi di bocca e stretti di mano ne». Risponde così B.: «Certo … però si vede che sono gente concreta». Locatelli: «sui…». B.: «Anche Nicoli». Locatelli: «Nicoli è un grandissimo uomo». B.: «a differenza di altri politici sì». Locatelli: «Nicoli è quello che ma, ma, a marzo…». B.: «mi sembra molto concreto, molto». Locatelli: «È quello che a marzo mi ha detto: a te, l’Aia arriva a settembre… gli ho detto no. Dio mi serve per maggio altrimenti le banche eh… Impossibile, proverò a vedere di farti fare qualcosa ma… non posso …». B.: «I miei contatti diretti con…». Locatelli:  «Lui non è più assessore eh… li ha tutti sotto, li ha fatti crescere tutti lui».

Oggi davanti al gip Cesare Bonamartini, per l’interrogatorio di garanzia, è arrivato Rotondaro, che avrebbe preso la mazzetta da 100mila euro da Locatelli per poi consegnarla a Nicoli Cristiani il 26 settembre, giorno dell’annuncio del rilascio dell’autorizzazione per la discarica (intascando poi 10mila euro da Locatelli qualche giorno dopo). Dopo di lui, il turno di Nicoli Cristiani.

ALLONI (PD): «GRAVE E INQUIETANTE RUOLO DI ROTONDARO. IL PRESIDENTE DI ARPA RIFERISCA IN COMMISSIONE»

«Il presidente di Arpa Enzo Lucchini, ex consigliere e vicepresidente del Consiglio regionale, appartenente al Pdl, venga urgentemente a riferire in VI Commissione Ambiente in merito agli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Brescia che ha portato all’arresto, tra gli altri, del coordinatore di Arpa Lombardia, Giuseppe Rotondaro». Lo chiedono i consiglieri regionali del Pd, membri della Commissione, con in testa Agostino Alloni, che ha sollecitato la richiesta e, pur non essendo commissario della VI, sarà presente all’audizione.

«L’arresto di Nicoli Cristiani, già assessore all’Ambiente e poi al Commercio nella Giunta Formigoni e attuale vicepresidente del Consiglio regionale, è un fatto grave su cui Formigoni e il Pdl non possono minimizzare o banalizzare – ribadisce Alloni il giorno dopo i clamorosi arresti –. Così come è altrettanto grave il coinvolgimento e l’arresto del coordinatore dell’agenzia regionale che effettua i controlli ambientali in Lombardia a garanzia della salute dei cittadini. Un’agenzia che negli anni è stata resa sempre meno autonoma da Formigoni. Le ipotesi investigative e le intercettazioni pubblicate dai giornali in merito alle autorizzazioni sulla cava di Cappella Cantone sono inquietanti e di estrema gravità. Per questo – conclude il consigliere Pd – chiediamo a Lucchini di venire al più a presto a spiegarci quali sono oggi le garanzie che i controlli effettuati da Arpa siano al di sopra di ogni sospetto».

 

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