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Tangenti e traffico di rifiuti, scorie nel sottofondo stradale: così venivano elusi i controlli

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– Nella foto tratta dal video dei carabinieri di Brescia, l’Arma durante le perquisizioni e i sequestri

 

Un mucchio di rifiuti regolari sempre pronto in caso di controlli. Questa, stando ai risultati dell’indagine bresciana su tangenti e traffico di rifiuti che ha coinvolto il progetto di discarica di amianto a Cappella Cantone e cantieri dell’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, la modalità utilizzata per superare eventuali verifiche e riuscire a spedire scorie industriali non trattate (scoperta tra le altre cose la presenza di Cromo) nel sottofondo stradale della Brebemi. Rifiuti che arrivavano nell’impianto di trattamento in località Biancinella, a Calcinate (Bergamo), ma uscivano senza aver subìto alcuna modifica (veniva cambiata solo la bolla di accompagnamento) e approdavano poi nei cantieri della Brescia-Bergamo-Milano (a Cassano d’Adda, in provincia di Milano, e a Fara Olivana con Sola, in provincia di Bergamo).

«O prendiamo il mucchio dietro il numero quattro e lo buttiamo lì davanti… ma mi girano i c… a continuare a spostare questo materiale». Frase, questa, intercettata all’imprenditore Locatelli in una conversazione con il 43enne Walter Rocca, responsabile dell’impianto finito ai domiciliari per traffico illecito di rifiuti (accusa di cui deve rispondere, assieme a quella di corruzione aggravata, anche Pierluca Locatelli, ora in carcere).

Locatelli è stato intercettato anche durante un colloquio con il 44enne Andrea David Oldrati, responsabile della società di consulenza ambientale Terraverde srl, in carcere per il traffico illecito. Così Locatelli a Oldrati: «… non sa che quella roba lì non è legale, è tirata per i capelli. Sono miscele di marmo resine, mischiate col… con l’inerte. Ma va bene».

Mentre scattavano arresti e perquisizioni i carabinieri sono andati a caccia di documenti in diverse province. Materiale relativo alla discarica di amianto a Cappella Cantone è stato preso all’Arpa di Cremona. E militari si sono attivati anche a Bergamo, negli uffici provinciali del settore ambiente, uscendo con documentazione riguardante l’impianto di Calcinate e la Brebemi.

Intanto si attende l’interrogatorio di garanzia del vicepresidente del consiglio regionale lombardo Franco Nicoli Cristiani (Pdl), da ieri in carcere e oggi davanti al giudice per le indagini preliminari.

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Commenti
  • loreza

    anche sotto il centro sportivo arvedi ci sono scorie di fonderia….
    come sono stati fatti i campioni?

  • angela

    Si spiega xche’ godiamo di certi primati in campo oncologico dei quali sinceramente faremmo a meno…e continuiamo a mantenere enti inutili a sorvegliare affinche’dette cose non succedano?Mandiamoli a casa e subito.