Un commento

Rotondaro (Arpa) in carcere a Cremona racconta ai magistrati i dettagli delle mazzette per la discarica di amianto

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– Nella foto tratta dal video dei carabinieri di Brescia, l’incontro per la consegna dei 100mila euro tra Locatelli e il dirigente Arpa Rotondaro

 

Si trova nel carcere di Cremona uno degli arrestati nell’inchiesta sulla corruzione per l’autorizzazione alla discarica di amianto a Cappella Cantone. Si tratta del funzionario dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente Giuseppe Rotondaro. Rotondaro, coordinatore delle funzioni di staff della direzione generale di Arpa Lombardia, è accusato di aver preso una mazzetta da 10mila euro dall’imprenditore Pierluca Locatelli (nell’interrogatorio di garanzia ha parlato di denaro dovuto per una consulenza) e di aver fatto da ‘postino’ consegnando il pacco contenente la bustarella da 100mila euro – ricevuto da Locatelli – al vicepresidente del consiglio regionale lombardo Franco Nicoli Cristoni (sempre davanti al giudice per le indagini preliminari di Brescia pare aver detto di non essere stato consapevole del denaro contenuto nella scatola). Non sono però le uniche cose che avrebbe detto fino a questo momento dal giorno dell’arresto. Nel carcere cremonese di Cà del Ferro l’uomo dell’Arpa sembra aver raccontato molto altro agli inquirenti. Dettagli, nuovi nomi e nuovi spunti investigativi sarebbero stati forniti a chi si sta occupando della vicenda che ha spedito dietro le sbarre anche Locatelli e Nicoli Cristiani (ai domiciliari, invece, la moglie dell’imprenditore; in cella per traffico illecito di rifiuti il consulente Andrea David Oldrati e ai domiciliari con la stessa accusa altre cinque persone). Tutti tenuti rigorosamente separate in fase di detenzione. A Cremona una ‘gola profonda’ che allarga gli scenari del caso.

Dopo gli arresti, e mentre si susseguono novità legate alle carte dell’inchiesta, l’attenzione dei media nazionali rimane alta sulla bufera scoppiata attorno al progetto della discarica di amianto a Cappella Cantone. ‘Servizio pubblico’, il nuovo programma di Michele Santoro in onda sul web, su Sky e su numerose tv regionali, e ‘Presa diretta’, la trasmissione Rai di Riccardo Iacona, si stanno occupando della vicenda. Riprese sono state effettuate a Cappella Cantone e a Brescia, dove sono state condotte le indagini che hanno fatto scattare le manette e scoppiare lo scandalo tangenti. Giuseppe Torchio, ex presidente della Provincia di Cremona e attualmente consigliere provinciale, sarà invece ospite de ‘L’ultima parola’, talk-show di Rai2 condotto dal giornalista Gianluigi Paragone, la settimana prossima, per parlare di Cappella Cantone.

Nel frattempo si susseguono novità legate alle carte dell’inchiesta, tra nomi di politici che spuntano (leggi l’articolo) e relative parole di difesa (leggi l’articolo).

 

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Commenti
  • I CAMALEONTI

    Prevedibile esultanza degli oppositori alla discarica di Cappella Cantone: “l’avevamo detto” e la magistratura sta confermando. Gli ultimi vent’anni di cronaca giudiziaria/politica dovrebbero render cauti, un mare di fuori d’un soffio e pochi gol. “L’avevamo detto” poi, fossero onesti, era il solito principio che la discarica, anche di petali di rosa, è adatta a casa degli altri, mai nella propria. Se invece avessero saputo ciò che oggi è ancora da accertare, perché non portarono il “l’avevamo detto” alle Procure competenti invece di limitarlo ai comizi elettorali?

    Cremona 07 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info