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Delibere salva “Made in Italy” Ordini del giorno di Coldiretti pronti nei consigli comunali

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Una richiesta ai “parlamentini” locali di approvare un ordine del giorno a tutela del vero agroalimentare italiano. A farla, in tutto il paese e quindi anche a Cremona, è la Coldiretti. Una serie di incontri hanno preso avvio sul territorio, per illustrare al meglio la proposta: dalla serata con un gruppo di Sindaci cremonesi, svoltasi a Vescovato, agli appuntamenti con i rappresentanti del tessuto economico e sociale (tra gli incontri già avvenuti c’è quello con il Presidente della Camera di Commercio). E le “delibere salva made in Italy” dei consigli municipali stanno già arrivando: i primi a partire sono stati i Comuni di Cappella de’ Picenardi (delibera approvata il 21 novembre), Gadesco Pieve Delmona (il 28 novembre), Persico Dosimo (il 29 novembre), mentre molte altre Amministrazioni del territorio si apprestano a porre la discussione all’ordine del giorno, per esprimere pieno supporto all’azione di Coldiretti e chiedere espressamente al Governo di “impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell’autentico Made in Italy”.
La mobilitazione vuole porre fine alla “vicenda Simest”, «un evidente caso – scrive la Coldiretti -, denunciato dalla prima Organizzazione degli agricoltori, di utilizzo improprio di risorse pubbliche, destinate non alla promozione del made in Italy autentico, bensì alla  produzione e distribuzione di prodotti alimentari nati all’estero, presentati come italiani, ma che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo del Paese. Assistiamo, purtroppo, all’intensificarsi dei rischi di contraffazione e concorrenza sleale verso i prodotti nazionali. Siamo di fronte ad una nuova vicenda di utilizzo improprio di risorse pubbliche da parte della “Società italiana per le imprese all’Estero Simest s.p.a.”, società finanziaria controllata dal Ministero dello sviluppo economico. Non può essere taciuto che il sostegno di Simest si indirizza ad investimenti in attività di delocalizzazione che oltre a costituire occasioni di concorrenza sleale ai prodotti italiani sottraggono colpevolmente opportunità di lavoro ed occupazione al sistema Italia».

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