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Cappella Cantone, Arpa: attività ineccepibili Pd: togliere ok a discarica

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Ha confermato l’apertura di un’inchiesta interna all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e ha definito “formalmente ineccepibili” le attività svolte dall’Arpa stessa su Cappella Cantone. Enzo Lucchini, presidente di Arpa Lombardia, ha parlato oggi davanti alla Commissione consiliare Ambiente della Regione, dopo le richieste del Pd e dopo quanto emerso dalle indagini di Brescia relative a tangenti per la discarica di amianto in provincia di Cremona e a traffici illeciti di rifiuti con scorie non trattate finite nel fondo stradale dell’autostrada in costruzione Brescia-Bergamo-Milano. Comunque sospeso temporaneamente Giuseppe Rotondaro, il funzionario Arpa arrestato e accusato di aver preso una mazzetta da 10mila euro e di aver fatto da tramite per la consegna della bustarella da 100mila euro al dimissionario vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani (intanto trasferito nel carcere milanese di San Vittore, dopo il passaggio da Brescia a Milano dell’inchiesta sulla corruzione). Rotondaro, ha detto Lucchini, “è stato distaccato in Arpa il primo gennaio del 2008 dall’allora direzione generale Ambiente di Regione Lombardia e non aveva alcun incarico formale nel procedimento di Cappella Cantone”. Per Rotondaro incarichi ufficiali “di comunicazione, sensibilizzazione ed educazione ambientale, relazioni esterne e internazionali e non su attività svolte sul campo”. E’ solo dalle carte dell’inchiesta, secondo Lucchini, che emerge il quadro secondo cui “Rotondaro si sarebbe adoperato per favorire la concessione dell’autorizzazione integrata ambientale” per la discarica di amianto.

Quanto alla Brebemi, Lucchini ha invece spiegato che l’Arpa non ha titolo di verifica del materiale di costruzione: la responsabilità del controllo è del costruttore che paga il materiale e del direttore dei lavori. L’Arpa, è andato avanti Lucchini, interviene come soggetto dell’Osservatorio ambientale per garantire la compatibilità ambientale della realizzazione. Dopo una segnalazione sul materiale arrivata dal Comune di Treviglio a metà agosto, ha proseguito Lucchini, l’Arpa si è comunque attivata e un mese dopo ha effettuato dei prelievi. I risultati saranno consegnati nelle prossime ore al Consiglio regionale. Da Lucchini l’ammissione di un ritardo di 23 giorni sui 60 previsti come limite da parte del laboratorio bergamasco.

Con Lucchini anche il direttore generale di Arpa Umberto Benezzoli, che ha parlato di una nuova tipologia di controlli straordinari programmati sui materiali dei grandi cantieri nel 2012, e il coordinatore dei dipartimenti Giuseppe Sgorbati, il quale ha affermato che “non ci sono per il momento addebiti a nostri funzionari che hanno avuti un ruolo attivo”. Benezzoli ha inoltre anticipato che dai test dell’eluato i risultati sono stati inferiori ai limiti di legge.

Alloni

 

IL CONSIGLIERE REGIONALE ALLONI (PD): ARPA CONFERMA I NOSTRI DUBBI. LA REGIONE REVOCHI SUBITO L’AUTORIZZAZIONE

Queste le parole del consigliere regionale del Pd Agostino Alloni dopo l’intervento di Lucchini in commissione: “Lucchini ci ha confermato quello che è stato detto fino a ora, e cioè che il percorso seguito nel rilascio delle autorizzazioni è corretto, che il funzionario Rotondaro non c’entrava con i processi relativi a Cappella Cantone o i cantieri Brebemi. Insomma, fin qui nulla di nuovo. Inoltre, alla nostra richiesta specifica è stato risposto che Arpa ha avviato un’indagine amministrativa interna, come avevamo chiesto noi del Pd, per verificare l’eventuale non rispetto delle norme e delle regole o un percorso amministrativo non corretto”.

Il consigliere Alloni e il Pd hanno chiesto anche a Lucchini di condividere, compatibilmente con il percorso della magistratura, “la verifica dei dati piezometrici di misurazione effettuati da Arpa, che ha stabilito un franco falda superiore ai 2 metri, nel corso del 2011. Un dato però diverso da quello dell’anno precedente che aveva indotto i dirigenti della Regione a bocciare il progetto”. Secondo Alloni, infatti, “esce rafforzata l’ipotesi che, comunque, andranno effettuati nuovi controlli di merito, al di là delle indagini della magistratura. In ogni caso noi chiediamo ancora una volta e con forza all’assessore regionale al Territorio Belotti che venga il prossimo 22 dicembre, in Consiglio regionale, a comunicare ufficialmente e una volta per tutte la revoca del provvedimento di autorizzazione ad aprire una discarica di amianto nell’ex cava di Cappella Cantone, come forma di autotutela della Regione”.

L’ASSESSORE REGIONALE BELOTTI (LEGA): SE QUALCUNO FA IL FURBO PRECLUSA LA CREDIBILITA’ DI TUTTI

Anche l’assessore regionale al Territorio Daniele Belotti è tornato oggi sulle indagini bresciane a margine dell’iniziativa sui comuni ‘ricicloni’: “C’è grande amarezza nel mio assessorato per quanto accaduto nei giorni scorsi, anzi, se mi passate il termine, ‘un vorticoso giramento di palle. Anche perché chi ha messo la faccia sulla discarica di Cappella Cantone è il sottoscritto. Se qualcuno fa il furbo però viene preclusa la credibilità di tutti, e si crea un clima di sospetto che non aiuta nessuno”.

 

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