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Servizio idrico, l’appello di Acli e Sel all’Ufficio d’Ambito: rispettare la volontà dei sindaci

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In vista della riunione di oggi dell’Ufficio d’Ambito, ecco due appelli ai membri del Cda che dovranno decidere se revocare la proposta di società mista come chiesto dai sindaci.

ACLI CREMONA – Ai componenti dell’Ufficio d’Ambito
Le Acli cremonesi Vi rivolgono un fortissimo richiamo alla necessità di rispettare pienamente la votazione di 102 su 103 sindaci (e loro rappresentanti) riuniti nella Conferenza dei Comuni del 12 dicembre u.s.: ci uniamo per tanto alla richiesta di revocare il Piano d’Ambito che avete proposto.
Ciò ha tanto più valore ed è tanto più importante in quanto quel Piano d’Ambito si scontra evidentemente col volere espresso dai cittadini con i referendum di giugno.
Riteniamo che la revoca del Piano d’Ambito sia in questo frangente l’unico atto che rifletta la   decisione dei sindaci e prima ancora dei cittadini da essi rappresentati.

 

SEL – Oggi alle 18 si riunirà il CDA dell’Ufficio d’Ambito per dar corso alle precise indicazioni espresse all’unanimità (103 sindaci su 104) dalla Conferenza dei Sindaci nell’assemblea di Lunedì 12 dicembre di ritirare il piano d’ambito che prevede la privatizzazione del servizio idrico.
La bocciatura dei Sindaci dimostra chiaramente che nella faccenda acqua non vi è stata alcuna condivisione con i soggetti interessati cioè i Comuni, che dovrebbero conferire le proprie reti di distribuzione al nuovo soggetto gestore e i cittadini fruitori del servizio.
Condivisione che non vi sarà mai, posto che con la Legge Regionale , che ha spogliato i Sindaci di ogni potere di iniziativa sul piano di gestione, si sta compiendo di fatto un vero “esproprio al contrario” per realizzare l’obiettivo, incostituzionale, di far prevalere l’interesse privato su quello pubblico.
I Sindaci però hanno compreso l’inganno e non ci stanno. Il rinvio del voto, concesso Lunedì 12 al solo fine evitare la sonora bocciatura del piano di privatizzazione, è stato un atto di fair-play, un gentelmen agreement per consentire al CDA dell’Ufficio d’ambito la ritirata e non incassare la sfiducia dei Sindaci.
Alcuni però temono che l’acqua sia già stata venduta ai privati i quali attendono solo l’atto formale.
Di fatto, a distanza di soli due giorni, sembrano quasi certe le intenzioni del CDA di aggirare con qualche escamotage il mandato dei Sindaci confermando il piano informalmente già “bocciato” lo scorso Lunedì ovvero presentandone uno nuovo “ritoccato” solo formalmente. Speriamo solo che ciò non si traduca in realtà e  che oggi 14 dicembre il CDA dell’Ufficio d’Ambito rispetti pienamente l’unanime volontà dei Sindaci e gli accordi del 12 dicembre  che hanno dato un chiaro mandato per  la revoca della proposta di piano d’ambito dell’AATO Cremona.
Ciò ha tanto più valore ed è tanto più importante in quanto in tale occasione per la prima volta tutti i Sindaci della provincia si sono espressi abbracciando concretamente il volere  espresso dai cittadini con i referendum di giugno. Qualunque scelta, proposta e comportamento differente dalla revoca del piano sarebbe inaccettabile, irrispettoso della dignità e della libera volontà dei Sindaci e prima ancora dei cittadini da essi rappresentati.
Se ciò accadrà il il 16 dicembre non potrà più esserci fair-play e i Sindaci presenteranno il conto.

Lapo Pasquetti
Sinistra Ecologia Libertà – Cremona

 

 

 

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