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Cda Ato convocato per il 27: in vista nuovo colpo di mano sull’acqua? Intanto il Pd incalza il sindaco Perri

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La voce circola da metà pomeriggio, ma in serata ecco la conferma tra le righe di un intervento del consigliere Giuseppe Torcgio. Sulla gestione del servizio idrico sembrerebbe in atto un nuovo colpo di mano da parte dell’Ato. Il Consiglio di amministrazione dell’authority dell’acqua è infatti convocato per mercoledì 27. Una data anomala e a brevissima distanza dall’ultima conferenza dei sindaci e dal pronunciamento del Consiglio provinciale a favore della gestione pubblica dell’acqua. A fronte di questi elementi, si dava per scontata una nuova convocazione tanto del Cda Ato quanto dei sindaci dopo le feste. Ora questa improvvisa accelerata. A quale scopo? Il Cda ha alcuni punti ‘tecnici’ da sbrigare entro l’anno, questo è confermato. Ma l’aggiunta a quei punti di un oggetto riguardante la formulazione di una nuova proposta per la gestione del servizio idrico non è da escludere.
Non lo esclude, di certo, Torchio, che in serata dichiara: “I segnali e le decisioni dei sindaci e del consiglio provinciale vanno accolti con intelligenza e senso di apertura. Chi volesse procedere a testa bassa, magari già da venerdì 27 con il Comitato d’Ambito già convocato mentre non si è ancora deglutito il pranzo di Natale, senza ascoltare queste decisioni rischia la revoca degli organi dell’Autorità d’Ambito peraltro già richiesta a gran voce dall’assemblea dei sindaci e se non si cambierà registro la mia lista è pronta a presentare una mozione di censura con richiesta di revoca del Cda da parte del Consiglio Provinciale”.
“Penso che anche la Lega Nord, quale forza di governo decisiva a livello provinciale, sia pronta a sostenere tale necessità di chiarezza – aggiunge l’ex presidente -. Una pedissequa lettura delle competenze in capo all’autorità d’ambito, a sua volta designata dalla Provincia, ed una reiterazione dei gravi errori contenuti nel piano a suo tempo approvato,  è in piena dissonanza con i sindaci e totalmente fuorviante ed elemento di frizione che porta a contrapposizioni insostenibili dal nostro tessuto locale che mal sopporterebbe il protrarsi delle provocazioni”.
“Oggi – incalza Torchio – la società mista è stata messa in soffitta e deve essere costruita la nuova opzione della società pubblica “in house” con un nuovo piano d’ambito, la fusione delle “sette sorelle” in un’unica società e la cessione alla medesima del necessario capitale sociale. Questo percorso era già stato definito nel 2008 con la pesatura delle varie aziende secondo lo studio del dott. D’Apolito che riconosceva un incremento di quote in favore di Padania Acque ed a scapito di Aem ed Scrp per un doveroso confronto con i rispettivi dati di bilancio. È molto preoccupante al riguardo la dichiarazione del presidente Salini circa la mancata legittimità nell’operazione di trasferimento della rete fognaria e depurativa del Capoluogo ad Aem che avrebbe generato una perdita di 40 milioni di euro. Mi sembra che tale affermazione sia al limite della irresponsabilità e debba essere prontamente smentita da quanti ne possono ricevere danno”.
“Per quanto riguarda l’impegno delle tre maggiori città della provincia a realizzare una proposta ed un percorso comune – conclude -, mi sembra una cosa molto positiva ed opportuna mentre anch’io personalmente da mesi sto assumendo informazioni presso la Cassa Depositi e Prestiti e presso il sistema bancario per poter verificare concretamente la finanziabilità del Piano senza la pesante ipoteca dei privati che, giustamente, non portano capitali ed investimenti senza averne un forte rientro ed adeguate contropartite”.

 

Nel pomeriggio, invece, tante le reazioni al voto di ieri in Consiglio provinciale. Alla luce del chiaro indirizzo del consiglio sulla gestione del servizio idrico, domanda ad esempio il Pd in Comune, come intende comportarsi il sindaco Oreste Perri? Il Pd è intervenuto oggi tramite il capogruppo Maura Ruggeri sull’approvazione dell’ordine del giorno della Lega, ieri in Provincia.

“Il Consiglio Provinciale del 21 dicembre – dice Ruggeri – ha visto l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che rimette pienamente in gioco l’opzione della gestione pubblica ed in house del ciclo idrico, opzione che la  maggioranza aveva invece bocciato in Consiglio Comunale. Nell’ordine del giorno viene inoltre richiamato il valore politico ed istituzionale della Conferenza dei sindaci del  12 dicembre: quella che proponeva di ritirare il piano d’ambito contenente il modello gestionale della società mista”.
“Che faranno ora il sindaco Perri e la sua maggioranza in Consiglio Comunale che si erano prontamente  allineati sulle posizioni del presidente Salini, posizioni successivamente sconfessate dal voto unanime dello stesso Consiglio Provinciale? – domanda l’esponente dell’opposizione -. Con una interrogazione (depositata oggi; ndr) il Pd chiede al Sindaco  di  prendere atto dei nuovi indirizzi assunti dal Consiglio provinciale. Chiede inoltre quali iniziative e quali contatti istituzionali intenda promuovere per arrivare in tempi rapidi al ritiro dell’attuale  piano d’ambito e per giungere ad  una scelta gestionale maggiormente consapevole da parte dei Sindaci e coerente con l’esito referendario, così come  richiesto dal Consiglio Provinciale”.
Nello specifico, il documento del Pd chiede a Perri “quali iniziative e quali contatti istituzionali intenda promuovere, in quanto Sindaco del Comune capoluogo, per arrivare in tempi rapidi al ritiro del piano d’ambito così come richiesto dall’assemblea dei Sindaci del 12 dicembre e ribadito dal Consiglio provinciale del 21 dicembre”. Si chiede poi al sindaco “come intende attivarsi per riaprire il confronto sul  modello di gestione pubblica in house del ciclo idrico, in modo da giungere, con la definizione di un nuovo piano d’ambito, ad una scelta maggiormente consapevole da parte dei Sindaci (come richiesto dal Consiglio Provinciale) e coerente con l’esito  del voto referendario che ha visto la maggioranza dei cittadini esprimersi per la gestione pubblica del ciclo idrico”.

Sulla seduta di ieri del Consiglio provinciale intervengono anche il Comitato Acqua Pubblica, Sinistra Ecologia Libertà e il coordinatore provinciale dell’Udc, Giuseppe Trespidi.

COMITATO ACQUA PUBBLICA – “Da ieri la linea della privatizzazione del servizio idrico resta senza nessun sostenitore, a parte l’ormai totalmente inattendibile presidente della Amministrazione Provinciale, che non contento di aver indotto pochi giorni fa cinquantacinque sindaci a una pessima figura davanti a tutta Italia e ai propri amministrati ed elettori ieri ancora insisteva nella sua crociata pro-privato e anti-pubblico. Sono bastati pochi minuti dalla fine del suo comizio perché i consiglieri di ogni parte politica gli certificassero nero su bianco che il territorio di Cremona va in un’altra direzione, cioè verso la gestione pubblica, grazie a un ordine del giorno ben confezionato dalla Lega Nord e a un comportamento compatto e coerente delle minoranze, che hanno costruito la trasversalità di intenti e di atti su cui da oggi la Provincia di Cremona dovrà muoversi. Perché questa deliberazione fa automaticamente da nuovo atto di indirizzo nei confronti dell’Ufficio d’Ambito. Bene anche l’intervento di Virgilio, che ha stoppato sul nascere possibili interpretazioni fantasiose del voto di ieri: la deliberazione ufficializza il cambio di rotta, dalla privatizzazione alla gestione pubblica, come i cittadini con il loro voto hanno già sancito mesi fa.
Ora occorre costruire con cura il pubblico che vogliamo, poiché è assolutamente vero che, come espresso da molti sostenitori della defunta ipotesi di privatizzazione, l’Italia vanta anche gestioni pubbliche decisamente criticabili. La novità dell’approccio del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è proprio questa, cioè che la soluzione pubblica è condizione necessaria ma non sufficiente. Noi in Lombardia aggiungiamo che la titolarità deve tornare ai sindaci, che hanno dimostrato pochi giorni fa con una decisione coraggiosa di volere e meritare di riassumere direttamente sulle proprie spalle la responsabilità del servizio idrico; aiutati e controllati da due soggetti che il movimento per l’acqua in Italia vuole che siano direttamente coinvolti nella gestione del servizio: i lavoratori delle aziende e la cittadinanza organizzata. Ai tanti cittadini che hanno speso ore e preso freddo e pioggia nei giorni scorsi in particolare deve andare la riconoscenza del territorio, poiché senza la entusiasmante mobilitazione civile di tutti questi mesi e giorni la bella decisione (non a caso unificante) di ieri sarebbe stata inimmaginabile”.

SEL “Il voto espresso dal Consiglio Provinciale di ieri è netto e inequivocabile: acqua pubblica.  E’ stata la migliore risposta di fronte alle surreali asserzioni che solo il giorno prima venivano fatte dal Presidente Salini in merito alla riduzione delle tariffe con l’ingresso dei privati nella gestione, guardandosi bene però dal citare casi concreti in cui ciò sia avvenuto e che per quanto si sappia non esistono, dato che ovunque si sia proceduto alla privatizzazione le bollette ai cittadini sono sempre rincarate.
I Consiglieri Provinciali hanno voluto porre una pietra tombale sui propositi di privatizzazione del servizio idrico sostenuti dal Presidente Salini, che ancora negli ultimi giorni, nonostante il parere contrario espresso dai Sindaci del territorio, difendeva a spada tratta il percorso proposto dall’ATO per la creazioni della società mista pubblico-privato per la gestione delle acque.
Il Consiglio ha voluto opportunamente chiarire il percorso da intraprendere, cioè quello di una società unica provinciale interamente pubblica per la gestione in house del servizio idrico.
Siamo molto curiosi di sapere se dopo aver liquidato 103 Sindaci della provincia come degli sprovveduti, ora Salini abbia intenzione di fare lo stesso con i Consiglieri provinciali, perfino quelli della propria maggioranza, continuando la sua sempre più solitaria scelta di ignorare la volontà popolare in tema di gestione pubblica dell’acqua nella nostra Provincia”.

TRESPIDI (UDC) – “Mercoledì nel Consiglio provinciale il dibattito sul Servizio Pubblico Integrato non riguardava solo il modello di gestione ma anche le modalità con cui applicare la tariffa sui consumi delle famiglie. L’ordine del giorno presentato dall’UDC per l’introduzione del quoziente famigliare nel determinare la tariffa da applicare ai consumi è stato votato all’unanimità. Ora si tratta di individuare fasce di consumi con tariffe modulate sulla composizione dei nuclei famigliari con figli minorenni e applicarle. Se da un lato l’ordine del giorno in cui si indica la preferenza per un modello di gestione in house, votato all’unanimità, permette di recuperare una divisione a livello territoriale che rischiava di compromettere la buona riuscita di una gestione pubblica dell’acqua dall’altro l’approvazione dell’introduzione del quoziente famigliare può essere l’inizio di una nuova stagione per le politiche famigliari del nostro territorio. La gestione del Servizio Idrico Integrato ha bisogno di soluzioni adeguata, condivise e sostenute dalla stragrande maggioranza dei Sindaci del territorio. La politica del nostro territorio, che necessita di un cambio di passo, di una modalità diversa di approccio ai problemi soprattutto quando riguardano l’universalità dei cittadini del territorio, forse sta imboccando la strada giusta. Uscendo dalle logiche di destra, sinistra, centro, maggioranza e opposizione nella scelta del modello di gestione del Servizio Idrico Integrato eviteremo l’ennesimo tormentone. I cittadini e il territorio han bisogno di scelte adeguate a fornire un servizio pubblico che dia garanzie di efficienza e di minor costo per i Cittadini. La politica, il Consiglio provinciale e i Sindaci devono dare un messaggio positivo ai cittadini cremonesi e del territorio dimostrando che sanno affrontare con determinazione le situazioni di difficoltà salvaguardando civilmente e solidaristicamente la parte più debole della società con risposte adeguate alle politiche famigliari. Adesso, naturalmente, occorrono i fatti“.

 

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Commenti
  • UOMINI VERI

    Per vari motivi Massimiliano Salini non è mai piaciuto a tanti cremonesi d’importanza. Va bene. Però anche il suo critico più feroce trovi un politico, lo cerchi dove vuole, che dopo una sconfitta bruciante come quella sull’acqua, abbia la forza di rispondere a Cronaca:
    io certo ho sbagliato tutto perché non ho parlato con i partiti, ma con i sindaci. E se il mio modello non va bene, proponetene un altro che funzioni.

    Cremona 23 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Alessandro

      Gli uomini veri rispondono rispettando i mandati dei cittadini , non solo a CRONACA ,dopo di che errare è umano,ma come sembra perseverare è diabolico .

      Buon Natale

  • Nilo

    Vi ricordate quando la regione lombardia aveva convocato la conferenza di servizi per la discarica di amianto ad agosto? Il perchè poi l’abbiamo scoperto.

    • Cinzia

      L’impressione è che anche per il ciclo idrico integrato il perchè sia lo stesso,spero di sbagliarmi ma sopratutto lo devono sperare i vari sindaci favorevoli alla privatizzazione.

      Buon Natale a tutti , anche a Salini .

  • Adelina

    Cara Cinzia,purtroppo penso che tu abbia ragione,ma ne approfitto comunque per fare i migliori auguri di Buon Natale e felice anno nuovo a tutti quei sindaci che ultimo baluardo della volontà dei cittadini e quindi della democrazia,hanno rimandato al mittente ostriche e champagne,peccato per chi le ha già mangiate e non sa cosa restituire.

    Buon natale a tutti con l’augurio di un mondo migliore,sopratutto per chi fa fatica a pagare la bolletta dell’acqua .

  • Abbiamo assistito alla messa in scena per il servizio idrico: anche se non passa la “sceneggiata” il Sindaco di Cremona non sarà più solo “ un ex campione di canoa “ che tutti ricordiamo,
    ma anche un campione in carica di “nascondino”

    ( la mancata partecipazione alla assemblea dei sindaci è stata resa ufficiale ma solo pochi hanno capito o giustificato).

    Quando si vince per mille voti
    ( abilmente lasciati liberi da qualche sprovveduto della attuale minoranza)
    non si deve avere la totale presunzione di imporre o lasciare imporre volontà estranee alla stragrande maggioranza dei cittadini.

    Per quanto riferito a Salini si ha la sensazione che le porte del suo studio ,a prova di ultrasuoni, gli abbiano impedito di sentire la “ vox populi” e nello stesso tempo i vetri oscurati della sua vettura ( il tutto a suon di euro nostri) gli impediscono di vedere bene quello che succede in città e provincia.

    Faremo festa quando le provincie spariranno.

  • NON L’AVREI GIAMMAI CREDUTO

    Quando lo ascolto in Consiglio provinciale non riesco a trattenere gli sbadigli. Io, e gli altri. Eppure sentite cosa gli mette in bocca il Piccolo, a proposito della guerra dell’acqua:
    “qualcosa non torna e questo è chiaro anche alle autorità. Tanto che ho ricevuto telefonate sia dal Consiglio dei ministri che dall’autority competente in merito, con richieste di informazioni.”
    E’ l’aquila di Spineda, Torchio Giuseppe. Che senza tanti fronzoli spiega che il professor Monti, o un suo segretario, ha fiducia solo in lui, parlamentare scaduto da un pezzo, piuttosto che nell’aquilotto di Ca’ d’Andrea, Pizzetti Luciano, parlamentare scadente nel 2013….

    Cremona 24 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Speravo che Salini, certamente molto devoto, diventasse più buono per il Santo Natale. Evidentemente mi sbagliavo. Gli auguro Buone Feste. Spero che si riposi un po’.