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Dai Monti alle paludi (dei veti crociati)

opinione-fornero

Ci eravamo illusi lo scorso 16 novembre quando Rigor Montis e la Fornero Piagnens, stretti accanto ad Airone Passera e Dumbo Giarda, ci dissero in conferenza stampa :”E ora di corsa”, “Colpiremo chi ha dato meno”, “Non finiremo come la Grecia”. Ci aspettavamo insomma il governo più decisionista della storia. Così almeno ce lo aveva dipinto la stampa zerbina. Ed invece il Professore si è andato ad infilare nelle sabbie mobili dei veti incrociati e della concertazione .Un brutto scivolone. Addio riforme, addio liberalizzazioni. Per ora, almeno. La squadra ha però già incassato per sé la “superpensione”, grazie ad un cavillo di una legge di trentuno anni fa (la 146 del 1980, articolo 47, comma 6) che prevede contributi previdenziali legati ai maxi stipendi di chi, prima della chiamata governativa, lavorava nella Pubblica Amministrazione. E così quattro ministri (Clini, Fornero, Profumo, Riccardi) e una dozzina di viceministri e sottosegretari, pur percependo solo l’indennità ministeriale, godranno ugualmente dei contributi pensionistici agganciati ai loro vecchi maxi-stipendi. Faccio due nomi: Grilli (che era alla Banca d’Italia) e Profumo (ex presidente Cnr) possono tirare un sospirone. Quando andranno in pensione si ritroveranno intatto il malloppo. Lo Stato, cioè noi, pagheremo all’Inps la differenza tra i vecchi compensi (alti) e le attuali indennità (più basse). Tombola!

L’anno nuovo poi – c’è da scommettere – si aprirà col vecchio dilemma. E cioè: che ne sarà dell’articolo 18 ? Quando c’è da litigare l’articolo che prevede “l’obbligo di reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa” (articolo che si applica alle aziende con più di 15 dipendenti), la rissa è garantita. La Fornero, prima di Natale, ci ha provato ma appena ha abbozzato (“sui licenziamenti vado avanti”) ha dovuto battere in ritirata. Si è limitata a dire: “Su di me parole preoccupanti che rimandano ad un brutto passato”. E via con la marcia indietro. Deduzione campagnola: se dell’art.18 non se ne può nemmeno parlare, immaginarsi se si potrà abolirlo. Bersani e la Camusso hanno già imbracciato i fucili. E i secchioni si sono immediatamente paralizzati.

Dunque per ora vincono le lobby e i partiti. Addio Monti!

In ogni caso, il problema non è l’articolo 18, il problema è creare occupazione. Creare posti di lavoro anche in un momento difficile come questo che siamo in recessione fin qua. Questo, ci sembra, dovrebbe essere l’interesse generale, l’obiettivo primario; la bussola di governo e sindacati. Certo è corretto dire che l’art.18 “non è un tabù”; ma non è opportuno sollevare risse e persino minacce come ha fatto il leader Pd gettando la maschera e sposando la Cgil (“Il governo non cambi nulla sul lavoro, altrimenti…”) . La Fornero, impaurita, ha risposto trepidante: “Ma io ho cercato solo il dialogo”.

Ci piace ricordare – per carità, sommessamente e sobriamente, in loden – che il mercato del lavoro non è solo l’art.18. Su questo versante mi pare che la priorità assoluta spetti ai precari e ai disoccupati Di più, come dice Draghi: in Italia ci sono due milioni di persone senza nessuna tutela. E’ una assurdità. Dunque l’articolo 18 va collocato in un progetto più ampio ed il sindacato, anziché restare immobile, e fiacco come un bue pontino dopo l’aratura, dovrebbe scuotersi, trovare soluzioni innovative e vantaggiose sia per le imprese che per i lavoratori. Mi preoccupa l’attuale divisione sindacale perché significa mancanza di idee e di strumenti. Per uscire dal tunnel occorre un disegno di sviluppo, misure immediate che aumentino la fiducia interna sulla crescita. E chiedere di far slittare il pareggio di bilancio oltre il 2013. Tutto il resto sono bla bla da prima Repubblica. Aria fritta. Fuffa.

 

Enrico Pirondini

 

 

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Commenti
  • GUAZZABUGLISTA PRINCIPE

    Secondo il Giornale, Vendola, creatore e signore del Sel (sinistra ecologia libertà), sta pensando a un governo con Gino Strada, Don Ciotti e Carlo Verdone, per sostituire quello in carica dei professori, troppo simile al professor Tremonti.
    Come ad altri idealisti di sinistra, gli sfugge che ormai non si tratta di nomi, ma di scelte obbligatorie pena la salute, che superano la forza di qualsiasi maestro o professore, anche di abitudini strambe.

    Cremona 28 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • danilo

    Per uscire veramente dal tunnel occorre sbrogliare con un intervento deciso la farraginosità degli organismi tecnici che governano la moneta europea per allentare le tensioni sui mercati e poi andare subito a libere elezioni in Italia, perchè le riforme strutturali, se non sono condivise, sono inattuabili nel medio-lungo termine.

  • bruno

    Non si puo’ impostare una politica, anche di rigore, senza una visione complessiva sugli effetti sociali. E’ quanto sta facendo, al contrario, questo governo di “cattedratici” nonostante la lora aura di “sapientoni”. Ad esempio, come si fa ad impostare una politica di sviluppo avendo particolare attenzione ai giovani ed ai disoccupati quando, d’altra parte, con l’aumento dell’eta’ pensionabile, si costringono lavoratori aziani a permanere in servizio per un’altro anno o due? E’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca.

  • IL MESSIA

    Il professor Monti garantisce: conti pubblici in sicurezza, nessuno pensi a un’altra manovra.
    Gli crediamo sulla parola, ormai poteva solo inventare una tassa sullo sguardo.

    Cremona 30 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • LA LEZIONE CONTINUA

    Il professor Monti è veramente altro: le battute sono oxfordiane, quasi non si notano, le amicizie superscelte, le donne solo ortodosse e si fanno fotografare al supermercato, non…. beh, lasciamo perdere. Invece il ricchissimo ma ruspante B non aveva misura, specie a femmine, non dico alla Kennedy, Clinton, o il più modesto L’Avvocato, ma insomma, aveva le sue.
    Non che sia perfetto, il professore: una cosa ridicola, ho paura dei gatti neri che provengono da sinistra, e in quei casi aspetto che qualcuno passi prima di me. Emilio Fede, cortigiano amabile anche dopo la caduta del Suo Signore, ne sta facendo incetta, di gatti neri, intendo…
    Ha un’altra caratteristica, il professore: la ragione è sempre dalla sua parte. Capisce che la tosatura è pesante, ma la colpa è: tra agosto e ottobre, quando B era a Palazzo Chigi, lo spread è salito molto nonostante gli interventi della Banca centrale europea, mentre da quando c’è il nuovo Governo si è avuta una tendenza frastagliata, nonostante sia molto diminuito l’aiuto delle autorità europee.
    Io sono uno scribacchino ignorante di economia, frastagliato, intervenuto etc etc, lo spread era alto con B, alto col professore. Ma non mi preoccupo, il professore ha oxfordianamente precisato che dello spread non bisogna curarsi.
    E infine, continua con la Stampa, Rigor Mortis, come lo ha ripreso il nostro Pirondini, lui a differenza di B, quattro, di manovre ne ha fatta appena una, per adesso: ma, essendo professore, che UNA….

    Cremona 31 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Dario Antoniazzi

    Trovo puerili ed un po’ ridicoli i commentatori che da destra attaccano e deridono il professor Monti e la sua squadra.
    Il loro leader carismatico ha governato 8 degli ultimi 10 anni. Fino a poche settimane fa straparlava di ristoranti pieni e di “sole in tasca” mentre l’Italia vera stava rotolando giù nel pozzo.
    Era partito 3 anni fa con una maggioranza schiacciante conquistata a furor di demagogia e se l’è persa per strada non perché volesse fare seriamente la rivoluzione liberale, ma per l’esatto contrario: perché non voleva assolutamente disturbare i poteri forti (cane non morde cane….).
    E poi …… se l’era cus’é brao…. perché s’el dimiss??!! Mica è stato costretto dal Padreterno!! La sua è stata una fuga…. pardon …. una dimissione volontaria. O no?
    E adesso i campioni del “meno male che Silvio c’é!” pretendono che Monti faccia tutto in quattro settimane. Ridicoli e amanti dell’azzardo: scommettono sulla poca memoria degli italiani. Illusi. Gli italiani, come diceva il grande Indro Montanelli, avrebbero dovuto bere fino in fondo il calice amaro del “piazzista di Arcore”. Ma, una volta bevuto, si sarebbero finalmente dotati di un sano antidoto.
    Ed ora ne sono dotati!
    E, pur masticando amaro perché i sacrifici non fanno certo piacere, hanno ben presente l’immane compito che si è accollato Mario Monti. Il quale certo non può fare “tutto e subito” ciò che vorrebbe…. se il Governo è cambiato, non è cambiato certo il Parlamento. E nessuno dimentica – tanto meno lo dimentica Monti – che questi parlamentari, in maggioranza, sono ancora quelli che hanno creduto (e votato senza pudore) alla favola della nipotina di Mubarak.
    Dunque – senza estremismi, senza strappi inconsulti, adelante ma con juicio – Monti e la sua squadra sapranno salvare l’Italia e rilanciarla.
    Non va bene alle “teste d’uovo” della destra? OK, avete la soluzione nelle vostre mani: fate saltare il governo Monti, portate l’Italia alle elezioni…. ne vedremmo delle belle.
    Non ne avete il coraggio?? Allora abbiate almeno la dignità del silenzio!

    • bruno

      Mettiamo un po’ di ordine nelle cose invece di confonderle per mistificarle come spesso siete abituati a fare e che osate anche contrabbandarcela come “politica”. “Teste d’uovo” era il termine usato da Noam Chomsky, intellettuale americano ed impegnato politicamente, che negli anni ’70 definiva gli accademici asserviti al potere politico-militare dell’establishment statunitense, (c’era la guerra in Vietnam e in Indocina), e, fatte le appropriate analogie, sembra evidente che questo termine oggi si adatti meglio a Mario Monti, accademico e politico, notoriamente collegato al capitale finanziario internazionale. Il parlamento non e’ cambiato ma la novita’, a parte il governo, e’ che i “creduloni” della “nipotina di Mubarak” siedono accanto agli “implacabili” contestatori dell’odiato Silvio pur di evitare le elezioni e di salvare i loro vitalizi. Credere poi che Monti, in questi grovigli di interessi personali,(anche per Monti “cane non morde cane”),si accolli l’immane compito di “salvare l’Italia” e’, a mia veduta, come credere alla pioggia dei fichi secchi e dell’uva passa. Piuttosto, se gli italiani, secondo lei, sono veramente convinti della bonta’ dei sacrifici richiesti, perche’ la sua parte politica, il PD, non chiede a gran voce, visto che non lo fanno i “berluscones”, di andare subito alle elezioni per vincerle e poi governare? Perche’ lasciate a Monti l’ingrato compito di togliere le castagne dal fuoco in modo da portevi presentare “vergini” e senza scottature davanti all’elettorato. Forse scommettete anche voi sulla “scarsa memoria degli italiani”?

    • Wilkins Micawber

      Non preoccuparti Dario, fra poco viene FN a spiegarci come uscire dalla crisi (non dirlo in giro, ma a Cremona pare che anche nel 2012 abbiano amici e protettori), non sono xenofobi come certi leghisti ma col loro pedigree possono sicuramente ispirare i nostri amici interlocutori e il buon Enrico Pirondini

  • danilo

    Lo scorso 6 giugno 2011 , dopo il declassamento del rating italiano da parte di S&P’s , Credit Suisse usciva con una nota così sintetizzabile : ITALIA MEGLIO DI QUANTO SI PENSI . Riporto tale nota :

    ‘economia italiana resta debole; nel primo trimestre del 2011 il Pil è cresciuto dello 0,1% rispetto al 2010 al di sotto delle previsioni dello +0,2% di Credit Suisse.Tuttavia alcuni indicatori fanno ben sperare.
    Infatti ad aprile l’indice PMI del settore manifatturiero ha registrato un livello pari a 55.5, in linea con una crescita dell’1% rispetto al trimestre precedente.
    La causa della revisione, da parte di S&P’s ,dell’outlook a negativo da stabile per il rating italiano va ricercato proprio nella debolezza della crescita. Ciò implica la possibilità che il rating venga declassato nell’arco dei prossimi 24 mesi in aggiunta all’immobilismo politico che potrebbe contribuire a degli scostamenti di bilancio.
    Secondo Credit Suisse il focus dell’agenzia di rating sulla crescita è eccessivo.
    E’ diffusa la credenza che una crescita solida sia assolutamente necessaria per la sostenibilità fiscale ma ciò è chiaramente infondato poichè i governi possono controbilanciare un indebolimento della crescita riducendo il deficit. Ed è quello che sta facendo l’Italia.
    Infine la stabilità della spesa pensionistica italiana che, secondo le previsioni è destinata a rimanere pressoché stabile nei prossimi anni, influenzerà positivamente la posizione fiscale che già attualmente è megliore di quanto non si ritenga generalmente. ”

    A distanza di sette mesi che dire ? Che è merito di Monti se l’Italia riuscirà a risalire la china ? Oppure che non riuscirà a risalire semplicemente perchè dalla china non è mai scesa ?
    E le pensioni ? Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i conti dell’Inps sa benissimo che le uscite per le pensioni sono stabilmente sopravanzate dalle entrate .
    E allora? Avesse avuto un senso economico una riforma che catapulta i cinquanta-cinquantacinquenni nel baratro la si sarebbe potuta capire.Ma così, che senso ha ?
    Paradossalmente le riforme strutturali, quelle che dovrebbero agire sul lungo periodo, hanno contribuito solo a dimezzare la curva dei tassi a breve termine , mentre lo spread, che viene calcolato sui btp decennali, rimane invariato.
    Caro,anzi carissimo professor Monti, visto che la sua indennità di senatore a vita ci costa una fortuna, e caro, anzi carissimo presidente Napolitano , visto che le sue indennità ci costano assai più care persino di Monti, ma siete proprio certi che il superiore bene del Paese passi proprio attraverso questa manovra ?
    A proposito , il diritto di fare delle domande e di criticare quanto non ci piace, è stato mantenuto o la manovra ha tolto di mezzo anche quello?