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Pm10, AmbienteScienze scrive a Bordi: «Non baratti la salute umana in nome dell’aumento del Pil»

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La notizia è di poco fa: la giunta, nonostante l’emergenza delle polveri sottili (la centralina segna quota 102 microgrammi al metro cubo), non ha varato alcun piano anti-smog. Sembra quasi una risposta, la lettera aperta inviata dal circolo culturale AmbienteScienze all’assessore Francesco Bordi sul tema dell’inquinamento. «Assessore Bordi – scrive Benito Fiori a nome del circolo -, per quel po’ che la conosco, rifiuto di pensare che ritenga eticamente accettabile che si baratti la salute in nome dell’aumento del Pil. Se così è, chieda alle forze politiche che l’hanno chiamata a certe responsabilità se è accettabile che si faccia poco o nulla per ricercare nuove strade che portino da un ragionevole benessere senza fare pagare il conto alla salute dei cittadini». Ecco il testo completo della missiva.

 

Egregio Assessore Bordi,
il Circolo culturale “AmbienteScienze” saluta con piacere l’intervento di “Legambiente” che torna a sollevare il problema delle polveri sottili. ricordando solo che la questione non riguarda soltanto Cremona, ma, come anche lei dice, tutta la Pianura Padana. È infatti la stessa “Legambiente” sul prezioso studio “Mal’Aria di città 2011”, rammenta che in Europa, soltanto in Bulgaria è possibile respirare un’aria peggiore della nostra: la sua seconda città, Plovdiv, capeggia la classifica delle 30 città europee più inquinate (con i superamenti di polveri sottili, di biossido di azoto e ozono), seguita, subito dopo, da Torino, Brescia e Milano, quindi dalla pianura padana. Da sottolineare che tra le rimanenti in classifica vi sono ben altre 14 città italiane. Insomma, nella pianura padana e in Italia ci stiamo avvelenando tra l’indifferenza generale. Poiché è ridicolo pensare di mettere Cremona sotto una campana di vetro per toglierla dai guai delle emissioni inquinanti che vengono emesse da Torino a Venezia, da questo punto di vista, si potrebbe essere tentati di darle ragione, assessore Bordi, quando afferma che non si può fare granché. Ad “AmbienteScienze” sembra invece che abbia torto perché trasmette un messaggio di rassegnato fatalismo di fronte al fatto che le PM10, dovute soprattutto ai trasporti urbani, superano il limite di 50 mg/m3 quasi un giorno su tre all’anno.
Come lei certamente sa, sono innumerevoli gli studi a ritenere che l’inquinamento in genere, ivi comprese le polveri sottili, abbia uno stretto rapporto con la mortalità da cancro e Cremona per le neoplasie allo stomaco e al polmone occupa i primissimi posti della poco invidiabile classifica a livello nazionale. Da annotare che purtroppo, troppo poco si parla del particolato ancora più pericoloso del PM10: il “particolato fine” PM2,5 (per non parlare del PM1 e del PM0,1) che del PM10 rappresenta circa il 60%. Il PM2,5, diametro inferiore a 0,0025 di mm, è definito “polvere toracica”, cioè in grado di penetrare facilmente nei polmoni respirando con la bocca. Di queste polveri sottili non a caso si è fatto carico del problema il Parlamento Europeo e il Consiglio del 21/5/2008 con la Direttiva 2008/50/CE “relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” scrive: «Il materiale particolato sottile (PM2,5) ha impatto molto negativo sulla salute umana. Finora, inoltre, non esiste una soglia identificabile al di sotto della quale il PM2,5 non rappresenti un rischio.» Per ora sappiamo che entro il 2015 il limite della sua concentrazione media annuale tollerata sarà di 25 μg/m3.
Cosa è possibile chiederle allora assessore Bordi? Lei, chiamato a difendere l’ambiente dei cittadini cremonesi e a concorrere indirettamente alla tutela della loro salute, dovrebbe “pretendere” dal Sindaco Perri, come invocano “Legambiente” e tanti altri cittadini, il blocco del traffico delle auto almeno nel centro storico, dovrebbe quindi favorire una diffusa informazione sui danni alla salute che i loro gas di scarico producono al fine di creare nei cittadini una sempre maggiore consapevolezza e sensibilità al problema. Al Sindaco dovrebbe inoltre chiedere di convocare a Cremona i colleghi delle maggiori città delle regioni del Nord d’Italia per cercare di promuovere una azione politica comune e, se persistesse una miope e colpevole sordità dei livelli regionali, “scendere in piazza” per forzare provvedimenti a livello regionale e nazionale che finalmente favoriscano una strada dello sviluppo più rispettosa della salute dei cittadini. Assessore Bordi, per quel po’ che la conosco, rifiuto di pensare che ritenga eticamente accettabile che si baratti la salute in nome dell’aumento del Pil. Se così è, chieda alle forze politiche che l’hanno chiamata a certe responsabilità se è accettabile che si faccia poco o nulla per ricercare nuove strade che portino da un ragionevole benessere senza fare pagare il conto alla salute dei cittadini.
Tra l’altro, rimanere in attesa di Godot, potrebbe significare, assessore Bordi, divenire correi nel momento in cui viene disatteso l’art. 32 della Costituzione laddove recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.


Per il Circolo culturale “AmbienteScienze”
Benito Fiori

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