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Bimba grave, indagine per maltrattamenti Papà in aeroporto con biglietto online La polizia lo blocca prima della fuga

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E’ uscito da casa con un borsone, diretto all’aeroporto di Orio al Serio, nella notte tra venerdì e sabato. Con lui un biglietto aereo di sola andata, acquistato online poco prima. Destinazione finale: Alessandria d’Egitto. A seguire le sue mosse, però, c’erano gli investigatori della polizia della nostra provincia, che hanno scongiurato la fuga all’estero di A.S., 29 anni, bloccandolo prima di un volo in partenza alle 5,20 dall’aeroporto bergamasco. L’uomo è il papà della bimba di Soresina finita in ospedale in situazioni disperate il 27 dicembre, indagato, assieme alla moglie, per maltrattamenti e lesioni gravissime. Ad occuparsi del caso, la squadra mobile guidata da Sergio Lo Presti e il commissariato di Crema.

La piccola egiziana di due anni era arrivata in ospedale a Crema per “una caduta dalle scale”, come raccontato da padre e madre ai medici. I dottori avevano però allertato il locale commissariato. Sul corpo della piccola (trasferita agli Spedali Civili di Brescia per le cure) lesioni e lividi su diverse parti del corpo, pare risalenti anche a giorni precedenti. La bambina è stata trasportata in ospedale diverse ore dopo il ferimento (i genitori, che nei giorni scorsi hanno respinto le accuse, si sarebbero resi conto solo successivamente della gravità della situazione, secondo quanto da loro raccontato). La madre, incinta, e gli altri due bambini (di uno e quattro anni) sono ora in una struttura protetta. In coma la piccola di due anni. Proprio ieri il tribunale dei minori di Brescia si è riservato una decisione sull’eventuale allontanamento dei figli. L’uomo è stato sottoposto a fermo, considerato il concreto pericolo di fuga, e si trova ora in carcere a Bergamo (udienza di convalida giù fatta, gli atti saranno girati alla procura di Cremona),. La notizia dell’intervento della polizia a Orio al Serio è trapelata solo solo oggi (martedì).

Sentito al riguardo, il legale che difende i genitori, l’avvocato Clara Carletti, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Le carte del caso scoppiato a fine dicembre sono nella procura cremonese, perché tutto sarebbe avvenuto a Soresina, nelle mani del sostituto Francesco Messina.

 

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