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Acqua, dalle indiscrezioni la strategia di Giorgetti per non strappare con Salini e ricompattare la Lega

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Slitta alla seduta di Consiglio del 31 gennaio la trattazione dell’ordine del giorno del Pd sul servizio idrico. Si tratta dell’ordine del giorno depositato oggi per chiedere la revoca della delibera con la quale la giunta Salini ha deciso di proseguire sulla via della società mista. Il rinvio è stato deciso durante la riunione dei capigruppo, nel primo pomeriggio di oggi. Il Pd, sostenuto da Giuseppe Torchio e Giampaolo Dusi (Prc), ha chiesto la trattazione d’urgenza del documento, proponendo di inserirlo nell’agenda del Consiglio di martedì 17. Pdl e Lega si sono opposti e hanno ottenuto il rinvio alla seduta del 31.
L’adesione della Lega alla richiesta di rinvio conferma indirettamente le indiscrezioni uscite circa la ‘marcia indietro’ del Carroccio cremasco (in origine a favore della gestione pubblica) a seguito dell’intervento del segretario nazionale Giorgetti.
A quanto si apprende, nel corso dell’incontro di lunedì con una deltazione leghista di Cremona e Crema, Giorgetti ha “bacchettato” la Lega per le diatribe sul fronte locale, in riferimento alla spaccatura tra cremonesi e cremaschi in Consiglio provinciale sulla questione acqua. Il segretario ha quindi richiamato ad una linea comune. E qui che Giorgetti ha giocato di fioretto. Sapendo che l’ipotesi della gestione pubblica dell’acqua è difficilmente percorribile dal punto di vista economico e non volendo sconfessare i leghisti cremaschi, Giorgetti si è detto favorevole alla gestione in house ma al contempo ha suggerito al presidente Salini di aspettare, di rinviare la decisione sul tipo di società. Questo perché a giorni sarà pronto il decreto sulle liberalizzazioni, che di fatto, aprendo al privato in generale, risolverà il problema.

 

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Commenti
  • fede

    Soluzione ovvia e naturale, con buona pace dei sindaci , dei referendari e di chi tifa per le liberalizzazioni di Monti. Liberalizzare significa anche privatizzare l’acqua. Capito PD ?

    • Giuseppe Tiranti

      No, liberalizzare significa poter scegliere. Se ci sono le condizioni, direttamente il cittadino (telefoni, luce, gas, ecc..) se ci sono monopoli nautarli (rifiuti, acqua, reti energetiche, ecc) il regolatore.
      Perchè l’offerta del pubblico dev’essere peggiore del privato? Se il pubblico è bravo lo dimostri. Mi pare questo il significato delle liberalizzazioni.

      • Anche il privato dovrebbe dimostrarci di saper gestire bene il servizio idrico senza aumentare in maniera spropositata le tariffe, garantendo gli investimenti adeguati e senza tagliare sul personale delle aziende di gestione. A sentire i commenti provenienti ad esempio da Arezzo (dove il servizio è gestito da una società mista; ma è solo un esempio) la realtà è molto diversa.

  • Giuseppe Tiranti

    Monopoli naturali:Si definisce monopolio naturale una configurazione industriale in cui il numero ottimale di imprese presenti sul mercato è uno.

    • danilo

      Quindi, date la definizione in premessa, che cosa ne conclude ?

      • Giuseppe Tiranti

        Che nel caso di monopolio naturale il soggetto idoneo a svolgere il servizio deve essere scelto da un regolatore (autorità indipendente che svolge funioni pubbliche). Possono gli enti locali essere al contempo azionisti delle società e regolatori?