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Iori, la difesa deposita richiesta di scarcerazione

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E’ stata depositata attorno alle ore 13 di oggi, in tribunale a Crema, la richiesta di scarcerazione per Maurizio Iori, l’ex primario di oculistica accusato di aver narcotizzato e ucciso a Crema lo scorso luglio – liberando il gas di alcune bombole – l’ex compagna 42enne Claudia Ornesi e la loro figlia, Livia, di due anni. Ora si attende la risposta del gip, dopo il parere della procura sulle esigenze legate alla custodia cautelare. Iori è assistito dagli avvocati Marco Giusto e Cesare Gualazzini, che negli ultimi mesi hanno lavorato alla difesa dell’uomo avvalendosi di cinque consulenti tecnici e un investigatore. Sono arrivati a presentare un articolato e complesso documento di 30 pagine, rispondendo al quadro accusatorio in diversi punti. Tra questi c’è la questione Xanax. Secondo la difesa la sostanza non può essere ingerita in modo involontario in un contesto come quello in cui sono morte Claudia e Livia: le pillole nei liquidi comunque non si sciolgono, rimangono scorie percettibili; sempre secondo la difesa, il quantitativo è troppo elevato per essere mischiato a pezzi di sushi come quelli presenti a cena e il sapore dello Xanax è molto amaro. La difesa parla inoltre di un padre non negligente (nonostante l’altra relazione), che paga spontaneamente la casa e le vacanze nel 2010 e nel 2011 (quelle mai fatte) a Claudia e Livia, di un uomo con frequenti contatti con le due, e di una persona che se fosse stata davvero attenta ai particolari non avrebbe usato il telepass per i suoi spostamenti per l’acquisto di fornelletti e bombole (per la difesa comprati in vista delle vacanze, in caso di necessità in albergo, di notte, per la bimba). Iori non avrebbe avuto le chiavi di casa per chiudere la porta di casa di Claudia e Livia dopo cena e delitto (porta trovata proprio chiusa il giorno dopo) e nel quadro che controbatte alle accuse si tratta anche delle quattro bombole e del fatto che la loro capacità può portare alla saturazione del 6% della stanza, dell’ipotesi di una morte per l’azione combinata di Xanax e gas sulla quale non ci sarebbe “letteratura a livello mondiale” (come spiegato dall’avvocato Giusto) e di una “altra tematicha che andrebbe approfondita” (queste le parole usate dal legale): secondo uno dei consulenti il gas butano liberato nella stanza si sarebbe, con il suo peso, depositato proprio sul letto della donna e, soprattutto, avrebbe riempito il lettino; questo avrebbe portato alla morte, e per la difesa si tratta di un avvenimento, di un movimento, quasi impossibile da pianificare. Quanto al falso alibi, per la difesa un gesto dettato dalla paura.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Commenti
  • italiana

    Questo “uomo” è vigliacco fino in fondo: nega persino l’evidenza. Fosse per me riavrebbe la libertà fra almeno trent’anni

  • inutilità del processo!