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La dittatura della democrazia e l'indignazione della gente comune

Lettera scritta da Mario Superti

La democrazia, come si sa, è nata nell’antica Grecia, per merito di menti illuminate, colte e ben disposte a comunicare ai discepoli le loro intuizioni filosofiche , morali, politiche. Si proprio politiche,  anche per  dimostrare che la politica non può essere disgiunta dalla morale e dalla speculazione filosofica. Se con un salto da acrobati veniamo subito ai nostri tempi , viene da domandarci subito  che cosa è rimasto di quella cultura, così famosa fra gli studiosi e fra la gente comune in gran parte del mondo.
La risposta sarebbe: poco o forse male applicato. O meglio ancora ,usato male a fini personali, di partito,di casta e di congreghe varie. Il tutto succede quando le decisioni vengono demandate ad istituzioni , non proprio elette dal popolo, ma dai rappresentanti del popolo e che dovrebbero rispecchiare il comune sentire , spesso facilmente rilevabile sui media di tutti i tipi. E qui sta uno dei problemi della vita politica moderna.
I media sono spesso in mano a personaggi che con la democrazia non hanno  molto da spartire se non nel fatto che viene dagli stessi invocato per avere il diritto di esistere. Solo che il diritto di esistere è più spesso demandato al fatto di avere abbastanza denaro da investire nei media. Poi, quando le organizzazioni spontanee, che il popolo si da per reclamare le posizioni del comune sentire, si vedono tarpate le ali delle loro iniziative , possono sorgere nello stesso popolo dubbi sulla conduzione democratica di un paese.
Gli esempi sono talmente tanti che ritengo inutile elencare i casi di informazione tendenziosa e di decisioni che fanno capo ad ambienti che di democratico hanno poco o punto. Dovremmo trarre delle conclusioni negative o prive di speranza? Io penso di no. Come tutti sappiamo, di recente ed ancora oggi, si sono verificati accadimenti che non sempre vengono tenuti nella dovuta considerazione. Solo per esempio: quello che succede sull’altra sponda del Mediterraneo.
In quei luoghi , i tenutari del potere ad oltranza si sono visti piombare addosso l’indignazione della gente comune, a volte anche affamata, ma più spesso affamata di libertà, di buon governo, di cultura. Alcuni di Loro sono venuti a cercare riparo o aiuto sui nostri lidi: ma li abbiamo spesso delusi. E noi che siamo già sulla sponda Nord , come ci sentiamo o come ci comportiamo? A giudicare dagli eventi  e dalla vita vissuta ci comportiamo male. O meglio pochi si comportano molto male e pretendono che il resto del popolo se ne stia zitto a vedere cosa succede.
Ma succede invece che, soprattutto i giovani, i più maltrattati, si documentano per bene: soprattutto comunicano fra di loro molto bene, fino al punto da mettere in crisi il potere costituito (bene o male eletto con leggi bene o malissimo impostate). Molti politici, anche delle tendenze più popolari hanno approfittato della situazione paradossale per farsi “nominare” da amici o compagni compiacenti : e sono risultati “eletti”(pensate un po’!).
I nostri politici non dovrebbero sottovalutare quello che sta succedendo intorno al Mediterraneo, per ora: prima o poi potrebbe anche toccare a loro. Soprattutto se non si danno una regolata formulando leggi che comportino il risanamento della finanza pubblica e privata. Ne abbiamo visti troppi  di scandali  per non pensare che, chi dovrebbe avere occhi per vedere e orecchie per sentire, fa finta di non accorgersi di nulla. Prima o poi saranno chiamati al “redde rationem”. E saranno guai, quelli veri, per tutti (anche per coloro che ostentano un benessere ritenuto, a torto, diffuso persino fra i bergamini).


Mario Superti

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