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Oggi in edicola l'ultimo numero di "Cronaca" Al 18° anno la Cooperativa alza bandiera bianca

evidenza cronaca

Quello in edicola è l’ultimo numero del quotidiano “La Cronaca”. Il termine usato dall’assemblea dei soci di ieri sera è “sospensione delle uscite”, confermando così quanto anticipato dal direttore Emanuele Galba nella sua comunicazione ai lettori. Ma, come sa bene chi si occupa di editoria, per il quotidiano delle province di Cremona e Piacenza, è di fatto una chiusura, una scelta che sa di definitivo anche se c’è ancora l’illusione del provvisorio in quella “sospensione”. Al diciottesimo anno di vita, proprio quando si diventa maggiorenni, è arrivato lo stop. Nonostante lo sforzo e i sacrifici dei soci, dei dipendenti, dei collaboratori, “Cronaca” non ce l’ha fatta. Difficoltà economiche, ritardi nelle definizioni dei contributi pubblici, vicende giudiziarie ancora sospese. Tante le ragioni della decisione che, di fatto, riporta la lancetta dell’orologio indietro di 18 anni, quando nel nostro territorio non c’era libertà di scelta nell’informazione locale.  Certo oggi l’informazione è garantita da altri mezzi ma nelle edicole si rischia il ritorno al monopolio nella stampa locale. Già ieri, quando abbiamo annunciato la scelta di sospendere le pubblicazioni di “Cronaca”, abbiamo avuto un record di contatti con decine di commenti sia sul sito che su facebook e twitter. Quando muore un giornale, quando viene meno una voce, non è mai un fatto privato, è un impoverimento culturale per tutti. E “Cronaca” era ormai un appuntamento fisso per questo territorio. Prima come settimanale, poi bisettimanale e dal dicembre 2000 quotidiano. Da domani la testata bianca e blu non sarà più nelle mazzette dei giornali. E Cremona si scoprirà un po’ più povera.

IL COMUNICATO DEI DIPENDENTI DIRAMATO DOPO L’ASSEMBLEA DI OGGI

I giornalisti, i collaboratori e i poligrafici del quotidiano la Cronaca di Cremona prendono atto della decisione assunta dall’assemblea dei soci di sospendere la pubblicazione del giornale. Una decisione inevitabile, ma che ci amareggia profondamente. Leggendo i fondi del direttore Emanuele Galba pubblicati sulle edizioni di venerdi 20 gennaio e di sabato 21 gennaio non possiamo non fare sentire anche la nostra voce, quella di chi nonostante tutto ha continuato a lavorare senza stipendio per mesi, senza certezze sul futuro e nella mancanza di trasparenza. Abbiamo taciuto fino ad ora per il bene del giornale, per attaccamento alla testata e al nostro lavoro, per senso di responsabilità. Vogliamo fare conoscere all’opinione pubblica la nostra verità che non è quella pubblicata nel comunicato dai nostri datori di lavoro. La Cronaca chiude i battenti perchè i fondi statali 2010 sono stati assegnati ma non ancora erogati. Siamo in attesa che la commissione sull’editoria si riunisca per deliberare. Noi riteniamo che la vicenda giudiziaria nella quale la Cooperativa è implicata abbia nuociuto pesantemente sulla decisione della banca a formalizzare la cessione di credito che avrebbe dovuto anticipare i fondi statali. Anche la Commissione parlamentare è al corrente delle vicende giudiziarie e potrebbe decidere di “congelare” il contributo. Dunque, quando la Cooperativa dice che la sofferta decisione è stata presa a causa dei ritardi nell’erogazione dei contributi e alla dura congiuntura economica dice il falso. La Cronaca avrebbe potuto continuare ad esistere perchè i soldi lo Stato li aveva già destinati e avrebbe continuato a farlo anche per i prossimi anni. Una sola cosa avrebbe potuto salvare il nostro giornale ed è ciò che l’assemblea dei giornalisti ha più volte chiesto: la sospensione dei soci coinvolti nell’inchiesta giudiziaria. Ma senza ottenere nulla. I lavoratori che oggi rischiano un lungo periodo senza stipendio e prospettive ribadiscono che sono parte offesa e vittime di una cattiva gestione durata anni che ha portato la testata a queste drammatiche conseguenze.

 

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Commenti
  • antonioMa

    Salve a tutti , ieri non ho fatto in tempo a scrivere perchè stavo fuori e ho avuto solo tempo per leggere. Provvedo oggi dicendo che approvo in toto la felicità per la chiusura di un giornale di parte (quale?), creato artatamente per spillare i soldi pubblici, senza alcuna convinzione politica se non quella di andare contro ai giornali già presenti: a piacenza avevamo una “cronaca” fascista, per fare da contraltare a Libertà, a cremona l’opposto, un’altra “cronaca” per fare da contraltare alla Provincia, della serie va dove ti porta il vento, tant’è vero che poi il direttore di quella è stato il direttore di questa. Che bello, quando si dice pluralità di informazione. Comunque è ovvio, oggi di gente con le palle e coerente non ce n’è più, che ci mette la faccia, oggi abbiamo chi si adegua .. arlecchino servitore di due padroni, secondo la convenienza, double face, carta nera a piacenza carta bianca a cremona , stesse persone , stessi volti intercambiabili come le figurine Panini che tanto piacevano al losco. Dico anche che non sono il difensore civico nè di Libertà nè della Provincia, non le ho mai comperate, se non lette quando capitava, dato che spesso le avevamo disponibili entrambe. Questa è una constatazione. Concludendo: meglio avere due montagne di spazzatura, una a piacenza e una a cremona, che averne due per ogni città, almeno , di quelle che rimangono, conosciamo i pregi (quasi nessuno) e i difetti tantissimi, di queste altre invece, meglio non parlarne, infatti il nemico lo si combatte meglio quando lo si conosce e non quando sotto gli occhi cambia continuamente forma

    • Alex Conti

      Credo che LEI Signore, Non sappia di cosa sta parlando probabilmente non ha mai avuto bisogno di scrivere articoli,Io Si!!! Le posso garantire che Rispetto ad altri Quotidiani PORTANDO DOCUMENTAZIONE IDONEA…Cronaca valutava e procedeva per l’articolo, altri dicevano:ma no…non ci sembra il caso ma sa Lei non è un politico e poi….., CERTE ESPERIENZE BISOGNA PROVARLE IN PRIMA PERSONA PRIMA DI GIUDICARE!!!!, basta dire che una lettera Cronaca ha pubblicato per Intero e Testo originale altri con titolo Modificato e Testo solo quello che NON ERA Scomodo per la Politica LOCALE!!! Si ha capito bene quello che non dava fastidio alla politica!!!!,Rifletta bene e…non le Auguro di aver bisogno di un quotidiano Le Faccio i Miei……Migliori AUUUUGUURRRIIIIII.

      Conti Alex 3280009487 (Cremona)

    • Gallino

      Signor AntonioMa, e coi posti di lavoro come la mettiamo? Dato che parla di provare felicità… Pensi un po’ a tutto quando parla…

    • Michele Scolari

      Gentile signore, vediamo di fare il punto:
      – Cronaca non Le va bene perché “è di parte” (Le suggerirei però di corredare le Sue affermazioni con qualche ESEMPIO di notizie date in modo ‘parziale’, sennò io posso benissimo venirLe a dire che la Luna è una formaggia o che Gesù di Nazareth passa in piazza Stradivari tutti i giorni con l’Apecar…).
      – Anche gli altri quotidiani locali (che Lei sostiene di non aver mai comprato e solamente letto sporadicamente) non Le vanno bene.
      Mi scusi ma a questo punto Le chiedo: data la profonda esperienza giornalistica che Lei avrà maturato per elargire siffatti taglienti giudizi, PERCHE’ NON FONDA UN QUOTIDIANO SUO? PERCHE’, in parole povere, INVECE DI LIMITARSI A SGASARE DAL FORO SBAGLIATO NON PROVA A ‘FARE’ QUALCOSA? Perchè vede caro signore, questo è uno dei principali mali che affliggono l’Italia. C’è troppa gente che PARLA e pochi che FANNO. C’è troppa gente che critica e pochi che propongono. Ma a criticare, a buttare giù tutto, è buono anche un bimbo. Invece a fornire soluzioni o suggerimenti pare siano capaci sempre meno persone… Forse perché richiede un lavoro più dirimente e analitico, che impone l’uso razionale del cervello e non le fiaccole e i forconi degli ‘arrabbiati’…
      Criticare e basta è un atteggiamento superficiale, quasi REAzionario. Ben diverso invece il RIVOLUzionario: decostruisce ma poi progetta; polverizza, ma poi con la polvere trova nuove malte per unire i mattoni e costruire nuove visioni del mondo. Criticare e basta invece mi sembra sempre più un banale mezzo per ottenere solamente la propria misera, insignificante e, è meglio che lo sappia, temporanea fettina di visibilità: sarà questo forse uno dei lasciti più duri da rimuovere della telecultura lasciataci in dono da 17 anni di sicumera berlusconiana…

  • Alex Conti

    Incredibile!!! Cronaca di Cremona e Piacenza mai più in Edicola….MA COME PUO’ ESSERE??????? Spererò sempre a un Grande Ritorno, Ringrazio per La Vs. Capacità di Svolgere Informazione senza essere pilotati…GRANDE CORAGGIO E CORRETTEZZA D’INFORMAZIONE AVETE DIMOSTRATO, HO LA PELLE D’OCA MENTRE SCRIVO VI GIURO…,Vorrei Ringraziare Silla Mario,Biagi GIULIANA,Emanuele Galba,Luca Ziliani,Bibiana Sudati e TUTTO IL FANTASTICO TEAM Di Cronaca di Cremona e Piacenza Un Quotidiano impostato cosi’ sarà impossibile ripeterlo NON MI RESTA CHE SPERARE A UN VS: RITORNO E’ INCREDIBILE!!!! e’ come la Morte di un Grande Fratello a cui si è voluto tanto bene, e è brutto da dire ma la Vs. ASSENZA SARA’ PESANTISSIMA Ringrazio anche i Vs. Articoli a favore dell’Ambiente e della Mobilità Sostenibile!!! VI VOGLIO BENE PER SEMPRE RESTERETE NEL MIO CUORE!!!!! Già….mi mancate Un EcoBacione a TUTTI VOI a presto.

    Conti Alex 3280009487
    Via G. dè Romani 2 (Cremona)

  • antonioMa

    Buongiorno Sig. Conti, purtroppo una marea di lettere a Cronaca non sono state pubblicate per gli stessi motivi di convenienza, erano espertissimi nelle giravolte .. spero che qualcuno di queste persone che conosco bene, possa mettere la sua conferma qui sopra .. Per quanto riguarda i posti di lavoro concordo pienamente con lei, diciamo tutti grazie al losco

    • vale

      Non posso che confermare. Diciamo che su Cronaca di solito non venivano praticati i subdoli tagli che fa La Provincia spacciandoli per mancanza di spazio (guarda caso però sono sempre tagli chirurgici in parti ben precise delle lettere, che possono dare fastidio a qualche potente o allo stesso direttore Zanolli), però anche Cronaca, quando ha voluto, non ha pubblicato alcune lettere. E non parlo per sentito dire.
      Non li si beatifichi, per carità.

      • angela

        Ecco bravi:se chi scrive deve dovesse essere un po’ meno di parte da lettori saremmo piu’ grati.

    • Fabrizio Loffi

      Avevo detto a me stesso che non avrei proseguito nelle esternazioni, di cui in questo momento farei volentieri a meno, ma visto che vengo tirato in ballo da qualcuno che adombra censure sulle lettere giunte in redazione, considerato che, per quanto riguardava l’edizione cremonese, la scelta sulla pubblicazione competeva al sottoscritto, posso assicurare di non aver mai, e sottolineo MAI, evitato di pubblicare lettere sgradite. Il solo fatto di dubitarne mi offende, soprattutto, sul piano personale ancora di più che su quello professionale. Ho solo evitato di pubblicare quelle lettere che, da un punto di vista esclusivamente giuridico, sarebbero state passibili di querela per diffamazione a mezzo stampa, come deve coscienziosamente fare qualsiasi responsabile di testata.
      Rinnovo la mia gratitudine a chi, in questo momento per noi drammatico, riesce a ragionare con un minimo di obiettività senza quell’acredine che, pur comprensibile, trovo del tutto ingiustificata. Qualcuno ha detto che parlarne male è sempre meglio che non parlarne affatto. Ne prendo atto e mi rammarico.

  • Lorella Galanti

    Una breve riflessione:di un mezzo d’informazione (quale poteva essere Cronaca per quanto riguarda l’informazione nella nostra città) si possono non condividere i contenuti e l’orientamento ma il monopolio dell’informazione va sempre contrastato,perchè alimenta il conformismo,la fossilizzazione delle idee( e Cremona ne sa qualcosa)che non aprono la mentalità e dunque le prospettive dei cittadini,perchè soffoca,o comunque mortifica ogni entusiasmo di comunicare e intraprendere progetti nuovi…Un quotidiano “chiude” e conseguentemente anche la città si chiude un po’ di piu’,non lasciamo che questo avvenga,dimostriamo che a Cremona il coraggio di volare un po’ piu’ in alto c’è ancora.Ciao Lorella

  • francesco

    Era inevitabile…giornale medio basso mi spiace dirlo

    • e lei di che livello è !!??

    • Michele Scolari

      Mi scusi signore, me ne saprebbe indicare di grazia qualcuno “medio-alto” per lo spessore delle notizie e l’assenza di subdoli mezzi per avere l’esclusiva sulle stesse notizie, qui a Cremona, a parte forse quello sul quale stiamo lasciando questi post?

      • Non spetta a me stabilire lo spessore delle notizie e nemmeno dei modi con cui si danno le notizie.
        Io uso il mio metro e ne traggo le conseguenze.

        E’ evidente che prima o poi appare il livello della comunicazione( metodo e contenuto quindi talento).

        Ma non per questo non si può NON dispiacersi della scomparsa di una voce della informazione.
        Ciò che dispiace è che una voce sia messa a tacere per motivi economici.

        Se fosse per il talento dovremmo metter in discussione anche un bella fetta della comunicazione nazionale.
        Ma anche lì vivono bene quelli che hanno fonti ben note: finché ci sono.
        Le riporto quanto già da me scritto, e concludo:…..In un mio recente scritto e gentilmente pubblicato da “La Cronaca”, così mi esprimevo: “I media sono spesso in mano a personaggi che con la democrazia non hanno molto da spartire se non nel fatto che viene dagli stessi invocata per avere il Loro diritto di esistere. Solo che il diritto di esistere è più spesso demandato al fatto di avere abbastanza denaro da investire nei media”.
        Cordialità

  • anelli onir

    Adesso a cremona rimane solo la pravda legata agli agricoltori e ai ciellini… che informazione è? basti pensare al caso Fodri… una vergogna… se non ci fosse stata Cronaca sarebbe finita in ben altro modo…

  • aldo bellandi

    Sono addolorato e disorientato davanti alla chiusura di una testata libera, stimata ed apprezzata da molti lettori, che ha cercato sempre d superare un cieco provincialismo tipico di altra stampa locale. Esprimo la mia solidarietà al direttore e al personale tutto per il positivo lavoro fatto augurandomi di cuore di ritrovare ” cronaca” presto al suo posto dal mio edicolante.Aldo Bellandi

    • Anselmo

      Mette tristezza leggere il comunicato dei dipendenti di Cronaca.
      Non hanno mai voluto capire che i soci della cooperativa erano e sono lavoratori come loro, quindi danneggiati come loro e anche più dalla situazione che si è venuta a creare, ovvero dalla mancata erogazione dei contributi, che è un fatto, non un’opinione e che non riguarda solo Nuova Informazione. E’ un’incomprensione e una frattura che ha origini e radici antiche e che ha portato a mistificare, per mesi, la realtà e ad inventare “nemici virtuali”. Purtroppo non serve più nemmeno parlarne…

      • SambaSamba

        Da come scrive Anselmo potrebbe essere Massimo Boselli… Occhio. Quella parola, “mistificare”, è una spia… Non si mistificano verbali chiarissimi!!!

        • SambaSamba

          Per inciso, gli unici soci della cooperativa che stavano lavorando erano Loffi, Raineri e Biagi.. Gli altri se ne sbattevano beatamente tra finte riunioni, cazzi e mazzi!

        • girolamo

          Questa è solo l’ennesima riprova che in Italia non ci si tira indietro nemmeno davanti ad un’inchiesta tanto grave quanto quella di truffa ai danni dello stato. Boselli avrebbe dovuto ritirarsi e invece…. adesso non gli resta che vergognarsi per aver fatto perdere il lavoro a così tante persone.
          Complimenti vivissimi per la faccia tosta!

  • Paolo Zignani

    Sono un ex giornalista di Cronaca e non ho firmato il comunicato dei dipendenti.. Malgrado le difficoltà, è stato un periodo di impegno positivo per me. Esprimo massima solidarietà a tutti i colleghi. Non attribuisco colpe a chi ha lavorato con me.

  • Michele de Crecchio

    All’inizio del secolo scorso, con una popolazione in gran parte analfabeta, Cremona era ricca di quotidiani e di periodici, alcuni di livello anche nazionale.
    Oggi chiude anche Cronaca confermando un trend locale politico e culturale decisamente mortificante. A chi attribuire la colpa di ciò che avviene? In primis ai cremonesi stessi che da troppo tempo ormai preferiscono il mugugno qualunquista all’impegno franco e solidale (anche attraverso l’acquisto di un giornale indipendente) per una seria e aggiornata alternativa culturale e politica.
    Michele de Crecchio

  • Sentinella

    Crisi. Tagli a tutte le agevolazioni fiscali. Colpite le famiglie, l’istruzione, gli asili, le pensioni. Lacrime e sangue, e siamo solo all’inizio. Questo avviene mentre paghiamo centinaia di milioni di euro di contributi diretti e indiretti alla stampa.
    La lettura dei contributi diretti per quotidiani e periodici erogati per il 2009 e pubblicata sul sito del Governo italiano è ai confini della realtà.
    Se non ci sono i soldi per le famiglie, non si capisce perché devo mantenere centinaia di testate insignificanti.

    Il giornale lo voglio pagare una sola vota in edicola, non due, con le tasse dei contributi all’editoria.

    Più stampano,più pago.
    Chiunque è capace di fare l’editore con i soldi degli italiani.

    • Michele Scolari

      Dallo scritto di un collega a Cronaca: “Il giornalista non svolge un’attività di mercato, misurabile solo dal numero di copie vendute o dai consensi ricevuti. Lo ha dichiarato anche Siddi. Infatti c’è un codice deontologico da rispettare. La professione non ha lo scopo di far vendere il massimo numero possibile di copie, o un sufficiente numero di copie, ma di informare. La professionalità non è riconosciuta da dati di mercato. Lo Stato da parte propria dovrebbe combattere i monopoli e tutelare il diritto a una pluralità d’informazione, in un contesto in cui non sia legge la volontà degli editori privati. Per quale motivo gioire della chiusura di un giornale o, in generale, di una qualunque impresa? Perché non devono esistere cooperative di giornalisti che fanno informazione? Forse perché danno tanto fastidio”.
      Capisce? Poi io aggiungerei che è superficiale dire “tagliamo i contributi a tutti” e “ognuno stia in piedi con le proprie forze”, perchè da che mondo è mondo SOLO Il Fatto PARE stare in piedi solo con le proprie vendite. Se Lei che è così sicuro del proprio ‘anticontibutismo’ riesce a suggerire un modello buono a far attecchire SU SCALA LOCALE il modello del Fatto Quotidiano me lo faccia sapere… sono tutto orecchi…
      Ma forse Lei questo modello non ce l’ha, perché i modelli si ‘plasmano’ assemblandoli con pezzi di altri modelli faticosamente reperiti in giro e Lei questo non lo ha fatto, o perché non ne è capace o perché non e ha voglia. Davanti ad un problema ci sono sempre almeno due soluzioni. Il primo corrisponde all’agire con il panzer. il secondo “è più rischioso ed esige ATTENZIONE ed APPRENDIMENTO continui: CERCARE DI RICONOSCERE CHI E CHE COSA, IN MEZZO ALL’INFERNO, NON E’ INFERNO E FARLO DURARE, E DARGLI SPAZIO” (I. Calvino)

      • Sentinella

        Che senso ha, nel 2012, sovvenzionare con ingenti risorse pubbliche di un Paese in piena crisi economica, decine e decine di giornali di carta e inchiostro, che non hai mai letto e neppure incrociato la copertina in edicola, nati con il solo scopo di spillare danaro dai contributi messi a disposizione all’editoria.. La Cronaca fa parte di questi, nel momento in cui sono mancati questi fondi la baracca è saltata,per non parlare di giornali finti, fogli stampati ma non venduti, organi di partiti inesistenti, senza lettori e senza elettori, che in questi anni sono riusciti a farsi finanziare, infilandosi nelle pieghe delle normative.
        Nel secolo della Rete, per garantire a tutti la libertà di fare informazione basta molto meno: risorse di connettività a volontà, piattaforme di blogging e qualche euro di pubblicità per farsi conoscere online.
        L’informazione che vale troverà lettori e mercato e sopravvivrà, mentre quella che, a giudizio dei lettori, varrà di meno, scomparirà come è giusto che sia e come avviene in ogni altro mercato.

        • Michele Scolari

          torno a ripetere che la professione giornalistica NON segue solo le leggi del mercato, o, meglio, non quelle dell’economia che abbiamo conosciuto fin’ora… e comunque: i lettori sono il vero meccanismo di selezione, ma se la stragrande maggioranza dei lettori sceglie un quotidiano che fa notizia in base alla spettacolarità, gonfiando le notizie e trascurando le analisi, c’è qualcosa che non va anche nei lettori, non crede? ed allora in quel caso vincerà senz’altro il mercato e ci sarà senz’altro una selezione, come sostiene Lei, ma al prezzo di quale qualità d’informazione?

    • Giovanni Gardani

      Salve Sentinella,
      io sono ignorante in materia e lo dico da subito. Tuttavia mi pongo (e le pongo) un paio di quesiti, anche banali.
      1) Lei è convinto che, togliendo del tutto i fondi all’editoria, le sue tasche si riempirebbero un po’? A me non risulta vi sia una tassa sui fondi dell’editoria. Probabilmente quei fondi vengono reperiti in mezzo ad altre tasse che fanno pagare agli italiani. E quasi certamente, ma mi corregga se sbaglio, tagliare i fondi dell’editoria, servirà solo a reinvestire quelle stesse tasse in altri settore. Magari un giornale chiuso consegna alla politica 5-6 auto blu in più, perchè no? Io preferisco avere un giornale in più, sapendo che quei soldi, neppure un euro, resterebbero comunque a Roma.
      2) Altro punto. Cronaca ha dato lavoro a 45-50 dipendenti. Ci sono giornali, come quello di Mastella, dove lavorano in due e che viene stampati in 100 copie, giusto per prendere il contributo. Ebbene, sa quanto prendere il giornale di Mastella (non dico il nome perchè non lo ricordo, ma credo sia il “Campanile”)? Poco meno di Cronaca. Che però da lavoro a 43-48 persone in più. Quel che intendo dire, al di là di gestioni dissennate, è che anche sui tagli all’editoria qualche distinguo va fatto. Altrimenti facciamo un bel falò e bruciamo tutto, senza pensare…

      • Giovanni Gardani

        Chiedo scusa per qualche errore di battitura, dettato dalla non-rilettura del pezzo…

        • Michele Scolari

          E’ quello che dicevo io poco sopra e mi fa piacere non essere solo… Ci si può divertire a ballare intorno ai concetti quanto si vuole ma il bivio è sempre quello: o si ragiona con le fiaccole e i forconi (o, se si vuole, il panzer) e allora si regredisce. O si ragiona con setaccio, squadra e compasso, e allora forse ci sono buone probabilità di evolversi…
          D’accordo, e non credo che un taglio netto a tutti i contributi all’editoria possa risolvere la situazione delle tasche italiane, come ha osservato Giovanni, anzi: il rischio palese di una simile operazione, in un paese come l’Italia, è quello di trasformare i pochi ‘editori puri’ che sono rimasti in società di alta finanza. Se si vuole che il quadro futuro dell’informazione sia questo non c’è che da vibrare i primi colpi di forbice. Poi di clistere…

  • QUANDO MUORE UNA VOCE DELLA COMUNICAZIONE
    Avrei voluto indirizzare queste poche note al direttore di un giornale che “ sulla carta” non c’è più.

    Io spero che l’evento non si materializzi e non si consolidi nel tempo.
    A volte la morte è apparente e chi si deve prendere cura del paziente deve fare molta attenzione e mettere in campo la sua professionalità.

    Ho scritto più volte delle difficoltà che “la comunicazione” incontrava sulla scena locale e nazionale.
    E’ accaduto tutto o quasi come in un copione già scritto da tempo.
    Il mio intendimento quindi è quello di indirizzare questa poche righe “non” ad “un giornale mai nato”, ma ad “un giornale mai morto”.
    In un mio recente scritto e gentilmente pubblicato da “La Cronaca”, così mi esprimevo :
    “”“I media sono spesso in mano a personaggi che con la democrazia non hanno molto da spartire se non nel fatto che viene dagli stessi invocata per avere il Loro diritto di esistere.
    Solo che il diritto di esistere è più spesso demandato al fatto di avere abbastanza denaro da investire nei media.””

    Non avevo la certezza assoluta della affermazione : ora invece ce l’ho.

    Mi rimane la convinzione che il destinatario di queste poche righe possa in qualche modo rimediare al mio problema: non posso comunicare con “la morte apparente” o “accertata” che sia.

    Voglio solo concludere auspicando che , come nella antica Grecia, si facciano avanti menti illuminate, colte e ben disposte a comunicare ai discepoli eventuali le loro convinzioni morali, filosofiche e politiche.

    Personaggi di rilievo non ne mancano: osiamo sperare.

    Speriamo , e non concludiamo con l’applauso che di solito accompagna il funerale di morti divenuti oggetto di attenzione mediatica.
    Come si sa , l’applauso in pubblico è nato nelle piazze allorquando si trattava di “coprire” le” lamentazioni o le imprecazioni” dei condannati a morte sulle pubbliche piazze.

    Io non applaudo e resto in attesa del risveglio della coscienza responsabile locale e nazionale.