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"Classe dirigente inadeguata a questo territorio" Magnoli (Pd) tra autocritica e duri affondi al centrodestra

titta

Una “bella addormentata” che rischia di “risvegliarsi non più bella e parimenti intontita”. La personale fotografia di Cremona scattata dal segretario provinciale del Pd, Titta Magnoli, vira decisamente al bianco e nero. E, senza far sconti al suo partito, Magnoli attacca una “classe dirigente inadeguata ad affrontare la sfida” che attende la nostra città e la nostra provincia.
Questi i principali spunti della relazione del segretario del Pd nel corso dell’assemblea provinciale del Pd cominciata alle 21 al teatro Monteverdi. All’ordine del giorno, la situazione politica nazionale e regionale: temi dai quali Magnoli è partito per approdare al contesto locale.
“Cremona – così il segretario ha introdotto il ‘capitolo’ dedicato al territorio – da qualche tempo ha perso ogni capacità di rinnovamento, è ferma ed avvitata sul confronto con il suo passato e l’incapacità di immaginare il suo futuro”.
“Stasera non dirò che Perri e la sua giunta sono inadeguati – ha aggiunto provocatoriamente -, che Salini ha una concezione privatistica della democrazia, che Lgh vaga senza meta, che Pasquali è ancora presidente nonostante le promesse, che manca ogni confronto vero fra amministrazioni e forze sociali, che il problema dello sviluppo di Cremona non sono tre passaggi a livello, che temo molto che accada qui quello che è accaduto a Parma. Vorrei fare un discorso più approfondito, e meno gradevole. E parto da una domanda: Cremona e il suo territorio hanno una classe dirigente in grado di salvarla? E guardate che non ho detto semplicemente: “Noi siamo una classe dirigente in grado di salvare il territorio”? Non è un tema del Pd, è un tema generale”.

Il segretario provinciale del Pd, Titta Magnoli

CLASSE DIRIGENTE INADEGUATA – Ecco allora la prima stoccata: “Io penso che la classe dirigente del territorio oggi sia inadeguata ad affrontare la sfida. E lo dico senza pietismo e finzioni. Sarebbe comodo autoassolversi. Ma credo che il territorio vada, in tutte le sue articolazioni sociali, messo sotto accusa. Un’accusa critica e costruttiva. Noi siamo stati i primi a soffrire per le nostre debolezze e ne abbiamo pagato le conseguenze con quel grande strumento che è la democrazia”.
Sdoganata l’autocritica, il segretario è entrato nel merito: “Dopo il fallimento del Patto per lo Sviluppo, fallimento non dovuto all’idea in sé ma al voltafaccia di tutti gli attori che l’avevano firmato e che improvvisamente non se la sono sentita di difenderlo, siamo precipitati nel nulla. Io credo che la nostra classe dirigente non sia adeguata, non tanto nelle singole intelligenze, ma per l’incapacità di orgoglio e di reazione”.

LA POLITICA – E se “la politica può fare molto, può cercare e cerca di riformarsi”, c’è al tempo stesso la “consapevolezza che siamo solo un pezzo del puzzle, sempre meno rappresentativo della società”. E’ allora necessario, ha incalzato, un “risveglio generale”, è necessario “che le associazioni di categoria si attivino, che i sindacati riallaccino molti di quei nodi che si stanno rompendo con i lavoratori, che le amministrazioni facciano il sacrosanto sforzo di cacciar fuori mezza idea, che i professionisti diventino attori sociali, che il volontariato esca dalla sua silente conflittualità, che gli stranieri vivano insieme a noi, che i commercianti, nonostante le difficoltà, ogni tanto sorridano”. E’ necessario, ha aggiunto, “persino che la Chiesa esca da questo suo ‘vivere nascosto’”.
Il “risveglio” di Cremona, però non passa solo dalle parole: “i piani, le proposte, i documenti non servono a nulla se non sono seguiti da azioni”. Un esempio? Il segretario del Pd ha citato Tencara, “che riteniamo strategica”. “Si vuole fare o no? – ha domandato – Lo si dica una volta per tutte. Così come altre idee che sono sul tavolo da tempo. Decidiamo, agiamo. Sciogliamo dei nodi, se no rimarremo legati per sempre!”.
“Se l’Italia è bloccata – ha affondato la lama -, Cremona e la nostra provincia sono ancora più bloccate in vecchie logiche. Se l’Italia è un paese bolso e appesantito, Cremona gioca a pallanuoto con il cappotto e la sciarpa”.
Cremona, ha incalzato, “Non ha più la dignità di territorio indipendente e autonomo e non ha il minimo sindacale (ferrovie, viabilità, orari) per essere un decoroso e crepuscolare satellite di Milano. Sta perdendo buona parte delle sue aziende ma non ha neppure la freschezza ambientale di un luogo agreste, dove ritirarsi. Tengono ancora i servizi sociali, ma per quanto? E’ un territorio che non ha lavoro e non ti consente di andare a cercarlo altrove restando cremonese. Guardate che questo è un dramma vero, le ali sono troppo lontane dalle radici. Lasciatevelo dire da uno che ha deciso di abitare in un’altra città”.

MENO CONVEGNI – Di qui, ha concluso Magnoli, la necessità di “ridiscutere queste cose”, di “convincere alla politica, che non vuol dire ai partiti, le forze più vitali della comunità”. Con uno slogan: “Un convegno in meno e una discussione in più”. “Oggi non governiamo e possiamo essere solo un pungolo – ha chiosato -. Questo pungolo lo saremo fino in fondo, in modo ostinato e fastidioso, nell’attesa di tornare a governare. Con qualche responsabilità in più e con qualche alibi in meno”.

 

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Commenti
  • cittadinocremonese

    Leggo un marziano che calato improvvisamente a Cremona sentenzia e giudica tutto e tutti. Basta, basta sentenze e giudizi servono proposte concrete e coerenti, è finito il tempo delle fanfaluche!

  • Giacomo Zaffanella

    Condivido in toto le parole di Magnoli

  • elia

    a casta dei Bramini[rappresentanti delle istituzioni Cremonesi ] non finisce mai di stupire. Questi signori sono convinti che i cittadini debbano essere al loro servizio, riverirli, lasciare loro gli spazi per parcheggiare gratis per i cinque anni del loro mandato, mentre i comuni mortali che lavorano devono pagare la sosta e se sforano il tempo, si trovano il regalino sul parabrezza mentre costoro, non solo possono parcheggiare gratis per cinque anni di fila, ma hanno un pass tre che si può utilizzare in tre macchine diverse, quindi usufruibili a tempo pieno dalle mogli, mariti, amanti, conoscenti ecc, come se ciò non bastasse possono entrare gratis ai musei, fiere, teatri,stadi ecc , per gli assessori sono stati concessi due cellulari, gratis, gradirei rammentare ai lettori, che il sottoscritto nel 2000 e nel 2002 scrisse direttamente sia al sindaco Bodini sia poi al Sindaco Corada con tanto di protocollo una lettera al fine di chiedere che la sosta gratuita per la casta si concedesse solo nei giorni del consiglio e delle commissioni quindi cinque o sei giorni al mese per evitare di tenere impegnati centinaia di posti macchina, che procuravano anche un danno economico alle casse comunale, naturalmente tutte e due le volte il consiglio comunale rigettò la mia richiesta all’unanimità, io precedetti di ben dodici anni l’attuale amministrazione che tenta in modo comico di convincere i consiglieri comunali, provinciale, assessori e dirigenti delle amministrazioni di rinunciare a questi assurdi privilegi, il pass 3, il modello più ambito, con il quale si può parcheggiare dove si vuole senza pagare per cinque anni consecutivi , Il pass 3 è diventato , il vero traguardo ideologico morale dei bramini della politica cremonese, l’icona del potere conquistato a nome dei cittadini, grazie al pass 3 la casta potrà in eterno esercitare l’esercizio democratico, di utilizzare a tempo pieno, gratuitamente la sosta nelle strisce blu.
    La casta con questo atteggiamento si castra DA SOLA

  • IL GRAN MAGNOLI

    Peccato che la sua relazione all’assemblea Pd verrà tagliata dai nostri giornali, perché troppo lunga, meglio dedicare pagine intere alle occasioni mancate del gol e alle interviste che le spiegano, comunque è sul sito del Pd cremonese e, cari lettori, non è lunga come sembra.
    Da un avversario, anche se non ottuso come altri che spiegano e inventano dal cielo, ultima la noia del posto fisso, aspettiamoci ruvidezze: “se prima affrontavamo una nottata di nebbia fitta con un guidatore incapace, ora abbiamo cambiato chi ci guida ma le condizioni meteorologiche non sono affatto mutate.”
    Ma: “chi soffia sull’antipolitica, deve però essere consapevole che sta minando la democrazia. Si può avercela con questo o quel politico, si può condannare questo o quel comportamento, ma occorre stare attenti a non destabilizzare la casa nelle sue fondamenta.”
    Per arrivare al cuore, che unisce pancia e cervello: “abbiamo di fronte, e brutalizzo come mio solito,, un’unica grande sfida, quella del mantenimento del welfare europeo come esempio unico al mondo. La crisi colpisce lì, la crisi rischia di distruggere proprio questo. A noi il compito di ridiscuterlo. Di rimodularlo, di rinunciare ad alcune cose, ma di mantenerlo nella sua unicità, come simbolo politico di ciò che ci contraddistingue.”
    Premessa del metodo: “oggi il governo Monti sta cercando finalmente di affrontare nodi significativi del sistema italiano….il tema oggi è, infatti, se vogliamo cambiare per autoriforma o venir cambiati da fattori esterni.”
    Il metodo. “troppo spesso si affronta questo passaggio con schemi vecchi: quante volte si torna sulla frattura fra capitale e lavoro, come se il tema oggi fosse la competizione fra salariato e datore di lavoro. Oggi la crisi è molto più profonda e grave: mette in competizione l’operaio italiano con l’operaio cinese, l’imprenditore italiano con quello di un qualsiasi paese emergente.”
    Cremona. I miei fedeli l’hanno capito da un pezzo: sono nato buffone, non so cosa farci, è un costume che non riesco a togliermi di dosso:
    “Guardate, io ho una cagnolina di dodici anni che viene dal canile di Cremona, per cui so quanto meritoria sia l’istituzione se è ben gestita, ma vi pare che il sindaco di una città con i nostri problemi passi un mese a scervellarsi sul futuro del canile?”
    Caro Titta, capisco, nel tuo ruolo non puoi pensare in pubblico fino in fondo, ma Pivetti che impegna un mese sul canile va benissimo, non è un danno, se altri provvedono al resto. Il grave è una Procura che sul canile si impegna come fosse Tamoil….

    Cremona 04 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • I PARTITI E LA CITTA’
    Il ciclone Magnoli colpisce ancora , e ci sono mille motivi per essere d’accordo con Lui.

    Ma proviamo anche a vedere che cosa succede a latere.

    Il confronto a livello amministrativo locale è auspicabile.

    Tuttavia è opportuno fare un po’ di conti anche in casa propria, anche per rafforzare la credibilità dell’apparato.

    Nel mondo della politica politicante succede spesso che c’è chi si sente colpito da una ingiusta collera del popolo, o da ex adepti del vecchio mondo socialista.

    Nessuno può generalizzare ma c’è motivo di ritenere che alla base dei comportamenti individuali (insofferenti) ci sia e ci sia stato una sorta di “acqua” in cui i pesci potevano nuotare senza avere timore di “annegare”.

    E invece per motivi a volte non prevedibili od occasionali succede che qualche giudice si prenda la briga di indagare a seguito di fatti emergenti o per segnalazioni di varia provenienza.

    Una cosa è sicura : la gente non ne può più e non vuole sentire discussioni ( a mezzo stampa o nei bar o nelle sedi politiche proprie).
    Succede che poi taluno denunci un accanimento dei giudici verso una parte o verso un’altra : a scelta ( di chi ?) .

    Succede anche che un simpatizzante di un partito , ora di ridotte dimensioni in seguito ad interventi della magistratura, si lamenti, a mezzo stampa, del trattamento subito da un ex dirigente di tale partito , nell’ ambito del suo nuovo partito di appartenenza.

    Succede poi che nella “discussione” intervenga chi si sente in obbligo di chiarire che “ il fatto non sussiste” e che semmai il simpatizzate se la dovrebbe prendere con la magistratura,”da riformare”.

    Da riformare perché: chi sbaglia deve pagare.

    Se il principio dovesse valere per tutti in assoluto dovremmo assistere ad una vera e propria mattanza in molti settori della vita: politica locale e non.

    E si deve tener conto anche che nell’ambito del Pd(p.e.) solo a pochi è stata concessa la”presunzione” di innocenza: quindi pontificare sui doveri di chi ha più doveri degli altri è solo un “paravento mediatico” male impostato.

    Ma una fatto deve essere chiaro: la magistratura è indipendente e non deve subire condizionamenti di sorta(e c’è anche l’obbligatorietà dell’azione penale).
    Inoltre i gradi di giudizio sono TRE: quindi se ci sono stati errori c’è sempre chi corregge.

    Ergo ,chi si propone di introdurre correttivi alle leggi attuali per rendere i giudici “colpevoli” di possibili errori ( reali o conseguenti ) non fa altro che dare spazio (inaspettato) a certi personaggi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio alla guida di governi, più o meno popolari o populisti.

    Sorprende, o forse no, che i personaggi che intendono mettere i giudici sotto tiro, siano essi stessi dei nominati : con l’espressione popolare proprio non c’entrano.

    Il fatto che inquieta di più è che questi personaggi si sono talmente immedesimati nel loro “ruolo” di protagonisti della politica che si sentono insostituibili e a volte “giudici” : persino nei confronti di colleghi di partito di diversa provenienza(lo abbiamo visto anche a Cremona nei confronti di persone nella Giunta passata).

    O almeno hanno cercato di creare un clima che tali(giudici) li possa far apparire, con l’aiuto di portaborse ben coltivati alla bisogna.
    Non è così e non sarà così perché tali personaggi verranno spazzati via dal risentimento popolare( come già detto, anche perché sono dei perdenti ).

    In altre parole dovranno cessare di intromettersi in tutte le faccende ,palesi o no , che hanno segnato la vita di una città o di un paese.

    I modi per intromettersi nella vita di una città sono molti.
    Ad esempio correre al capezzale ( ex post) di vicende dolorose soprattutto per chi perde il posto di lavoro, o cercare di condizionare le scelte per le nomine nelle partecipate.

    Non si vedono peraltro altrettanti interventi di “costruzione” della società, ormai ridotta allo stremo da condizionamenti “criminali” e criminogeni.
    Salvo errori o sviste non si è ancora sentito parlare dell’effetto disastroso dei “giochi” nei bar e on-line : vera piaga sociale e con effetti economici disastrosi sulle economie della famiglie.

    Non abbiamo sentito parlare( salvo sviste) degli effetti di presenze criminali sul territorio o di loro denunce in pubblico.
    E ,dare sulla voce a persone che lamentano possibili disparità di trattamento nell’ambito di un partito non serve proprio a nulla se non ad alimentare ancora di più l’insofferenza della gente verso chi, “nonostante tutto” si ritiene “casta” e “intoccabile”( perché cosi si comporta).

    E non vale , o vale poco, sentirsi più in dovere di altri verso la società.
    Si cominci quindi a sostenere, come si deve, una legge che preveda anche la scelta, da parte del cittadino, del candidato ad ogni tipo di elezioni.
    Il centralismo democratico, ben presente ancora in menti tragicamente ferme al passato, è morto e defunto (… andava combattendo e non sapeva d’esser morto…. –Operette morali-Leopardi).
    E sperare , nell’intimo, che non si faccia mai una legge di tal fatta è uno dei modi per sperare di sopravvivere.

    Base: le primarie in ogni partito che si rispetti, è uno dei modi per risvegliare la bella addormentata.

  • sandra

    Condivisibile fino a un certo punto.I Cremonesi hanno solo i dirigenti che meritano.Se no non sarebbero cremonesi….

    • HANNO SOLO dirigenti che si meritano ma nell’ambito di una maggioranza che ha vinto per mille voti: non è la stessa cosa neppure con il soccorso rosso.

  • A MACCHIA DI LEOPARDO

    Naturalmente nel Pd cremonese non c’è solo il raffinato Magnoli, che potrebbe parlare davanti a chiunque, parla e scrive anche il compagno Pizzetti Luciano, che stavolta, per rimbeccare Gianmario Beluffi (astruso e strumentale) ne spara di incredibili: “chi è eletto di onori ne ha ormai nessuno ma gli oneri sono doverosi, anche per riconquistare l’onore.”
    Dev’essere la totale mancanza di onori (e companatico) che spinge lui e quelli come lui a vivere e operare, chiacchiere contrarie a parte, per un solo fine: la rielezione! Ma se riuscite a superare il disgusto per il martirio cui sottopone la nostra amata lingua, cari lettori, leggetela tutta, è ancora su http://www.cremonaoggi.it, la risposta a Beluffi. Uno spasso, la reinvenzione della storia e delle regole della società, legge, diritti e doveri etc. Non voglio svelarvi il nome dell’assassino appena cominciate il giallo, ma non resisto a dirvi la più bella: il politico indagato deve dimettersi, subito, anche se si considera innocente!
    Il buffo è che la trovata gli esce sul caso Del Turco. Non basta, al nostro, che un Procuratore d’assalto da Tv si possa annidare in tante Procure, con gli esiti disastrosi facili da immaginare non solo per il politico preso di mira, ma per la Politica nella sua interezza: non ricorda nemmeno, sarà colpa dell’età, che Del Turco, ora libero e praticamente scagionato da tutto mentre chi lo accusava ha preso il suo posto in carcere, fu costretto ad abbandonare la Presidenza della regione Abruzzo, con nuove elezioni che la portarono alla destra. Conclusione, un’indagine un tanto al chilo ha stroncato la vita di un innocente, e il voto di un milione di cittadini è stato rovesciato!
    Io sto convinto a destra, ma la vittoria voglio guadagnarmela sul campo, non a Palazzo.

    Cremona 05 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • fede

    Sono decine d’anni che tutti si riempiono la bocca con la classe dirigente e sono decine d’anni che Cremona è il fanalino di coda della Lombardia.
    Per essere ancora più preciso : e’ praticamente dal dopoguerra che la classe dirigente cremonese è inadeguata, con picchi quasi irraggiungibili con personaggi che al solo nominarli vengono i brividi.
    L’ uscita di Magnoli ” certifica ” la fotografia di un fallimento.

  • CUORE DI PIETRA

    A letto, con in mano il sudoku e a fianco un paio di libretti meno interessanti, mi viene un dubbio e riprendo l’ultima relazione di Magnoli. Dubbio confermato, della politica se ne sbatte le palle, meglio, di come si arriva a schiacciare i bottoni; si occupa solo, la relazione, non lui che si diverte anche, di come si amministra il pubblico e non importa tanto chi, ma che lo faccia bene. Al suo partito, se la rileggono, s’arrabbiano di brutto. E i verbaioli della politica dove li riciclano? Ormai i posti da bergamino, pagati profumatamente, sono dominio degli indiani…

    Cremona 06 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • mario

      Non è detto che il sudoku faccia sempre bene.
      Però l’idea di scambiare qualche bergamino con qualche portaborse potrebbe attecchire e portare vantaggi tangibili.

    • sandra

      Io sono , piu’ che x il pragmatismo,x la praticita’. E non credo ai “problemi inventati”. Ma solo a quelli che si toccano con mano. Ma l’esperienza mi ha insegnato che quelli che oggi sono visti come problemi, in altre culture e altri tempi erano le soluzioni. E siccome la ruota gira…

      • mario

        Lei ha fatto centro : ci dia subito una soluzione,siamo ansiosi di conoscere.

  • sandra

    Basterebbe solo leggere la rubrica delle lettere x capire di che pasta sono fatti i cremonesi. Cioe’ pasta frolla sottovuoto. Ma non e’ colpa loro.Soggiogati dai ” padroni” dell’aristocrazia agraria,abituata a macinare milionate di euro con poche pertiche di terra, i cremonesi temono di esprimere le loro idee.E quando lo fanno chiedono il permesso, che raramente viene accordato.E allora avanti con i cliche’. Oggi quello piu’ in voga e’ lo spreco di terreno agricolo , nel cui nome e’ vietato a
    nche solo nominare nuove strade,autostrade e infrastrutture. Poi c’ e’ tutta la litania dei falsi ambientalisti che ce l’hanno con tutto cio’ che si muove a motore, con le Pm10, con l’ asfalto,il catrame,il cemento, l’ inquinamento acustico,visivo,superficiale, sotterraneo,occulto o palese.
    Basta x favore con ” nonna quercia ” e con i paladini del paesaggio campestre e dello skyline a filari di pioppo. Sono solo pretesti x non fare nulla e tirar fuori il massimo rendimento dai terreni agricoli senza fare assolutamente nulla.

    • mario

      Ma Lei di che pasta è fatta ?
      Quando lo saprò potrei farle qualche domanda.
      Nel frattempo ci faccia sapere che cosa farebbe Lei, posto che i problemi sollevati esistono.

  • angela

    Il problema non e’ se Magnoli abbia o meno ragione ma è la ripetivita’ dei ragionamenti:sono sempre ed ancora gli stessi da piu’ di vent’anni!Non se ne esce.La classe dirigente sara’ sempre inadeguata se la politica non tornera’ ad imporsi su chi,da anni,la sottomette ai propri interessi.